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Superbonus 110%, ecco il Decreto Requisiti Tecnici
NORMATIVA Superbonus 110%, ecco il Decreto Requisiti Tecnici
PROFESSIONE

Formazione obbligatoria ingegneri: ecco il Regolamento

di Rossella Calabrese

Occorrerà possedere un minimo di 30 Crediti Formativi Professionali; ogni anno ne verranno detratti 30 dal totale

Vedi Aggiornamento del 04/05/2016
Commenti 121486
20/07/2013 - È stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale del Ministero della Giustizia il Regolamento per l’aggiornamento professionale degli ingegneri.
 
Il Regolamento disciplina la formazione continua dei professionisti iscritti all’Albo degli Ingegneri, ai fini dell’assolvimento dell’obbligo di aggiornamento della competenza professionale, in attuazione dell’articolo 7 del Regolamento di riforma delle professioni (Dpr 137/2012).
 
Per esercitare la professione l’iscritto all’Albo deve essere in possesso di un minimo di 30 Crediti Formativi Professionali (CFP). Al termine di ogni anno solare, ad ogni iscritto vengono detratti 30 CFP dal totale posseduto. Al raggiungimento degli zero CFP, non vengono attuate ulteriori detrazioni. Il numero massimo di CFP cumulabili è 120.
 
Si possono conseguire CFP con un accredito iniziale all’atto dell’iscrizione all’Albo (90 CFP se ci si iscrive entro 2 anni dall’abilitazione; 60 CFP se ci si iscrive tra 2 e 5 anni; 30 CFP ci si iscrive dopo 5 anni) e con attività di aggiornamento professionale continuo non formale, informale e formale, scelte dal professionista.
 
Le attività di formazione professionale continua possono essere di tre tipi: non formale, informale e formale.
 
Sono attività di formazione non formale: la frequenza frontale o a distanza di corsi e seminari riconosciuti, compresi quelli obbligatori per legge, la partecipazione a convegni, conferenze ed altri eventi specificatamente individuati dal CNI, la partecipazione a visite tecniche qualificate a siti di interesse, la partecipazione a stages formativi. Un’ora equivale a un CFP (esclusi gli stages).
 
L’articolo 4 illustra i requisiti che le attività di formazione non formale devono avere per essere riconosciute dal CNI. Tutte le attività formative riconosciute saranno consultabili in una banca dati on-line istituita presso il CNI.
 
Le attività di formazione informale sono: l’aggiornamento legato all’attività professionale dimostrabile, la certificazione delle competenze professionali da parte dell’Ordine, pubblicazioni qualificate, brevetti, la partecipazione qualificata a organismi, gruppi di lavoro, commissioni tecniche e di studio in Italia e all’estero, riconosciuti dal CNI, la partecipazione alle commissioni per gli esami di Stato per l’esercizio della professione di Ingegnere/ Ingegnere iunior, la partecipazione a interventi di carattere sociale/umanitario in occasione di calamità naturali inerenti l’ambito professionale.
 
Sono attività di formazione formale: la frequenza corsi di master di primo e secondo livello e di dottorati di ricerca, la frequenza di corsi universitari con esame finale.
 
Il CNI può autorizzare associazioni di iscritti agli Albi e altri soggetti all’organizzazione attività di formazione non formale, frontale o a distanza, riconoscibili ai fini del conseguimento di CFP. Le associazioni e gli altri soggetti che intendono ottenere l’autorizzazione devono richiederla al CNI, secondo le istruzioni di cui all’allegato B. L’autorizzazione vale due anni e può essere revocata qualora vengano meno i requisiti di accredito o la qualità della formazione erogata. Gli Ordini possono fare controlli a campione sugli eventi formativi realizzati nei propri territori e sulla formazione erogata ai propri iscritti.
 
Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri ha il compito di definire le linee di indirizzo per la formazione, controllare l’offerta formativa, monitorare l’assolvimento dell’obbligo di aggiornamento delle competenze, autorizzare associazioni e altri soggetti ad organizzare i corsi, promuovere l’istituzione della certificazione volontaria delle competenze degli iscritti.
 
Gli Ordini territoriali organizzano le attività formative secondo le linee di indirizzo, riconoscono i corsi organizzati da associazioni e altri soggetti autorizzati dal CNI e assegnano il numero di CFP, gestiscono la banca dati dei CFP degli iscritti; possono istituire la certificazione volontaria delle competenze dei propri iscritti.
 
Gli Iscritti sono tenuti a comunicare all’Ordine i CFP conseguiti con corsi tenuti da altri soggetti e a conservare la documentazione attestante i CFP conseguiti.
 
