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FINANZIAMENTI

Bonus mobili, in assenza di titoli basta un’autocertificazione

di Giovanni Carbone

Dall'Agenzia delle Entrate una miniguida sulla detrazione 50% per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici

Vedi Aggiornamento del 14/03/2014
01/10/2013 - In cosa consiste la detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici? A quali condizioni si può ottenere? Per quali acquisti?
 
In risposta a questi e ad altri quesiti, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato una miniguida che illustra in maniera chiara e diretta come e quando richiedere l’agevolazione fiscale introdotta dal DL 63/2013 per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici.
 
A quali condizioni si può ottenere
La guida mette subito in chiaro il presupposto principale per richiedere il bonus mobili, ossia la realizzazione di un intervento di ristrutturazione edilizia su singole unità immobiliari o su parti comuni di edifici residenziali.
 
Gli interventi comprendono:
- la manutenzione ordinaria (solo su parti comuni di edifici) come ripristini di facciate, sostituzioni di recinzioni o sostituzione di portoni d’ingresso;
- la manutenzione straordinaria e ristrutturazione edilizia (su singole unità immobiliari residenziali e su parti comuni di edifici residenziali) come isolamenti a cappotto, demolizione dei divisori o modifica della distribuzione interna degli ambienti;
- ricostruzione o ripristino di un immobile danneggiato da eventi calamitosi, se è stato dichiarato lo stato di emergenza;
- il restauro e il risanamento conservativo (su immobili di pregio).
 
Si specifica che in caso di interventi sulle parti condominiali (per esempio, guardiole, appartamento del portiere, lavatoi) si ha diritto alla detrazione solo per i beni acquistati e destinati ad arredare le stesse e non le parti private come, ad esempio, gli alloggi dei singoli condomini.

L'avvenuto intervento edilizio può essere dimostrato da titoli abilitativi (ove previsti) o dalla comunicazione preventiva all’Asl (quando è obbligatoria) mentre, per gli interventi che non necessitano di titoli o comunicazioni, è sufficiente una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (autocertificazione).

Per ottenere il bonus è necessario che l’intervento di ristrutturazione avvenga nel periodo compreso tra il 26 giugno 2012 e il 31 dicembre 2013 e che la data dell’inizio dei lavori preceda quella in cui si acquistano i beni.

Per quali acquisti
La detrazione spetta per le spese sostenute dal 6 giugno al 31 dicembre 2013 per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici (di classe energetica non inferiore alla A+ e A per i forni) nuovi che costituiscano un necessario completamento dell’arredo dell’immobile ristrutturato.
 
Ad esempio, sono ammessi mobili quali: letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, materassi, apparecchi di illuminazione ecc.
 
Rientrano, invece, tra gli elettrodomestici: frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi di cottura, stufe elettriche, piastre riscaldanti elettriche, forni a microonde, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori, elettrici, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento.
 
Si precisa che l’agevolazione è esclusa per l’acquisto di tende, porte, pavimenti e complementi d’arredo mentre si possono includere quelle di trasporto e di montaggio dei beni acquistati.
 
Come si ottiene il bonus
La detrazione del 50%, da ripartire tra gli aventi diritto in dieci quote annuali, deve essere calcolata sull’importo massimo di 10 mila euro, dunque, il bonus mobili ammette uno sgravio massimo di 5 mila euro.
 
Questo limite riguarda la singola unità immobiliare o la parte comune dell’edificio oggetto della ristrutturazione; pertanto, il contribuente che esegue lavori di ristrutturazione su più unità immobiliari avrà diritto più volte al beneficio.
 
Come fare per i pagamenti
Per beneficiare del bonus è obbligatorio pagare con bonifici bancari o postali oppure con carte di credito o bancomat (leggi tutto).
 
Nei bonifici va indicata la stessa causale attualmente utilizzata per i bonifici relativi ai lavori di ristrutturazione edilizia, oltre al codice fiscale di chi esegue il pagamento e la partita Iva del soggetto destinatario della somma.
© Riproduzione riservata

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