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Decreto Parametri bis, via libera dal Consiglio di Stato

Decreto Parametri bis, via libera dal Consiglio di Stato

La Stazione appaltante garantirà che non si superino le vecchie tariffe, il corrispettivo terrà conto della prestazione e del tempo impiegato

Vedi Aggiornamento del 21/02/2014
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 21/02/2014
24/09/2013 - bsp;- Via libera ai parametri su cui calcolare i corrispettivi da porre a base di gara nell’affidamento dei servizi di ingegneria e architettura.
 
Il Consiglio di Stato ha dato parere positivo sul decreto, affermando che sarà la Stazione Appaltante a garantire che i compensi a base di gara non superino le vecchie tariffe professionali, abrogate con il DL Liberalizzazioni e dal DL Sviluppo.
 
Secondo l’impianto del decreto, il corrispettivo del professionista sarà composto dal compenso e dalle spese ed oneri accessori.
 
Il compenso sarà determinato dalla sommatoria dei prodotti tra il costo delle singole categorie che compongono l’opera, la sua specificità e la complessità delle prestazioni.

Le spese e gli oneri accessori saranno calcolati in maniera forfettaria, facendo riferimento all’importo dell’opera.
 
Nel caso in cui si tratti di altre prestazioni, il corrispettivo deve tenere conto dell’impegno del professionista, dell’importanza della prestazione e del tempo impiegato.
 
Il Consiglio di Stato ha fatto notare che la struttura del decreto ministeriale per la definizione dei parametri tenta di dare delle indicazioni in base alle quali calcolare i corrispettivi da porre a base di gara, ma che questi, data la specificità di molti incarichi e lavori, a volte possono superare le vecchie tariffe professionali.
 
A detta dei giudici di Palazzo Spada, quindi, non si tratta di modificare l’impostazione del decreto, che non può ricomprendere tutti i casi concreti, ma di effettuare il controllo volta per volta.
 
Secondo il Consiglio di Stato, il controllo deve essere effettuato dalla Stazione Appaltante e non dal Rup, Responsabile unico di procedimento, come invece affermava il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici (Leggi Tutto). In questo modo, infatti, si evita una complicazione sia dal punto di vista burocratico che da quello della spesa.
 
Per diventare operativo, il decreto Parametri bis dovrà ora ricevere l’ok della Corte dei Conti ed essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
 
Ricordiamo che l’iter per individuare i corrispettivi da porre a base di gara è stato travagliato. La prima bozza era stata infatti criticata sia dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici (leggi tutto) sia dall’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici (leggi tutto). Le perplessità riguardavano i prezzi a base di gara che, calcolati con i parametri del Decreto, in alcuni casi sarebbero risultati più alti di quelli ottenuti rifacendosi alle tariffe abrogate.
 
La seconda bozza, revisionata sulla base delle osservazioni ricevute, dovrà ora essere integrata col nuovo ruolo delle Stazioni Appaltanti, che dovranno garantire il rispetto della concorrenza per non riportare in vita le tariffe professionali.

Pubblicheremo la bozza non appena sarà disponibile.
 
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