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PROFESSIONE

Oice Ancp: troppe tasse per i professionisti che lavorano all’estero

di Paola Mammarella

Le attività rientrano nel volume d’affari su cui si calcola il contributo del 4% da rendere a Inarcassa

Vedi Aggiornamento del 04/04/2014
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30/07/2013 – I progettisti che lavorano all’estero sono penalizzati dalle norme che assoggettano il fatturato al contributo del 4% da rendere a Inarcassa. Lo denunciano Oice a Ancpl – Legacoop, che sottolineano l’immobilismo del Governo sul tema dell’applicazione del contributo previdenziale sul fatturato estero.
 
In una nota diramata dal presidente OICE, Patrizia Lotti, e dal presidente di Ancpl-Legacoop, Carlo Zini, si legge che gli emendamenti del Governo al DL 76/2013 sul lavoro presentati ieri non contengono la soluzione alle difficoltà competitive nelle quali da inizio anno si muovono all’estero tutti i professionisti e, in particolare, le società e le cooperative di progettazione.
 
A detta di Oice e Ancpl – Legacoop, il problema è sorto con la Legge di stabilità per il 2013, in base alla quale le attività svolte all’estero da professionisti, società di ingegneria e società di professionisti, anche se non sono soggette ad Iva, rientrano nel volume d’affari del contribuente e conseguentemente concorrono a determinare il volume della cifra di affari sulla quale si calcola il contributo del 4% da rendere a Inarcassa.
 
Secondo i presidenti di Oice e Ancpl – Legacoop, questo meccanismo rende inutile l’approvazione di norme per l’internazionalizzazione delle imprese perché perdendo il 4% sul fatturato estero, i professionisti non risultano competitivi con i concorrenti straneri.
 
Oice e Ancpl – Legacoop chiedono quindi un intervento risolutivo. In caso contrario, spiegano, potrebbero verificarsi effetti negativi non solo in termini di occupazione ed evasione fiscale, ma anche di compromissione dei fondi stanziati con gli strumenti di promozione e agevolazione gestiti dal Ministero dello Sviluppo Economico.

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