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FINANZIAMENTI

Rigenerazione urbana, in arrivo un nuovo Piano Città

di Giovanni Carbone

Nei prossimi programmi urbani: mobilità sostenibile, efficienza e risparmio energetico, economia digitale ed inclusione sociale

Vedi Aggiornamento del 18/12/2014
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21/10/2013 - Nuovo Piano Città e sviluppo delle grandi opere infrastrutturali: sono alcune novità del programma finanziario da 100 miliardi di euro destinato alle politiche di sviluppo e coesione fra le diverse aree geografiche del Paese per il periodo 2014-2020.
 
Nei prossimi giorni, il Governo presenterà alla Commissione europea la programmazione dei fondi strutturali 2014-2020 da destinare alle Regioni per il rilancio del sistema produttivo, l’incremento dell’occupazione e il miglioramento della coesione sociale.

Piano Città
Parte delle risorse finanzieranno nuovi programmi di intervento sulle città che daranno continuità al Piano nazionale per le città da 4,4 miliardi (tra risorse pubbliche e private), istituito con il DL 83/2012 (Misure urgenti per la crescita del Paese) (leggi tutto), oggi in piena fase attuativa.
 
Sottoscritti i Contratti di valorizzazione urbana, è la volta della firma delle convenzioni tra il Ministero delle Infrastrutture ed i 28 Comuni vincitori (leggi tutto). Tali convenzioni liberano le risorse per l’avvio definitivo dei lavori.
 
Ad oggi sono tre i Comuni che hanno firmato. Dopo i Comuni di Potenza e Matera, che si sono aggiudicati oltre 21 milioni di euro di risorse nazionali, il 1° ottobre scorso è stata sottoscritta la convenzione tra il Ministero delle Infrastrutture e il Comune di Venezia, per un valore complessivo del progetto di 563,8 milioni dei quali 9,8 statali (leggi tutto).

Secondo il ciclo 2014-2020, i programmi urbani saranno costruiti sui principi di mobilità sostenibile, efficienza e risparmio energetico e sullo sviluppo dell’economia digitale e dell’inclusione sociale. Previsti anche investimenti nella scuola e nella formazione. Un’attenzione particolare sarà rivolta alle aree interne del paese, in particolare allo sviluppo dei servizi pubblici per contribuire maggiormente al rilancio del Paese.

Grandi infrastrutture
Rispetto alle esperienze precedenti, la programmazione al 2020 utilizza parte dei fondi per specializzare il Fondo sviluppo e coesione (Fsc) nel finanziamento delle grandi opere infrastrutturali, in particolare nel campo dei trasporti e dell’ambiente.
 
Le risorse nazionali del Fondo saranno impiegate perlopiù su grandi opere e su ambiti nei quali le politiche europee non intervengono; le risorse europee, invece, saranno investite sulle imprese e sulle aree territoriali, sulle persone e sulle infrastrutture leggere, in coerenza con i regolamenti comunitari. 

Le risorse a disposizione
Complessivamente, alle Regioni spetterà un contributo europeo di circa 30 miliardi di euro, dei quali 7 destinati alle regioni più sviluppate (centro-nord), 1 alle regioni in transizione (Sardegna, Abruzzo e Molise) e 20 alle regioni meno sviluppate (Campania, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia).
 
Nel quadro degli interventi per lo sviluppo regionale, i fondi comunitari si sommano a quelli nazionali di cofinanziamento obbligatorio (24 miliardi) impostati sul Fondo di Sviluppo e Coesione (Fsc). Un’ultima quota di circa 54 miliardi proviene dalla la Legge di Stabilità per un totale di circa 100 miliardi euro.
 
Tali risorse devono svolgere, nel ciclo 2014-2020, un ruolo duplice, ma strettamente integrato: da un lato continuare nell’azione di potenziamento e miglioramento dei contesti regionali; dall’altro assicurare un sostegno ai processi di rafforzamento delle imprese, di incremento dell’occupazione, e di miglioramento del tessuto sociale.


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