Carrello 0
PROFESSIONE

Ingegneri: il Regolamento sui certificatori energetici va cambiato

di Rossella Calabrese

‘Paradossale che un ingegnere vecchio ordinamento, abilitato e iscritto all’Albo non possa redigere una certificazione energetica’

Vedi Aggiornamento del 12/02/2014
12/09/2013 - I laureati in Ingegneria vecchio ordinamento, iscritti ai tre settori (civile e ambientale, industriale, dell’informazione) dell’Albo degli ingegneri devono poter svolgere l’attività di certificatore energetico senza l’obbligo di corsi aggiuntivi.
 
Lo chiede il Consiglio Nazionale degli Ingegneri con una Circolare indirizzata ai Ministri dello Sviluppo economico, dell’Ambiente e delle Infrastrutture, nella quale sollecita un intervento sul Regolamento per l’accreditamento dei certificatori energetici (Dpr 75 del 16 aprile 2013) entrato in vigore il 12 luglio 2013 (leggi tutto).
 
In primo luogo, il CNI riassume i contenuti del Regolamento: chi può svolgere l’attività di certificatore energetico, i titoli di studio richiesti, le abilitazioni necessarie e i corsi da seguire, sottolineando come la norma sia scritta in modo tale da rendere difficile l’individuazione dei requisiti che consentono di svolgere l’attività in questione.
 
In effetti si tratta di un lungo articolo composto da elenchi di sigle e da numerosi rimandi ad altri articoli e commi, che la redazione di Edilportale ha schematizzato (consulta lo schema).
 
Anche dopo aver compreso il corretto significato delle nuove disposizioni - rileva il CNI -, si arriva alla paradossale situazione per cui un ingegnere abilitato e iscritto all’Albo, ma il cui titolo di studio non è tra quelli elencati, non può redigere una certificazione energetica, mentre un semplice laureato in Ingegneria (non abilitato e non iscritto all’Albo) può seguire un corso e diventare certificatore energetico.
 
A chi ha scritto il decreto - osservano gli Ingegneri - è sfuggito che le competenze degli ingegneri sono oggi dettate dal Dpr 328/2001 che ha diviso l’Albo in due sezioni (A per la laurea specialistica e B per la triennale) e in tre settori (civile e ambientale, industriale, dell’informazione). Un ingegnere vecchio ordinamento - afferma il CNI - è automaticamente iscritto a tutti e tre i settori e abilitato a svolgere tutte le attività proprie della professione di ingegnere, senza necessità di ulteriori corsi.
 
Per questo, il CNI chiede che l’obbligo di frequentare un corso di formazione per diventare certificatore energetico si applichi soltanto a coloro i quali si troveranno ad operare dopo il 12 luglio 2013, data di entrata in vigore del Dpr 75/2013, facendo salva l’attività di chi già opera nel settore.
 
A questo si lega un altro aspetto, non meno grave secondo gli ingegneri, cioè il fatto che il Dpr 75/2013 non prevede una disposizione transitoria che disciplini e salvaguardi le competenze acquisite dai professionisti già operanti nel settore della certificazione energetica degli edifici.
 
Questo è necessario - spiega la circolare - per impedire la paralisi delle aziende del settore, in attesa che i propri tecnici si procurino l’attestato, dopo aver seguito i corsi che le Regioni non hanno ancora attivato. Secondo la legislazione oggi vigente, infatti, chi già opera nel settore della certificazione energetica ma non possiede i requisiti richiesti dal Dpr 75/2013 è di fatto ‘sospeso’ fino a quando non si adeguerà alla nuova disciplina.
 
Interpretazione condivisa, ad esempio - segnala il CNI -, dalla Regione Siciliana che a luglio ha comunicato che i tecnici inseriti nell’elenco regionale dei certificatori, ma non in possesso dei requisiti richiesti dal Dpr 75/2013, sono ‘temporaneamente sospesi’.
 
Il CNI richiama poi la vicenda della Regione Puglia - il cui Regolamento che istituiva corsi per diventare certificatore energetico è stato bocciato da Tar nel 2010 (leggi tutto) - denunciando il fatto che chi ha scritto il Dpr 75/2013 non ne ha tenuto conto.
 
In definitiva, gli ingegneri chiedono ai Ministeri di correggere il Dpr 75/2013 tenendo conto dei laureati col vecchio ordinamento e di aprire un tavolo di lavoro per modificare il decreto ponendolo al riparo da inevitabili azioni giudiziarie.
 
