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Catasto, metri quadri e algoritmi per calcolare le nuove rendite

Catasto, metri quadri e algoritmi per calcolare le nuove rendite

Per l’Imu proposta soluzione transitoria: per il 2013 esenti le prime case tranne quelle di lusso o con superficie maggiore di 150 mq

Vedi Aggiornamento del 09/04/2015
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 09/04/2015
24/07/2013 - bsp;- Un sistema di imposizione sugli immobili più equo. È l’obiettivo della revisione del Catasto, che avrà un impatto anche sull’Imu, imposta municipale unica. La riforma, che non produrrà una variazione del gettito, dovrebbe spostare il livello delle imposte a carico degli immobili con un maggior valore di mercato, determinato sulla base dei metri quadri e della localizzazione.
 
La revisione del sistema impositivo dovrebbe essere messa a punto entro la fine di agosto, anche se si stanno facendo strada ipotesi di rinvio al 2014, con soluzioni transitorie per il 2013.
 
Riforma del Catasto
Il gruppo di lavoro della Commissione Bilancio della Camera sta gettando le basi per un nuovo Catasto, che dovrebbe basarsi su un algoritmo di calcolo per la determinazione delle rendite.
 
Come già previsto da precedenti tentativi di revisione, il criterio dei vani sarà sostituito dai metri quadri, mentre i valori catastali e quelli di mercato saranno dipendenti l’uno dall’altro.

Partendo dal metro quadro, infatti, sarà elaborato un algoritmo che terrà conto del valore di mercato, della localizzazione e delle caratteristiche edilizie, grazie al quale diventa possibile ottenere il valore patrimoniale dell'immobile.
 
I cittadini potranno inoltre tutelarsi degli accertamenti dell’Agenzia delle Entrate contestando le modalità di calcolo. Ci saranno infine commissioni censuarie con il compito di validare le nuove rendite.
 
Cosa cambia per l’Imu
Il nuovo sistema di rendite e valori patrimoniali avrà un impatto anche sull’Imu. L’imposta, infatti, si calcola proprio a partire dalle rendite risultanti dagli atti di compravendita degli immobili. In questo modo verranno corrette le sperequazioni presenti oggi, con immobili nuovi periferici che pagano più di quelli di pregio nei centri storici.
 
Se le modalità di pagamento saranno basate sul nuovo sistema, resta ancora da sciogliere il nodo di chi pagherà. Sull’argomento si stanno infatti scontrando le forze politiche, ma sono giunte anche raccomandazioni dal Fondo monetario internazionale.
 
A detta del Fmi bisognerebbe mantenere l’Imu sulla prima casa per correggere il deficit. Nettamente contrario il PdL, che nell’abolizione dell’Imu vede una chiave per far ripartire i consumi. Più cauto il Pd, che propone di mantenerla solo per le abitazioni di valore.
 
Secondo fonti di agenzia, anche se il Governo si è impegnato a trovare una soluzione entro il 31 agosto, la riforma potrebbe essere rinviata al 2014 e nel 2013 verrebbe adottata una soluzione transitoria, che eliminerebbe il pagamento per quasi tutte le prime case.
 
Tra le ipotesi maggiormente accreditate c’è la cancellazione dell’acconto di giugno, sospeso dalla Legge 85/2013, a condizione di trovare le risorse per alleggerire il saldo di dicembre. Il costo dell’operazione ammonterebbe a 2,4 miliardi, più l’intervento di fine anno.
 
Proposto anche il pagamento dell’Imu sulle prime case censite come immobili di lusso e su quelle con superficie maggiore di 150 metri quadri.
 
Si potrebbe inoltre tenere conto dei valori dell’Osservatorio immobiliare e, in attesa della riforma del Catasto, del numero di vani dal momento che la nuova imposta dovrebbe inglobare anche la Tares.
 
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