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Condono edilizio, il diniego deve sempre essere esplicito

di Paola Mammarella

CdS: In presenza di un’istanza di sanatoria edilizia il Comune può sanzionare gli abusi solo dopo essersi pronunciato in modo espresso

Vedi Aggiornamento del 27/05/2015
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20/08/2013 - Se viene presentata un’istanza di sanatoria edilizia, il Comune può emettere un provvedimento sanzionatorio solo se si è precedentemente pronunciato in modo espresso sulla richiesta di condono.
 
È giunto a questa conclusione il Consiglio di Stato, che con la sentenza 2280/2013 ha respinto la posizione di un Comune, convinto che il parere sul condono potesse essere espresso anche in modo implicito.
 
Nel caso preso in esame, due soggetti avevano presentato al Comune un’istanza di concessione edilizia per la realizzazione di opere di consolidamento in un terreno di loro proprietà, avente destinazione agricola, che doveva essere adibito a parcheggio.
 
Il Comune aveva rigettato la richiesta perché le opere si ponevano in contrasto con il Piano regolatore generale comunale e i soggetti avevano quindi presentato domanda di condono per l’opera abusiva, consistente nel consolidamento mediante ghiaione di mille metri quadri e nell’aver sterrato e compattato altri 2 mila metri quadri.
 
A questo punto, il Comune aveva imposto di sospendere l’attività edilizia e di ripristinare la situazione preesistente. Decisione che aveva spinto i soggetti interessati a presentare ricorso.
 
Dopo la pronuncia del Tar, anche il Consiglio di Stato ha affermato che il diniego dell’istanza di condono non può essere desunto dalle ordinanze di sospensione dei lavori e di ripristino perché il rigetto della domanda di sanatoria non può essere implicito.
Quando viene presentata una domanda di sanatoria degli abusi, infatti, diventano inefficaci i precedenti atti sanzionatori e il Comune, prima di esaminare ed eventualmente respingere l’istanza di condono, deve effettuare una nuova valutazione.
 

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