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PROFESSIONE

Obbligo di POS, gli architetti chiedono di esserne esclusi

di Rossella Calabrese

Cnappc: ‘le nostre attività professionali prevedono pagamenti normalmente superiori ai massimali delle carte di debito’

Vedi Aggiornamento del 28/03/2014
Commenti 30900
06/09/2013 - Il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori chiede al Governo di escludere i propri iscritti dall’obbligo di installare il POS negli studi per accettare pagamenti con carta di credito.
 
È questo il contenuto di una lettera inviata dal Cnappc ai Ministri dello Sviluppo Economico e dell’Economia e al Governatore della Banca d’Italia.
 
Le carte di debito - spiega la lettera - hanno dei massimali, sia giornalieri che mensili. Le attività professionali di Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (progettazione, direzione dei lavori, adeguamento funzionale ed impiantistico, ristrutturazione, ampliamento, edificazione, responsabilità delle sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione, collaudo statico e collaudo tecnico-amministrativo ecc.) prevedono pagamenti normalmente superiori a tali massimali.
 
Quindi, la previsione di utilizzo di carte di debito, mediante POS, all’interno degli studi professionali è una disposizione sostanzialmente inutilizzabile e la categoria professionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori si vedrebbe costretta a sostenere i soli costi fissi per la attivazione e gestione del POS, a fronte di un suo totale inutilizzo.
 
L’obbligo per i professionisti di accettare, dal 1° gennaio 2014, pagamenti attraverso carte di debito, utilizzando il POS e accreditando l’importo direttamente in conto corrente, senza utilizzare denaro in contanti, è stato introdotto dall’articolo 15 del DL 179/2012, convertito nella Legge 221/2012. lo stesso art. 15 prevede che, con successivi decreti, saranno disciplinati gli eventuali importi minimi, le modalità e i termini, anche in relazione ai soggetti interessati (leggi tutto).
 
Il Cnappc chiede di disciplinare, all’interno degli emanandi decreti ministeriali, l’esclusione della categoria degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori dai “soggetti interessati”, prevedendo invece di poter ricorrere, in alternativa al POS, ad altri strumenti di tracciabilità del denaro, cioè bonifico bancario e carte di debito o credito virtuali, che non hanno costi per il professionista.
 

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Altri commenti
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bruno anto giona

sarà solo una caccia al POS non funzionante perchè non ho voglia di finanziare le banche per un ipotetico incasso da poche centinaia DI EURO .... normalmente faccio fattura e come il cliente mi presenta l'avvenuto bonifico ... consegno il lavoro svolto.

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Lucrezia

State tutti girando in tondo, la realtà é che siamo in uno stato di polizia che ci prende tutto quello che guadagnamo (ormai ben poco) e non ci da niente in cambio, nè servizi nè lavoro, ma come fate ancora a commentare queste uscite di politici magna magna ai quali di noi povero popolino non frega niente, finché la pancia non sarà vuota totalmente non ci saranno né barricate nè manifestazioni. Povere pecore italiane senza amor patria! Lo stato non puó detenere oltre il 50% del nostro guadagno, ma non ci pensate a questo? Chi può mantenere la propria famiglia se dichiara tutto quello che guadagna? Sfidò chiunque! Non guardiamo i nostri colleghi impelagati nella politica e bustarelle! Se non erro noi siamo LIBERI PROFESSIONISTI!

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fabrizia

L'ennesimo tributo al sistema bancario e assicurativo, insieme al'assicurazione obbligatoria. Costi e complicazioni che uccidono l'economia reale.

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rizzo

Pagamenti alti o settore che al livello dei piu gettonati vive di tangenti ai politici?

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Antonio R.

Per Gabriele. Il problema del nostro mercato non è solo che è intasato ma, piuttosto, che è senza regole. Prima c'erano delle tariffe da rispettare (è vero più o meno) per cui, chi veniva da, te lo faceva perché eri bravo e/o comunque riuscivi a risolvere il problema (comunque una qualità) oggi invece vengono da te perché FAI PAGARE POCO!!! Reintroduci un minimo di dignità al nostro lavoro e poi vedi se il geometruccio (non ho detto il geometra attenzione!) si fa pagare 150 euro (se tutto va bene) per una certificazione energetica, quando neanche conosce il concetto di trasmissione del calore, e solo (ribadisco solo) perché ha chiesto poco viene chiamato dal committente. Tra l'altro quest'ultimo neanche capisce che danno gli provoca classificando erroneamente una sua u.i.. Per non parlare di calcoli strutturali ecc...

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gabriele

invece di pensare stupidamente a campanilismi fra architetti e ing sarebbe bene se tutti si concentrassero sul bene comune. esigere che a livello nazionale gli ordini intervengano sul numero di iscriti alle facoltà e agli istituti superiori tecnici per evitare la continua produzione di DISOCCUPATI. se ci fosse in italia un numero adeguato di ing architetti e geometri non ci sarebbero problemi di sorta nell'acquisizione dei pos perchè la quantità di lavoro sosterrebbe le spese di impresa. E INUTILE CONTINUARE A GIRONZOLARE INTORNO AI PROBLEMI !!!! L'UNICA VERITA' E' CHE IL NOSTRO MERCATO E' INTASATO E IN QUANTO TALE NON HA FUTURO