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LAVORI PUBBLICI

Appalti pubblici, i correttivi dell’Authority al Decreto del Fare

di Paola Mammarella

Project financing sostenibile e meno rischi di opere incompiute nel documento al Governo

Vedi Aggiornamento del 28/03/2014
16/07/2013 - Ridurre i contenziosi e la spesa pubblica per razionalizzare gli appalti pubblici. Con questo obiettivo, l’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici ha presentato al Governo un atto di segnalazione con cui correggere le criticità contenute nel DL del fare.
 
Concessioni
Secondo l’Authority, sono da rivedere alcune disposizioni del Decreto del fare, come la possibilità di rivedere il piano economico finanziario delle concessioni per l’entrata in vigore di nuove norme, che sembra troppo generica e potrebbe esporre il concedente a richieste di revisione basate anche solo sull’interpretazione delle norme e non su variazioni effettive delle condizioni di esecuzione.

In questo modo, il concessionario potrebbe alleggerirsi dai rischi tanto da trasformare il rapporto concessorio in un appalto di lavori. L’Autorità di Vigilanza propone quindi delle modifiche che fissano dei paletti oltre i quali la revisione del piano economico finanziario non è possibile.
 
A detta dell’Autorità, inoltre, il problema della bancabilità dei progetti di partenariato, soprattutto quelli di project financing, sembra risiedere, oltre che nella scarsità di risorse disponibili, anche nei tempi particolarmente lunghi. I progetti contenuti nelle offerte, per i quali si richiede una disponibilità dei finanziatori, possono infatti essere sensibilmente modificati corso dell’iter di approvazione.

Perché si ricorra maggiormente al project financing bisognerebbe puntare a soluzioni che favoriscano il ricorso a forme di aggiudicazione basate su offerte corredate da progetti più possibile vicini a quello esecutivo, con iter di approvazione più snelli. Per risolvere questa difficoltà, l’offerta dovrebbe essere corredata dalla dichiarazione di interesse a finanziare l’operazione, sottoscritta da uno o più istituti finanziatori.
 
Offerte anomale
L’Authority fa notare che il Dl del fare estende al 31 dicembre 2015 l’esclusione automatica delle offerte anomale per gli appalti sotto la soglia comunitaria, facendo tornare attuali le criticità sollevate dalla Corte di giustizia europea, secondo la quale se una disciplina nazionale preclude alle amministrazioni aggiudicatrici la possibilità di verificare la fondatezza e la serietà delle offerte anormalmente basse, si può ledere il principio generale di non discriminazione e creare pratiche anticoncorrenziali.

Opere incompiute
Il DL del fare differisce al 30 giugno 2014 l’entrata in vigore dell’obbligo della garanzia globale di esecuzione. Per l’Autorità di Vigilanza ciò significa che aumenta il rischio che opere, iniziate e finanziate, non vengano compiute per fatti imputabili all’affidatario. Il periodo di proroga, secondo l’Authority, potrebbe quindi essere utilizzato per avviare lo studio di possibili soluzioni.
 
Qualificazione per la partecipazione alle gare
L’Autorità di Vigilanza ritiene indispensabile un ripensamento delle attestazioni Soa e del sistema di qualificazione delle imprese. Sarebbe da correggere l’uso distorto delle disposizioni che consentono alle imprese di avvalersi dei requisiti posseduti da altre imprese che hanno loro trasferito l’azienda o con cui si siano fuse.

Un sistema che a parere dell’Authority ha finora fatto riscontrare una serie di irregolarità. Per risolvere le criticità l’Autorità propone quindi che le Stazioni appaltanti, nella prima seduta di gara, invitino i concorrenti a giustificare il possesso di determinati requisiti.
 
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