© Riproduzione riservata

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui
Altri commenti
thumb profile
Ingegnere elettrico vecchio ordinamento

Caro gabriele e Ing. sez. A nuovo ordinamento il piano di studi di ingegneria elettrica V.O. prevedeva l'esame di scienza delle costruzioni (obbligatorio per tutti) e in alcuni piani di studi anche l'esame di "tecnica delle costruzioni", l'esame di fisica tecnica (Ove si trattavano le dispersioni termiche, i cicli termodinamici, le macchine frigorifere ecc..), l'esame di macchine termiche, l'esame di Elettronica, Elettronica digitale e meccanica applicata alle macchine per citare solo alcuni degli esami non prettamente elettrici che dimostrano una preparazione trasversale. Considerato che la legge cita "... abilitazione alla professione relativa alla progettazione di edifici e impianti asserviti agli edifici stessi, nell'ambito delle specifiche competenze attribuite dalla legislazione vigente" come potrebbe il CNI inquadrare gli ingegneri del NO in questo contesto legislativo ? Purtroppo, l'inquadramento legislativo non lascia dubbi sul fatto che l' Ing. N.O. non sia qualificato ai fini della certificazione energetica. A questo punto non capisco la polemica sulle competenze del V.O. richiamate giustamente dalla circolare del CNI (prendetevela con il legislatore e con il CNI). Diversi e più seri sono i problemi legati all'inquadramento delle lauree del N.O. e l'errore che il legislatore commette nel conferire (con un corso a pagamento che suona più come una tangente che una specializzazione), che mi sento di condividere e che estenderei anche al settore della sicurezza, dell'acustica ambientale, alla formazione continua, alla SISS per l'accesso all'insegnamento, e a tutta la speculazione che esiste sulla formazione in genere. Per il resto, se siete arrabbiati con il mondo e state rodendo dentro, studiate di più, informatevi meglio e rimboccattevi le maniche invece di fare polemiche inutili considerato che il momento è difficile per tutti.

thumb profile
INGEGNERE SEZIONE B

CERTO CHE UN INGEGNERE ELETTRONICO O CHIMICO NE CAPISCE DI CERTIFICAZIONE ENERGETICA, OPPURE UN DOTTORE FORESTALE. INVECE DI FARE UNA LEGGE CHIARA SULLE COMPETENZE ORA LA CERTIFICAZIONE ENERGETICA LA FANNO ANCHE I MACELLAI.

thumb profile
Ciro D'Antuono

‘Paradossale che un ingegnere vecchio ordinamento, abilitato e iscritto all’Albo non possa redigere una certificazione energetica’? Paradossale è anche che un ingegnere vecchio ordinamento, che ha deciso di prendere l'abilitazione nel 2013 debba fare 2 prove scritte di 4 ore ciascuna, una prova orale ed una prova pratica da 8 ore. Tutto questo per essere iscritto ad una sola classe di una sola sezione, mentre i suoi ex compagni di università che hanno sostenuto l'esame di Stato fino al 2011 hanno fatto una sola prova pratica ed un prova orale e si sono potuti iscrivere a tutte le sezioni e a tutte le classi! Paradossale, vero?

thumb profile
SalvoDandolo

Il Decreto Interministeriale 9 luglio 2009 equipara le lauree vecchio ordinamento alle nuove lauree specialistiche ai fini delle partecipazioni ai concorsi pubblici; ritengo che sia un autorevole elemento per fare chiarezza sul problema in discussione. Io personalmente mi ritengo rassicurato sulla validità dei miei requisiti:riporto l'art. 1 per sentire le opinioni dei colleghi. "Art. 1 I diplomi di laurea di cui agli ordinamenti non ancora riformulati ai sensi del decreto ministeriale 3 novembre 1999 n. 509, conferiti dalle università statali e da quelle non statali riconosciute per rilasciare titoli aventi valore legale, sono equiparati alle lauree specialistiche delle classi di cui ai decreti ministeriali 28 novembre 2000, 2 aprile 2001 e 12 aprile 2001 e alle lauree magistrali delle classi di cui ai decreti ministeriali 16 marzo 2007 e 8 gennaio 2009 ai fini della partecipazione ai pubblici concorsi, secondo la tabella allegata che fa parte integrante del presente decreto."

thumb profile
GiovanniG

Cosa importa quanti e chi sono in condizione di poter certificare e se ci sono altri a poterlo fare, se si può avere un APE del tutto legalmente accettato dai notai e dalla conservatoria senza alcun ulteriore allegato (previsto dalla norma) a soli €20,00 mediante una comunicazione via internet senza l'invio di grafici e sopralluoghi. E' una vergogna a cui il CNI non ha interesse a porre alcuna obiezione.