Si può essere esonerati dall’obbligo di aggiornamento in caso di: maternità o paternità, per un anno; servizio militare volontario e servizio civile; grave malattia o infortunio; altri casi di documentato impedimento.
 
Qualora un iscritto abbia esercitato la professione senza aver assolto all’obbligo di aggiornamento della competenza, il Consiglio dell’Ordine di appartenenza è tenuto a deferirlo al Consiglio di Disciplina territoriale per le conseguenti azioni disciplinari.
 
L’obbligo di aggiornamento della competenza professionale decorre dal 1° gennaio 2014 (anno solare successivo a quello dell’entrata in vigore del Regolamento, presumibilmente 2013). Sono riconosciute, ai fini del conseguimento di CFP, le attività formative svolte nell’anno precedente a quello dell’entrata in vigore del Regolamento.
 
Agli iscritti all’Albo degli Ingegneri alla data di entrata in vigore dell’obbligo formativo vengono accreditati 60 CFP.

È attesa a breve anche la pubblicazione del Regolamento per l’aggiornamento professionale di Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori. Una prima bozza è stata diffusa dal Cnappc a febbraio 2013 (leggi tutto).

Questa volta è rimasta inascoltata la richiesta avanzata da InarSind di sospendere l’esame dei Regolamenti per l’aggiornamento professionale degli Architetti e degli Ingegneri e di studiare percorsi omogenei per queste due professioni (leggi tutto).
 

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Altri commenti
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Mattia

DOMANDA IMPORTANTE: Scusate ragazzi ma perché invece di incazzarsi tanto non si preme sugli ORDINI PROFESSIONALI PER LA REINTRODUZIONE DEI MINIMI TARIFFARI? Sapete con tassazione del 40-45% sull'IMPONIBILE e 22% di IVA QUANTO UNO DEVE PORTARSI A CASA AL MESE PER AVERE UN NETTO DI 1600 EU? FACENDO IL CONTO SUI 3400 eu...E IO CONTINUO A PERDERE LAVORI..SI TROVA SEMPRE IL TECNICO CHE FA MENO..L'ALTRO GIORNO HO PERSO DUE APE DI DUE NEGOZI A CUI HO FATTO UN PREZZO DI 250 EU IVATO PERCHE' UN ALTRO TECNICO HA FATTO DI MENO..COME SI FA A PRENDERE 3400 EURO CON PRATICHETTE DI 150-200 EURO..QUANTE NE DEVI FARE? BISOGNA NON FARSI SVALORIZZARE...REINTRODURRE I MINIMI TARIFFARI E' UN DOVERE DEL QUELLA MERDA DI ORDINI CHE ABBIAMO. SIAMO LAUREATI ED ABBIAMO DOPO LA FATICA FATTA IL DOVERE DI PRENDERE MINIMO (E DICO MINIMO) UNA CERTA PARCELLA AL DI SOTTO DEL QUALE PER DIGNITA' NON SI PUO' SCENDERE. E SE VOLETE FACCIO IL PORTAVOCE PER GRIDARE ALLE MERDE DI ORDINI IL VOSTRO/NOSTRO GRIDO. PERCHE' MI SON ROTTO IL CAZZO CHE BUTTIAMO NEL CESSO UNA PROFESSIONE COSì IMPORTANTE.

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Iralos

Meno male che si voleva abolire gli ordini : si va all'incontrario! Politici di Merda INCOMPETENTI!

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Silvio

E` tutta una cavolata. Ho 54 anni ho 28 anni di iscrizione all'albo e sono un libero professionista. Se non faccio questi corsi idioti dove il docente magari ha meno esperienza di me prendo un provvedimento disciplinare e mi eliminano dall'albo degli ingegneri. Buffoni andate a lavorare anziche' fregare chi lavora.

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ANNA

Praticamente dobbiamo pagare per Lavorare!!!

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massimiliano

ma finiamola con queste vessazioni verso gli ingegneri

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disoccupato

banda di co...oni vi venga un colpo

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studio

Ma anche in questo caso come per la certificazione energetica dobbiamo smettere di lavorare e re-iniziare a corsi fatti. Per la certificazione energetica occorre seguire un corso di 64 ore e senza nessun periodo di adeguamento. Io ha fatto decine di certificati, improvvisamente mi trovo a perdere tale Diritto Acquisito e dall'oggi al domani ho dovuto smettere di lavorare in quanto non più abilitato fino al dopo corso (cha al momento nessuno fa). Complimenti a questi incompetenti.