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NORMATIVA

Geometri: compenso per opere in c.a. solo se realizzate dopo il 2010

di Paola Mammarella

Cassazione: prima vigeva il divieto assoluto alla progettazione in cemento armato previsto dal RD 2291/39

Vedi Aggiornamento del 06/07/2020
  Commenti 17683
04/09/2013 - I geometri che accettano l’incarico di progettare e realizzare un edificio in cemento armato hanno diritto ad essere pagati se il contratto è stipulato dopo il 2010 e se si rispettano i limiti di competenza previsti dalla legge.
 
La Corte di Cassazione torna a pronunciarsi sulla competenza dei geometri nella costruzione di opere in cemento armato. Con la sentenza 19989 del 30 agosto scorso, è stato ribadito che la competenza dei geometri è limitata alla progettazione, direzione e vigilanza di modeste costruzioni civili con esclusione di quelle che comportino l'adozione, anche parziale, di strutture in cemento armato.

Fanno eccezione le piccole costruzioni accessorie nell'ambito di edifici rurali o destinati a industrie agricole, a patto che non esistano pericoli per le persone né ragioni che rendano necessarie particolari operazioni di calcolo. Per quanto riguarda il pagamento per la prestazione svolta, bisogna inoltre rifarsi alla normativa vigente al momento della stipula del contratto.
 
Nel caso esaminato dalla Cassazione, un soggetto aveva affidato ad un geometra la direzione dei lavori, le pratiche amministrative e i calcoli relativi alla struttura in cemento armato. Il geometra aveva affidato a sue spese quest’ultimo compito ad un ingegnere, chiedendo il pagamento al committente, che si era rifiutato di versare il corrispettivo richiesto.
 
La Cassazione ha confermato la decisione del tribunale ordinario, che aveva giudicato nullo il contratto a causa di un eccesso di competenze che non trovavano fondamento nella normativa vigente al momento della stipula.
 
Il ricorso del geometra è stato rigettato per una serie di motivi.
 
Secondo il Regio Decreto 2291/1939, in vigore al momento dell'assunzione dell'incarico, le opere in cemento armato, anche se modeste, dovevano essere affidate solo ad ingegneri o architetti. In precedenza, invece, il Regio Decreto 274/1929 dava ai geometri la possibilità di progettare opere in cemento armato di modeste dimensioni, che non richiedessero calcoli complessi. Nella stipula del contratto si doveva però fare riferimento alla norma più recente.

Secondo la Cassazione, infine, la Legge 1086/1971, che nelle opere di conglomerato cementizio vede operare ingegneri, architetti, geometri e periti edili nei limiti delle proprie competenze, non ha alterato la situazione preesistente.
 
La situazione è cambiata con il Decreto Legislativo 212/2010, che ha riformato la materia abrogando il Regio Decreto 2291/1939. Da questo momento per le competenze dei geometri si deve tornare a fare riferimento al Regio Decreto 274/1929 e alle norme successive. Ciò significa che dal 2010 è venuto meno il divieto assoluto, a carico dei geometri, di progettare opere in cemento armato, ma che ci si deve comunque rifare alle disposizioni che limitano il loro operato alle costruzioni di modeste dimensioni che non comportano rischi per l’incolumità.  
 
Il contratto, però, era stato stipulato prima del 2010, quando ancora vigeva il divieto contenuto nella norma del 1939. Ad ogni modo, le dimensioni del fabbricato non avrebbero consentito la competenza del geometra. L’edificio, infatti, misurando 2.730 metri quadrati per una altezza di 11 metri e superando la cubatura di 1.500 metri cubi, non rispettava i limiti della modesta costruzione previsti dalle norme tuttora vigenti.
 
Il geometra ha quindi diritto a ricevere il pagamento per le prestazioni effettuate se il contratto non è nullo, cioè se l’incarico per la realizzazione di un edificio in cemento armato è stipulato dopo il 2010 e se si rispettano i limiti previsti dalla legge.
 

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Altri commenti
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Paolo

Architetto ora ex Geometra. Conosco fin troppo bene tutta la problematica e posso dire che i livello di studio è completamente diverso e molto diverse le conoscenze e l'approfondimento della materia. La progettazione è giusto che sia in capo ad ingegneri ed architetti questo a tutti i livelli. cantiere, catasto, topografia, sicurezza, stime possono essere sicuramente condivise con i geometri.