thumb profile
Ing Prato

Ing Sez A, non è vero che non rispetta quelle sentenze, in questo caso invece, se leggi bene la circolare, secondo il CNI sono abilitati già adesso sia i V.O. con iscrizione in tutti e tre i settori, sia i N.O. (albo A e B) settore civile e/o industria. Qui il CNI non discrimina tra V.O e N.O . L'unica condizione importante è che il certificatore fosse già abilitato prima del 12/7. Per cui il DPR riguarda i nuovi iscritti o chi inizia adesso a lavorare nel settore. Non mi sembra male questa circolare, a volte il CNI è stato certamente poco condivisibile ma qui mi sembra che interpreti bene il decreto. Se poi l'intenzione era quella di lavorare nell'edilizia certo che il diploma di Geom. è una buona scelta, ma per impianti e altri aspetti tecnologici è ovvio che poi occorre una laurea in Ing. Per quel che riguarda la domanda:" dovresti ben spiegarmi un ingegnere elettronico V.O. cosa capisce di strutture in c.a. e carpenteria metallica" la risposta è: lo stesso di un civile o un meccanico! Basta conoscere la matematica e la fisica, il resto basta leggere un libro o le specifiche del costruttore. Anzi, un tempo la mat. e la fisica che studiavano ad elettronica a civile se la sognavano! Non mi pare ci sia niente di difficoltoso, anzi sono aspetti di materiali piuttosto banali. Per quanto poi riguarda la termotecnica non c'è confronto, ad elettronica il piano di studi prevedeva: Fisica tecnica, 2 o tre esami di fisica con una pesante parte di termodinamica, sistemi energetici, turbine e generatori, ecc... e chi più ne ha più ne metta! In realtà per chi voleva lavorare nel settore impiantistico elettrico e termotecnico la laurea V.O. in ing Elettronica era molto valida.Quella di adesso molto meno in quanto più specialistica sull'informazione. Poi ci vuole l'esperienza, per tutti però!

thumb profile
Ing. sez. A nuovo ordinamento

Caro Ing. Prato invece di fare 5 anni di Ingegneria Meccanica bastava semplicemente prendersi un diploma da Geometra; si risolvevano tutti i problemi!!!!! In merito agli esami, posso assicurarti, che molti colleghi del V.O. hanno seguito i corsi e sostenuto le prove finalii insieme a noi, apri pista, del N.O.. Sono pienamente d'accordo sul fatto che un diritto acquisito è inalienabile, ma dovresti ben spiegarmi un ingegnere elettronico V.O. cosa capisce di strutture in c.a. e carpenteria metallica. Comunque se leggi bene il mio commento era semplicemente per dire che, con ben due sentenze del Consiglio di Stato, il CNI è in totale disaccordo rispetto alla Giurisprudenza che ha il compito di interpretare le leggi.

thumb profile
Ing Prato

Carissimo Ing Sez A Nuovo Ordinamento, se volevi timbrare un architettonico per il rilascio di un permesso a costruire, oppure produrre la SCIA ecc. ecc. bastava iscriversi a INGEGNERIA CIVILE invece che ad Industriale o Informazione che non ci azzeccano niente! Oppure dovevi essere V.O. e avere conseguito un Dip. di Laurea V.O. in cui tutti si studiava di tutto e cambiavano si e no 4-5 esami alla fine. La legislazione è diversa per il VO e il NO, non dipende dal CNI ma dalla legge, oramai cristallizzata da tempo che piaccia o no purtroppo è così. Comunque a parte i vari titoli, specifiche lauree ecc... chi era abilitato alla certificazione prima del 12/7/2013 è ovvio che continua ad esserlo, il DPR 75/2013 non è e non può essere retroattivo (i diritti acquisiti sono inalienabili per legge). Per cui il problema è per i nuovi iscritti o per chi inizia adesso a fare le certificazioni, costoro dovranno adeguarsi ai requisiti richiesti dal DPR e semmai frequentare i corsi (quando esisteranno).

thumb profile
Ing. sez. A nuovo ordinamento

E' preoccupante vedere tutto questo interesse mostrato dal CNI a tutela dei laureati V.O. per la questione riguardante i certificatori energetic e mostrare, contemporanbeamente, un totale disinteresse sulle competenze professionali dei laureati nuovo ordinamento disciplinati dal DPR 328/01. Più volte sono stati sollecitati ufficilamente a visionare e prendere in carico le sentenze del consiglio di Stato n° 1473/2009 e 686/2012 senza nessuna risposta. Non si sono degnati di esprimere neanche un parere a tutela di una categoria che si è vista, dall'oggi al domani, priva di competenze e superata, in alcuni settori, dai Geometri. E' impensabile che un ingegnere industriale o dell'informazione, N.O. sez. A., non possa timbrare un architettonico per il rilascio di un permesso a costruire, oppure non possa produrre la SCIA per l'installazione di una veranda mentre un Geometra, con cinque anni di studio in meno, si. Loro si preoccupano dei corsi da sostenere dai laureati V.O. per diventare certificatori energetici!!!!! Purtroppo questa è l'Italia...........

