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AMBIENTE

Rischio idrogeologico, il Senato chiede maggiori risorse

di Rossella Calabrese
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Nell’Ordine del giorno approvato da Palazzo Madama: avvio del Piano straordinario da 2,5 miliardi di euro

Vedi Aggiornamento del 19/08/2014
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09/09/2013 - Assegnare maggiori risorse alla prevenzione dal rischio idrogeologico e alla manutenzione ordinaria del territorio, escludendole dai vincoli del Patto di stabilità; istituire un Fondo nazionale per la difesa del suolo per risarcire i danni ai privati e agli enti e consentire la delocalizzazione degli edifici situati in aree a rischio; attuare immediatamente il Piano straordinario per la difesa del suolo da 2,5 miliardi di euro; contrastare nuovi tentativi di condono edilizio; promuovere forme di assicurazione da rischi naturali per cittadini ed imprese.
 
Sono i principali contenuti di un Ordine del Giorno con il quale il Senato impegna il Governo a mettere in campo una lunga serie di azioni per prevenzione dal rischio idrogeologico e la difesa del suolo.
 
Tra gli altri punti: modificare la normativa al fine di rendere operative le autorità di bacino distrettuali; integrare maggiormente la pianificazione urbanistica con le opere per la difesa del suolo, limitando il consumo di suolo; predisporre una strategia nazionale per la valorizzazione naturalistica dei fiumi finalizzata alla gestione delle alluvioni e del dissesto idrogeologico; valorizzare le competenze dei Consorzi di bonifica attribuendo loro nuove funzioni in materia di prevenzione del rischio di dissesto idrogeologico; avviare un progetto sperimentale per la capillare manutenzione di aree verdi, boschive e fluviali, che coinvolga giovani, cassintegrati, associazioni e cooperative sociali.
 
Tra le premesse dell’odg, i promotori ricordano che dai dati Ispra emerge che nel 2012 sono state censite 85 frane, che le frane interessano il 6,9% del territorio nazionale e che i Comuni interessati da frane sono 5.708 (89%) e 6,1 milioni di italiani vivono sotto tale minaccia. I dati forniti dal Ministero dell’Ambiente classificano il 10% del territorio nazionale ad elevata criticità idrogeologica, ossia a rischio di alluvioni, frane e valanghe.
 
In questo quadro si inserisce il consumo di suolo, cresciuto a ritmi impressionanti, pari a 244.000 ettari all'anno di suolo divorato da cemento ed asfalto: in termini assoluti sono stati persi in modo irreversibile ben 20.500 km. Infine, l’abusivismo e le continue deroghe alla normativa urbanistica hanno minato la creazione di una cultura diffusa in materia di sicurezza del territorio, di rispetto delle regole e di salvaguardia del suolo come risorsa per le generazioni future.
 
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