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PROFESSIONE

Architetti, obbligatorie almeno 90 ore di formazione ogni tre anni

di Rossella Calabrese

Pubblicato il Regolamento per l’aggiornamento e lo sviluppo professionale; entrerà in vigore il 1° gen­naio 2014

Vedi Aggiornamento del 24/10/2016
18/09/2013 - È stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale del Ministero della Giustizia, il Regolamento per l’aggiornamento e lo sviluppo professionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori.
 
Il Regolamento attua l’articolo 7, comma 1, del Dpr 137/2012 di riforma degli ordinamenti professionali, che impone ai professionisti di “curare il continuo e costante aggiornamento della propria competenza professionale” pena una sanzione per violazione delle norme deontologiche.

Il testo definisce “aggiornamento e sviluppo professionale continuo” ogni attività formativa che sistematicamente migliora le competenze professionali e le abilità personali necessarie per lo sviluppo dell’architettura, della società e dell’ambiente e prevede che gli iscritti all’Albo degli APPC dovranno acquisire almeno 90 crediti formativi professionali (CFP) ogni tre anni, con un minimo di 20 all’anno, di cui almeno 4 sui temi della Deontologia e dei Compensi professionali. Un CFP corrisponde a un’ora di formazione.
 
Gli iscritti potranno scegliere liberamente le attività formative da svolgere, ai fini dell’assolvimento dell’obbligo. L’obbligo formativo decorre dal 1° gennaio dell’anno suc­cessivo a quello di prima iscrizione all’ordine.
 
Il Regolamento entrerà in vigore il 1° gen­naio 2014; il primo periodo di valutazione dell’aggiornamento e svi­luppo professionale continuo decorrerà quindi dal 1° gennaio 2014 al 31 di­cembre 2016.
 
Nel primo triennio i CFU da acquisire sono 60, con un minimo di 10 all’anno, di cui almeno 4 annui sui temi della Deontologia e dei Compensi professionali.
 
Nelle more dell’entrata in vigore del Regolamento, gli Ordini territoriali possono già ef­fettuare attività formative sperimentali su base vo­lontaria; per tali attività verranno riconosciuti CFP che saranno computati tra i crediti da acquisire obbligatoriamente dal 2014.

Secondo il Regolamento, la gestione, realizzazione e controllo del programma di aggiornamento e sviluppo professionale continuo sono di competenza del CNAPPC e degli Ordini territoriali. Sarà realizzata una apposita Piattaforma Informatica Nazionale nella quale il CNAPPC registrerà tutti gli eventi formativi validati; nella piattaforma gli iscritti dovranno inserire il proprio Curriculum Individuale della Formazione, consultabile on-line, contenente le attività curricolari di aggiornamento e i crediti formativi maturati.
 
Il CNAPPC promuoverà propri eventi formativi, fisserà i criteri per la valutazione e predisposizione delle attività formative, e validerà gli eventi da svolgersi all’estero; anche l’Ordine territoriale promuoverà propri corsi, valuterà le richieste di validazione avanzate da soggetti terzi e svolgerà attività di controllo.
 
Gli Ordini provinciali e il CNAPPC concederanno l’accreditamento per i corsi erogati da altri soggetti, valutando tipologia, qualità e contenuti dell’evento formativo. Solo gli Ordini territoriali e il CNAPPC potranno organizzare corsi sui temi della Deontologia e dei Compensi professionali.
 
Per l’assolvimento degli obblighi formativi, saranno validi i corsi di formazione, anche a distanza online; master, seminari, convegni, giornate di studio, tavole rotonde, conferenze, workshop, relazioni e attività di aggiornamento, corsi abilitanti; altri eventi specificatamente individuati dal CNAPPC.

I corsi di formazione indetti dal CNAPPC in collaborazione con organismi statali e che abilitano a svolgere una funzione avente rilevanza pubblica su tutto il territorio dello Stato si intendono automaticamente approvati.
 
Gli Ordini potranno promuovere attività interdisciplinari di ag­giornamento e sviluppo professionale, di concerto con altri Ordini e Collegi professionali.
 
Il CNAPPC si riserva di emanare linee guida e di coordi­namento che si rendessero necessarie in sede di applicazione del Regolamento, relativamente alla classificazione delle ma­terie e alle attività che possono avere valenza formativa, all’articolazione dei percorsi formativi, alle modalità operative per la gestione dei crediti e ai criteri relativi alle possibilità di esonero.
 
