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Congresso Nazionale Ingegneri: ‘l’Italia è un Paese riformabile’

Il rilancio passa da sussidiarietà, semplificazione e riduzione dei costi della burocrazia

Vedi Aggiornamento del 30/01/2014
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25/07/2013 - Modernizzazione, riorganizzazione ed efficienza. Attraverso queste direttrici passa sia la possibilità della crescita del Paese che dei singoli professionisti.
 
È il presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, Armando Zambrano, nella relazione di apertura del 58^ Congresso Nazionale in corso a Brescia, che ha voluto sottolineare agli oltre mille colleghi in platea come il futuro sia comune. “Dobbiamo dare contributi concreti alla vita del Paese - ha continuato il Presidente - cercando soprattutto la collaborazione e l’intesa con le altre professioni, in particolare quelle tecniche”.
 
Una spinta che arriva da uno degli Ordini professionali comunque in crescita, nonostante il reddito medio negli ultimi 5 anni sia diminuito in termini reali del 22%, passando da 44.945 euro nel 2007 a 34.671 euro nel 2012. “Il numero degli iscritti all’albo degli ingegneri negli ultimi 10 anni - ha detto ancora Zambrano - è passato da 150.294 a 234.425 con un aumento del 56%. Un ordine degli ingegneri sempre più giovane e sempre più femminile che stiamo facendo dialogare con tutte le altre professioni, soprattutto tecniche, così da essere attori di iniziative e proposte utili per il Paese. Se parliamo di semplificazione dobbiamo palare di ingegnerizzazione delle procedure. Noi siamo convinti che il Paese sia riformabile.
 
Niente lamentele, dunque, ma proposte concrete, spesso a costo zero. Dobbiamo affrontare la sfida di andare oltre il lobbismo delle singole rappresentanze”. E gli ingegneri sono pronti ad affiancare, anche nella redazione delle leggi, gli uffici competenti dei Ministeri. “Vogliamo una politica che sia forte - ha concluso il Presidente - tanto forte da non aver paura di ascoltarci perché proponiamo iniziative utili a tutti e non per noi”. 
 
Sulla stessa linea il magistrato Cosimo Ferri, a Brescia in rappresentanza del Ministero di Grazia e Giustizia di cui è Sottosegretario, che condivide il pensiero espresso da Zambrano: “La burocrazia è un costo sia per lo Stato che per i privati - ha spiegato Ferri davanti alla platea di ingegneri - per cui deve essere assolutamente ridimensionato. Basta pensare al valore del silenzio assenso, che secondo noi, si può applicare in molte più situazioni, così come trovo più significativo il controllo post lavoro che all’inizio delle procedure”.
 
Nel prima giornata del Congresso è stato presentato l’approfondimento ‘Sussidiarietà e semplificazione’ realizzato dal Centro Studi del CNI. Uno studio che parte da alcuni dati piuttosto preoccupanti. Intanto la burocrazia sottrae, all’economia produttiva, risorse pari a circa 31 miliardi l’anno.
 
Nelle classifiche internazionali sulla competitività, motivano il ritardo del nostro Paese con l’inefficienza delle Pubbliche Amministrazioni e con il peso degli oneri burocratici. Stessi dati che portano l’Italia ad essere 73esima su 185 paesi nella classifica della Banca Mondiale per la facilità di fare impresa. Banca che poi, invece, pone l’Italia al 13esimo posto per velocità e costi nel passaggio delle proprietà immobiliari.
 
Tutto ciò dovuto al peso del sistema di norme e di regolamenti. Per questo si è ipotizzato di creare un meccanismo di devoluzione professionale che è stato testato con una rilevazione all’interno degli ingegneri. Ben 8.421 iscritti hanno risposto dando allo studio un valore significativo. Il quadro che ne esce è abbastanza nitido. L’inefficienza della Pubblica amministrazione è omogenea e sistemica. Gli ingegneri credono che sia l’informatizzazione che le procedure sanzionatorie non abbiano alcun effetto. Lo studio ha preso a riferimento le 12 procedure più diffuse e i tempi medi sono da paese non industrializzato.
 
La Pubblica Amministrazione è concentrata, soprattutto, sulla documentazione ex ante che poi, quasi mai, controlla il ex post, senza considerare che non esiste l’uniformità interpretativa delle stesse norme. Solo l’introduzione della Cia, Comunicazione di inizio attività, Scia e di alcune applicazioni del silenzio-assenso sono viste come norme efficaci. Tutto il resto sembra opaco e confuso.
 
Quasi la totalità degli intervistati si è reso disponibile ad assumersi maggiori responsabilità soltanto a patto che le Norme vengano rese chiare e che ci sia un compenso proporzionale alle responsabilità assunte.
 
 
Fonte: Segni e Suoni, Ufficio stampa CNI
 

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