thumb profile
gabriele

Ing Prato qui la questine non con i diplomati. La questione è fra i Laureati, ovvero fra chi si è laureato da qualche o chi da 25 in poi. cosa centra la questione di studiare all'università ??? siamo tutti laureati !!!! la differenza è che un neolaureato deve sostenere un corso per conoscenze che altri ritengono di avere ( ERRONEAMENTE ) solo perchè sono laureati prima di una certa data. il senso vero della certificazione energetica è fotografare una situazione e definire compiutamente una modalità di miglioramento. se una persona ha progettato pel decenni edifici energivori facendo copia e incolla del progetto per ogni nuova palazzina che faceva senza mai curare aspetti energetici come può ARROGARSI IL DIRITTO DI POTER ESSERE UN CERTIFICATORE ENERGETICO ????????? quale esperienza può vantare in ambito energetico ?? NESSUNA ecco la lungimiranza degli " ANTICHI " ing italiani

thumb profile
Ing Prato

Mi sembra molto semplice la situazione, chi lo desidera può iscriversi alla Facoltà di Ingegneria, non è previsto numero chiuso nè sono richiesti test di ammissione. Cari diplomati, iscrivetevi, conseguite la laurea, fate l'esame di stato e iscrivetevi all'Ordine della Vostra città. Dov'è il problema? L'invidia non serve a niente, occorre invece studiare e darsi da fare. Anche il "tecnico frigorista" citato dal Sig. Gabriele può, se vuole, diventare INGEGNERE. Anche un semplice geometra, può, se vuole, diventare INGEGNERE. Il diritto allo studio è fondamentale, avanti signori, le iscrizioni sono aperte !!! Buono studio.

thumb profile
gabriele

vergognosa presa di posizione da parte di questo ordine !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! ma vi rendete conto di chi parliamo, parliamo degli ing che hanno riempito l'italia di edifici di dubbio gusto, qualità strutturale pessima ( copriferri da 1 cm in tutte le strutture in c.a da nord a sul in italia) e che hanno progettato edifici senza il minimo criterio bioclimatico o di risparmio energetico !!! SIETE LA PEGGIORE ITALIA PROFESSIONALE ( insieme agli arch del vostro periodo si intende ) e ora vorrebbero essere abilitati a poter certificare qualcosa che per decenni di carriera mai hanno considerato ovvero i consumi energetici di un edificio e le modalità di miglioramento !!! sulla base di quali studi ???? fisica tecnica ??? in tal caso le certificazioni le può fare anche un diplomato frigorista questi signori farebbero bene ad accelerare i tempi della pensione e smettere di fare danni. questa presa di posizione del CNI non fa altro che gettare benzina sul fuoco di chi ( come me ) ritiene le categorie della progettazione mal rappresentate

thumb profile
Studio Ing

Finalmente, una interpretazione chiara del DPR 75 da Parte del CNI. In effetti le disposizioni vanno naturalmente adottate per coloro che si trovano ad operare dal 12/7, per chi già operava ed era già abilitato è ovvio che non si poteva vietare di proseguire (diritti già acquisiti). Grazie al CNI, una circolare chiara e ben circostanziata. Il DPR 75 invece poteva essere scritto meglio già da subito senza generare dubbi e incertezze. Altro grave errore del DPR75 andare a selezionare degli specifici titoli di studio quando tutti sanno che l'attività professionale degli ingegneri è già normata a livello di ordini e settori, per il Vecchio Ordinamento ad es. la specifica specializzazione o diploma di laurea non conta a livello professionale (competenze), conta l'iscrizione all'Ordine nei tre settori. Non ha senso poi fare una equiparazione dei titoli V.O e N.O. in base al vecchio decreto che equiparava i titoli solo per poter partecipare ai concorsi pubblici (niente aveva a che vedere con le competenze professionali). Ci sono fior di leggi in merito ben conosciute e accettate da tutti (comprese varie sentenze del TAR). Al Ministero dovevano informarsi meglio prima di scrivere!


x Sondaggi Edilportale
Come cambia l’edilizia italiana: la professione Partecipa