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Altri commenti
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rudiger

Se in 5anni non anno inparato niente in 90 giorni che cavolo servono solo per spillaresoldi

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Fulvio De Conca

Dopo 38 anni di esperienza professionale, molto probabilmente verrà un " collega " che non esercita perchè manca il lavoro ad aggiornarmi ? Comunque i corsi in materia di parcelle e deontologia saranno tenuti dalle solite persone , sempre con poca o nulla esperienza, solo presso l'ordine, ritengo chiaramente a pagamento...... è una novità !!

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enzo pedini

ho 64 di cui oltre trentacinque di attività lavorativa fatta in Italia e in giro per il Mondo. mi trovo il arabia saudita da più di un anno, mi hanno chiamato per la mia esperienza ho chiesto l'esenzione non essendo presente in italia e mi è stata rifiutata. io quattrini all'Ordine non ne voglio dare voglio vedere se mi cacciano. ci lamentiamo per le troppe tasse e adesso dobbiamo pagare i corsi altre tasse, mantenendo gente che a malapena sa cosa vuole dire lavorare.

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Bramante

i corsi formativi nonli faccio . Continuerò a firmare e dato i miei 30 anni di iscrizione voglio vedere chi mi caccia dall Ordine

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Alberto

quelli formativi per loro sono CREDITI ... ma per noi restano sempre e soltanto DEBITI !!! ps. ma anche Renzo Piano li deve ottenere sti crediti ?? ????? ????????????? ?????????????????? se no che gli fate? gli togliete la firma??????? ma poi ... voi che tenete i corsi, chi siete??? chi siete più di me che ho 30 anni di esperienza? perchè mai dovrei pagarvi per ascoltare delle baggianate, quando dovreste essere voi a dover imparare da me?????? vediamo se esiste un sito su FB per raccogliere le opinioni dei colleghi

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Paola Ruggeri

Come possiamo fare per unirci tutti e ribellarci a questo ennesimo sopruso?? Ci stanno portando a chiudere i nostri piccoli studi a favore dei "grandi Architetti"!!

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Maximo F Consolini

Forse è giunta l'ora di fare uno scatto di "orgoglio" dall'interno degli ordini, e portarci a piè pari in un esercizio della professione del 2013 e oltre, all'altezza delle controparti in giro per il mondo; non aspettare sempre la solita imposizione da parte dei "legislatori", che poco sembrano sapere e comprendere di un mondo reale, di una professionalità reale Nel grande e nel piccolo, la professione deve avere un respiro moderno, capace di esprimere a pieno tutta quella preparazione che c'è, nonostante il dedalo di leggi, leggiule, norme, decreti ed arbitri che "inscatolano"; di questi ultimi, gli arbitri, un'ultima nota, spesso provengono da professionisti, colleghi, iscritti negli stessi ordini ...........

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franco

Siamo divisi e isolati e non rappresentati da sindacati autorevoli. In questa situazione anziché fare fronte comune contro le vessazioni dei burocrati e dei politici continuiamo a subire ogni sopruso imposto dall'alto. Lo scopo è quello di far cessare l'attività ai piccoli professionisti, per consentire ai grandi studi, in forme societarie con partecipazioni di soci di capitale, di fare asso pigliatutto !! STUDI DI SETTORE, ASSICURAZIONE OBBLIGATORIA, POS, AGGIORNAMENTI CONTINUI A PAGAMENTO, ecc. ..... non se ne può più !! l

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Arch

Basta, basta, basta L'anno prossimo mi cancello da tutto, chiudo tutto !!! Sarà un piacere spendere i soldi risparmiati in altro modo. Già solo dalla chiusura dell'attività automaticamente hai un risparmio che ti da una boccata di ossigeno... rimaneteci voi iscritti a questi ordini fatti di pagliacci che come vampiri (e insieme allo stato) succhiano il sangue ai poveri malcapitati di turno. LADRI FARABUTTI VI FORMEREI IO CON UN BASTONE !!!

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architetti falliti

non temete i corsi andranno sicuramente a ruba !! durante la più grande crisi della repubblica italiana, con un mercato del lavoro fermo e intasato da migliaia di laureati automaticamente disoccupati ( problema che il ministero non vuole affrontare alla radice per paura dei sindacati ) la nostra prima preoccupazione sarà spendere soldi in corsi di aggiornamento. fossero stati aboliti gli ordini professionali almeno.... e invece hanno messo i corsi e se non li facciamo che fate ci togliete la possibilità di firmare i progetti che tanto già ora nessuno vuole ????


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