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Cavara

Il vero problema della progettazione strutturale è che oggi salvo casi molto limitati si è costretti a passare dal modello agli elementi finiti, e non è facile tenere sotto controllo tutto per evitare che il malloppo di numeri che esce dal solutore sia un inutile elenco del telefono piuttosto che un risultato effettivamente valido ed affidabile. Un neolaureato ha davvero tutte le competenze per farlo? L'esperienza pluriennale è preziosissima per validare i risultati - perchè l'occhio sbaglia, ma sbaglia di poco, mentre la calcolatrice quando sbaglia può fare di tutto - ma non si può nemmeno prescindere dalle nozioni di scienza delle costruzioni. Probabilmente se invece di arroccarci nel campanilismo imparassimo a collaborare di più tra ingegneri, geometri ed architetti, eviteremmo di avere piante in cui non si sa dove mettere un pilastro, solai in cui non si sa dove far passare una canna fumaria, strutturali in cui non si sa come infilare le barre nelle gabbie, ed ogni tanto uno strafalcione di qualche tipo che viene al pettine all'improvviso con conseguente circolo vizioso di scaricabarili.

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claudio

molti commenti sono davvero ingiusti come lo è anche questa sentenza che limiterebbe la progettazione alle opere cosidette "accessorie" ma ci sarà tempo perchè i Giudici comprendano che non è così e che i geometri possono progettare e dirigere modeste opere civili, così come prevede il regolamento. Il riferimento alle costruzioni accessorie va inteso nel senso che i geometri possono progettare piccole industrie agrrarie (in CA o Muratura , non ha importanza) e ANCHE opere accessorie in cemento armato di limitata importanza che non costituiscano pericolo etc etc. Se dovessimo rifarci al regolamento degli ingegneri ed architetti, esso dice solo che Formano oggetto tanto della professione di ingegnere quanto di quella di architetto le opere di edilizia civile, nonché i rilievi geometrici e le operazioni di estimo ad esse relative. COSA DOVREMMO DIRE? che non hanno competenza nella direzione, nei calcoli, perchè se dobbiamo fare le pulci ai regolamenti facciamolo anche a quello di ingegneri e architetti. I geometri hanno progettato e diretto lavori da sempre, la verità è che la mancanza di lavoro e la follia di alcuni sta comprimendo le loro competenze. E' giusto che per il futuro siano previste maggiori garanzie, quindi più scolarizzazione, ma non si possono mandare alla fame migliaia di geometri che lavorano in questo settore, non si può buttare l'acqua sporca con il bambino. I diritti acquisiti devono essere mantenuti, per il futuro la progettazione può essere riservata a chi si è scolarizzato maggiormente.

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X gabriele

Abolizione della figura del geometra perchè "per lavorare nelle costruzioni serve una laurea esattamente come per operare un paziente o difendere un accusato davanti a un giudice"? Quindi non esistono infermieri o figure intermedie negli altri ambiti professionali? La verità è che il geometra/perito edile con i suoi 5 anni di studi superiori (nel campo delle costruzioni, che è un bel pò diverso dal campo medico o giuridico) ed una buona dose di esperienza professionale riesce a fare quasi quanto un architetto che caxxeggia all'università magari 10 e più anni (mantenuto dal papà) a fare plastici e polistiroli. Per non parlare del campo topografico/estimativo, dove i laureati in architettura fanno piangere i polli! L'architetto italiano (così come è concepito) dovrebbe essere abolito in Italia, col passaggio delle competenze agli ingegneri edili/architetti che sicuramente hanno una preparazione a 360°.

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Italo

Gli architetti italiani sono proprio scioccati dalla concorrenza dei geometri. Ciò si commenta da solo...

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gabriele

la cosa migliore sarebbe l'abolizione della professione del geometra. anomalia tutta italiana. per lavorare nelle costruzioni serve una laurea esattamente come per operare un paziente o difendere un accusato davanti a un giudice. se nel mondo le cose vanno meglio ( e mi riferisco al campo delle costruzioni ) e da no vanno molto male forse è il caso che ci adeguiamo senza portare avanti inutili crociate

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X Angelo Di Stefano

o magari lo fanno fare ad altri perche lo fanno meglio? non e' che tutti si possono permettere un software di calcolo strutturale per poi magari usarlo 2 volte l'hanno, mi e' capitato che mi chiamassero per un rilievo in campagna ma l'ho fatto fare a un geometra, che dovevo fare comprarmi una stazione totale usa e getta?

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Angelo Di Stefano

Salve sono un geometra, intervengo solamente per la Sig.ra Adele Bonaduce che ha risposto senza nessuna logica, mi permetto di scrivere perchè ha offeso me e l'intera categoria, deve sapere che il 95% degli architetti i calcoli se li fanno fare , il 50% degli ingegneri i calcoli se li fanno fare dagli strutturisti, quindi di cosa stiamo parlando...sicuramente è giusto rispettare ognuno le proprie competenze...ci mancherebbe, infatti neanche pensiamo di poter calcolare strutture di ampie dimensioni..commissioniamo agli ingegneri strutturali, semplice, quindi mi faccia la gentilezza di non offendere nessuno!! ci sono geometri che, mi creda, le possono fare lezioni a lei e tanti altri che la pensano come lei.