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MERCATI

Compravendite immobiliari, il calo si attenua

di Paola Mammarella

Recuperati sei punti percentuali rispetto all’inizio dell’anno, destinati all’acquisto di case 34 miliardi

Vedi Aggiornamento del 16/05/2014
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30/09/2013 - Le compravendite immobiliari registrano un lieve miglioramento. Secondo i dati dell’Omi, diffusi dall’Agenzia delle Entrate, nel secondo trimestre del 2013 diminuisce la flessione degli scambi.
 
È stata infatti registrata una flessione delle compravendite del 7,7% rispetto allo stesso periodo del 2012. Ciò significa che sono stati recuperati più di sei punti percentuali rispetto alla contrazione del 13,8% registrata nei primi tre mesi dell’anno.
 
Scendendo più nel dettaglio, le vendite registrate nel settore residenziale si sono ridotte del 9,3%, con una ripercussione di un - 7,5% nel mercato delle pertinenze.
 
Il calo continua anche nel non residenziale. In testa alle perdite c’è il settore terziario con un - 10,6%, seguito dal produttivo con il -6,5% e da quello commerciale con una flessione del 2,7%.
 
Le perdite sono più contenute al Nord Italia, dove raggiungono il 7,9%, mentre al Centro e al Sud il calo si mantiene superiore al 10%. Per quanto riguarda le grandi città, a Genova il calo è del 15,7%, a Firenze dell’11,3%, a Palermo del 9,4%. La diminuzione è meno marcata a Roma, con 6,9%, Torino col 4,7% e Milano con il 2%. Le uniche eccezioni sono costituite da Bologna, che segna un aumento del 5%, e Napoli con un incremento dell’1,8% grazie alle dismissioni del patrimonio immobiliare pubblico del Comune.
 
Dal punto di vista delle quotazioni immobiliari, il valore medio di un’abitazione risulta pari a circa 167 mila euro. Nel primo semestre 2013, inoltre, la spesa per l’acquisto di case, al netto degli oneri di transazione e delle imposte, è stimata in 34 miliardi di euro, cioè 5 miliardi in meno rispetto allo stesso periodo del 2012.
 
A detta dell’Ance, Associazione nazionale costruttori edili, i dati diffusi dall’Agenzia delle Entrate dimostrano la validità delle azioni intraprese dal Governo per ripristinare la fiducia nel settore, motivi per i quali “non si può sottostare agli allarmismi e ai diktat preventivi europei, basati sul rispetto dei conti, quando invece è la ripresa dell’occupazione e quella del mercato interno l’unico obiettivo che l’Italia deve perseguire”.
 
Secondo le stime dell’associazione degli edili, grazie ai decreti adottati e alle prossime misure, da approvare con la legge di stabilità, si potrebbe generare un aumento del giro d’affari di 48 miliardi di euro e 250 mila posti di lavoro.
 
 

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