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RISTRUTTURAZIONE Sismabonus 110%, come si calcolano i limiti di spesa
NORMATIVA

Catasto, approvata la sostituzione dei vani coi metri quadri

di Paola Mammarella

Ok della Camera all’articolo 2 della Delega Fiscale, in arrivo nuove mappe e incentivi ai Comuni che faranno emergere gli immobili non dichiarati

Vedi Aggiornamento del 12/03/2015
Commenti 41646
25/09/2013 – Saranno i metri quadri e non più i vani a determinare il valore degli immobili. La Camera ha approvato l’articolo 2 del ddl sulla Delega fiscale, contenente la Riforma del Catasto.
 
Il decreto ad hoc, che sarà adottato dal Governo per rivedere la materia, dovrà rifarsi ad una serie di direttive.

Sarà ad esempio necessario rideterminare le definizioni delle destinazioni catastali, distinguendole in ordinarie e speciali, tenendo conto delle mutate condizioni economiche e sociali e delle diverse utilizzazioni degli immobili.

 Il valore patrimoniale sarà determinato sulla base dei valori di mercato al metro quadrato per tipologia  immobiliare. 
 
A questo valore verranno applicati dei coefficienti che terranno conto delle caratteristiche edilizie dell’immobile, come ad esempio la presenza di scale, l’anno di costruzione, il piano  e l’esposizione, ma anche della sua localizzazione.
 
Il risultato sarà un algoritmo che, moltiplicato per i metri quadri, rilevati secondo la metodologia catastale, darà il valore patrimoniale dell’immobile.

In generale, questo vale per unità immobiliari a destinazione catastale ordinaria (gruppi A, B e C, come abitazioni, uffici, biblioteche, magazzini sotterranei, negozi, stabilimenti balneari, tettoie e autorimesse).
 
Per determinare il valore delle unità immobiliari a destinazione catastale speciale (gruppo D in cui rientrano opifici, capannoni industriali, alberghi) si userà invece un sistema di stima diretta grazie all'applicazione di metodi standardizzati e di parametri di consistenza specifici per ciascuna destinazione catastale speciale.
Nel caso in cui non sia possibile fare riferimento diretto ai valori di mercato, si userà il criterio reddituale o, per gli immobili strumentali, quello del costo.

La rendita catastale sarà calcolata sulla base dei redditi da locazione medi. Il valore delle locazioni al metro quadro, cui deve essere applicata una riduzione per le spese di manutenzione e gli adeguamenti tecnici, verrà moltiplicato per la superficie e il risultato sarà il valore della rendita.

I valori patrimoniali e le rendite dovranno essere adeguati periodicamente in relazione alla modificazione delle condizioni del mercato di riferimento.

Per le unità immobiliari di interesse storico e artistico dovranno invece essere studiate riduzioni dei valori patrimoniali e delle rendite che tengano conto dei più gravosi oneri di manutenzione e conservazione, del complesso dei vincoli legislativi per la destinazione, l'utilizzo e il restauro.
 
Gli immobili colpiti da calamità naturali potranno usufruire di tasse ridotte in considerazione delle condizioni di inagibilità o della loro inutilizzabilità.
 
Per facilitare le operazioni, il territorio sarà suddiviso in microzone e verranno individuati immobili-tipo. Saranno inoltre introdotte nuove mappe catastali sovrapposte ai rilievi aerofotogrammetrici. 
 
I Comuni avranno un ruolo di primo piano nella definizione delle nuove rendite e nella lotta contro la presenza di immobili non censiti o abusivi. Sono infatti previsti incentivi per gli enti locali che contribuiranno all’emersione dei fabbricati sconosciuti al Catasto.
 
Per diventare definitive, le novità dovranno ora essere convalidate dall’altro ramo del Parlamento.
 

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Altri commenti
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Giancola Carlo

Il nuovo calcolo della rendita a mq. è senza dubbio più corretto ed equo. Tuttavia esso causerà una miriade di contestazioni poichè i mq. saranno rilevati sulle planimetrie catastali presentate al momento dell'accatastamento quando non era richiesta l'indicazione della superficie complessiva (che sono la gran parte) e quando il professionista era più attento alla specificazione dei locali che non alla precisione grafica delle misure degli stessi. Le planimetrie catastali sono in scala 1:200 e le misure sono approssimative. Pertanto le contestazioni nasceranno sul calcolo della superficie complessiva, che potrà risultare in eccesso o in difetto della reale (in quest'ultimo caso con contestata!).

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zefiro leggero

Secondo me le persone che hanno investito i propri risparmi in immobili non possono essere tassati di più di chi mette i soldi in banca o in altri investimenti finanziari.Lo squilibrio delle tassazioni tra settori di investimento crea una economia nazionale squilibrata.

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Samantha Marian

In un paese come l'Italia dove da sempre il miglior investimento è stato il mattone, credo sia giusto applicare una tassa sugli immobili. Il problema non è la tassa in se stessa, ma come viene applicata. La modifica del catasto è indispensabile. Esistono immobili che nel tempo hanno accumulato un valore elevato per svariati motivi urbanistico/commerciali e che continuano a pagare 4 lire perché iscritte al catasto Napoleonico! Avvallare una tassa sulla casa non significa che non si debba intervenire sulle rendite da speculazione o su occultazione di ricchezza in paradisi fiscali. La storia della vecchina, povera che da secoli vive nel castello e che ora con il nuovo catasto dovrà per forza regolarizzare il torrione abusivo e pagare una tassa, più congrua ai suoi possedimenti, che non ce la fa con la sua misera pensione minima, non regge. Come cavolo ha vissuto fino ad ora senza lavorare?

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Eligio

Perchè gli immobili devono essere sempre presi in esame per definire la ricchezza di una persona? Pensate chi si è fatto una casa con enormi sacrifici in una periferica di una città ma già vicina a zone di pregio, solo perchè in quel momento la famiglia poteva permetterselo, ora con gli adeguamenti catastali e la rivalutazione delle zone si troverà nelle condizioni di dover pagare una tassazzione enorme che magari non può permettersi di pagarla, ma lo stato o comuni vogliono comunque l'imposta pagata. Ora facciamo l'esempio di colui che si è comperato la casatta di 100 mq. pochi sacrifici, tanto bastava avere un tetto, quindi piccolo investimento da povero agli occhi della gente ma ricco nel conto bancario che si permette di condurre una vita da benestante; ora questo si troverà a pagare o una tassa minima o adirittura nulla, ma con il patrimonio finanziario potrebbe altro che pagare le imposte. Gli esempi che sono fatti su casi reali non di fantasia vogliono mettere in evidenza che non è il valore degli immobili di possesso che fanno ricca la persona ma tutto il patrimonio che ha accumulato. Se vogliono tassare relamente i ricchi si deve mettere insieme tutto qunato posseduto poi si potrà tassare ma così pagherà solo chi con la buona volontà ed i sacrifici si è fatto un nido ricco si ma pur sempre il bisogno primario dell'uomo.

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carla pignotti

nel catasto relativo alla mia città non sono ancora stati adeguati i numeri civici cambiati oramai da 20 anni!!! e adesso tolgono i vani catstali per mettere i metri quadri che, peraltro risultavano già nel catasto precedente, ma perchè allora non li hanno lasciati quando c'erano già? Chi capisce è bravo!!!! e poi dovrebbero anche guardare chi ha ereditato una casa grande ma tutta da aggiustare e che ha una pensione minima....che si deve fare? svendere anche la casa dove si abita per grazia delle precedenti generazioni? E' PROPRIO UMA VERGOGNA!!!!