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NORMATIVA

Confindustria: dedurre l’Imu dal reddito di impresa

di Paola Mammarella

La proposta degli imprenditori per ridurre le tasse sugli immobili strumentali all'attività di impresa

Vedi Aggiornamento del 08/01/2014
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20/09/2013 – Imprese danneggiate dal sistema di tassazione degli immobili. È la sintesi che Andrea Bolla, presidente del Comitato Tecnico Fisco di Confindustria, ha tracciato in un’audizione alla Camera dei Deputati proponendo di dedurre l’Imu dal reddito di impresa.
 
Bolla ha citato i dati del centro studi di Confindustria in base al quale la pressione fiscale nel 2013 ha raggiunto il record del 44,5% del PIL e rimarrà molto alta anche nel 2014, attestandosi al 44,2% del PIL.
 
Ricordando che il DL 102/2013 ha esentato dall’Imu le abitazioni principali e l’invenduto delle imprese, Bolla ha sottolineato che la maggior parte delle risorse, cioè 2,4 miliardi, è assorbita dalle prime case, mentre alla misura a sostegno delle imprese sono destinati 38,3 milioni l’anno.
 
Oltre all’esenzione per gli immobili delle imprese di costruzione, costruiti e destinati alla vendita ma rimasti invenduti e non locati, secondo Bolla sono necessari interventi per favorire la competitività che, come raccomandato dall’Unione Europea, dovrebbero trasferire il carico fiscale dai fattori produttivi al consumo, ai beni immobili e all'ambiente.
 
Per Andrea Bolla, sotto il profilo economico gli immobili strumentali all'attività d'impresa non devono essere trattati come patrimoni da tassare perché da soli non producono alcuna ricchezza. Al contrario, questi immobili dovrebbero essere considerati fattori impiegati nella produzione, alla stregua di altri tipi di capitale fisico utilizzati dall’impresa nel processo produttivo. Una ricchezza, sostiene Bolla, necessaria a produrre lavoro e soggetta al rischio d'impresa, che quindi non dovrebbe essere assoggettata all’Imu.
 
Per risolvere queste criticità, a detta di Andrea Bolla si dovrebbe sospendere l’incremento da 60 a 65 del moltiplicatore relativo ai fabbricati del gruppo catastale D per il 2013, ridurre l’applicazione dell’IMU sui capannoni non utilizzati dalle imprese, ma soprattutto introdurre una norma di sistema che introduca la piena deducibilità dal reddito d’impresa dell’Imu corrisposta sui fabbricati direttamente utilizzati come beni strumentali dall’impresa, appartenenti al gruppo catastale D.
 
La deducibilità, afferma il portavoce di Confindustria, dovrebbe essere estesa anche all’Irap in modo da non penalizzare le imprese che, a causa della crisi economica, non realizzano utili.
 
Il costo delle misure, stimato in un miliardo di euro, secondo Bolla potrebbe essere coperto con una rimodulazione dell’abolizione della rata Imu sulle abitazioni principali, di cui al momento beneficiano anche le famiglie abbienti. che invece potrebbero pagare.
 

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