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NORMATIVA

Ance: offerta più vantaggiosa solo negli appalti da 2,5 milioni

di Paola Mammarella

Tra le idee per il ddl Semplificazioni lo snellimento di Via e Vas e la revoca del vincolo culturale e paesaggistico

Vedi Aggiornamento del 14/10/2013
18/09/2013 – Applicare il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa solo agli appalti di importo pari o maggiore di 2,5 milioni di euro, semplificare i procedimenti di Via e Vas e introdurre la possibilità di eliminare il vincolo culturale e paesaggistico dagli immobili che non hanno più nessun interesse pubblico. Sono le proposte di modifica al ddl semplificazioni, lanciate dall’Ance, Associazione nazionale costruttori edili, in un’audizione al Senato.
 
Appalti pubblici
Per l’Ance, il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, considerato oneroso per le imprese che devono predisporre le offerte e complesso per le amministrazioni che devono valutarle, dovrebbe essere limitato agli appalti di importo pari o superiore a 2,5 milioni di euro. Per gli importi più bassi si dovrebbe poter continuare ad usare il criterio del massimo ribasso.
 
Da cancellare poi, afferma l’Ance, la norma del DL 179/2012 sulla pubblicità in base alla quale dal primo gennaio 2013 le spese per la pubblicazione degli estratti dei bandi di gara sui quotidiani sono rimborsate alla stazione appaltante dall'aggiudicatario.
 
Per rendere le procedure più veloci, secondo l’Ance dovrebbe essere eliminata l’aggiudicazione in tre fasi (provvisoria, definitiva e definitiva efficace) per tornare a quella in due fasi in base alla quale il controllo sul possesso dei requisiti dell’aggiudicatario va fatto immediatamente dopo l’aggiudicazione provvisoria e prima della sua approvazione da parte dell’amministrazione.
 
Ambiente
Per quanto riguarda la codificazione in materia ambientale, l’Ance sostiene che è necessario giungere al più presto a tempi e procedure certe in ambito di Via – Valutazione di impatto ambientale e Vas – Valutazione ambientale strtegica. 
Come ricordato durante l’audizione, la Via e la Vas si ricollegano alla necessità di assicurare la rispondenza ai principi di sostenibilità ambientale, sociale e territoriale nel processo di approvazione di opere, progetti, piani e programmi. Una finalità che richiede un’istruttoria accurata e l’acquisizione dei pareri delle altre amministrazioni coinvolte nel procedimento. Si tratta di passaggi che, nonostante i diversi tentativi di semplificazione, costituiscono ancora una complicazione.
 
Secondo l’Ance bisognerebbe quindi introdurre una procedura di Vas semplificata per quelle tipologie di piani e programmi che concernono l’uso di piccole aree o che riguardano modifiche minori o che comunque hanno un limitato impatto territoriale. Per rendere la semplificazione operativa sarebbe però utile chiarire cosa si intende per “piccole aree”.
 
Per la Via invece, sottolinea l’Ance, le difficoltà riguardano la complessità della documentazione che deve accompagnare l’opera o il progetto che si sottopone ad autorizzazione, ma anche le diverse interpretazioni della norma a livello territoriale.
 
Beni culturali e paesaggistici
L’Ance propone la possibilità di revocare il vincolo nel caso in cui si accerti il venir meno del notevole interesse pubblico dell’immobile.
 
La pianificazione paesaggistica dovrebbe rispettare tempistiche certe, rendendo obbligatoria la stipulazione delle intese tra Regione e Ministero per lo svolgimento congiunto della verifica e dell’adeguamento dei piani esistenti.
 
A detta dell’associazione degli edili, inoltre, nel procedimento di autorizzazione paesaggistica alle Soprintendenze dovrebbero essere riservati solo poteri di tipo estetico, ma queste non dovrebbero sostituirsi agli enti locali nel giudizio di compatibilità urbanistica degli interventi esaminati.
 
Dovrebbero infine essere riviste le sanzioni in base alle quali per gli illeciti realizzati su immobili vincolati è prevista sempre la demolizione dell’opera abusiva, tranne in alcuni casi di abusi minori che non comportano aumenti di superficie o cubatura. In questo modo secondo l’Ance anche una variazione progettuale in corso d’opera di minima entità determina la demolizione dell’opera.
 
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