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LAVORI PUBBLICI

Project financing, nuovi bandi tipo da dicembre

di Paola Mammarella
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Dall’Authority una consultazione pubblica per correggere le criticità della finanza di progetto

Vedi Aggiornamento del 07/10/2015
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24/10/2013 – Correggere le criticità del project financing e rivedere i bandi tipo in modo da rendere più veloce e agevole la realizzazione dei lavori in partenariato pubblico privato. È l’obiettivo della consultazione lanciata dall’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici, che mira a redigere nuove linee guida per la redazione dei bandi entro dicembre.
 
Secondo l’Authority, il project financing ha sempre riservato una serie di problematiche. Per risolverle sono stati effettuati diversi interventi normativi, che hanno avuto il risultato di introdurre nuove difficoltà organizzativo-burocratiche e aggravi in termini di costi e di tempi.
 
Dalle rilevazioni effettuate dall’Authority emerge un dato: il project financing ha tempi e costi maggiori rispetto ad un appalto tradizionale e i benefici derivanti non sembrano sufficienti a compensare i maggiori oneri.
 
L’elevato numero di gare non aggiudicate per l’Authority può dipendere da diversi motivi, come lo scarso appeal dei bandi, che spesso sono troppo lacunosi e a forte rischio di contenzioso, la non corretta ripartizione dei rischi tra pubblico e privato, che riduce il numero dei concorrenti e aumenta i costi per il settore pubblico, e le incertezze normative, che fanno temere ai soggetti interessati stravolgimenti del quadro normativo durante il ciclo di vita del progetto.
 
Altrettanto problematici si presentano il dissenso della popolazione coinvolta nella realizzazione dell’opera, motivo per cui secondo l’Authority il dibattito pubblico dovrebbe essere esteso anche alle opere di impatto più limitato, e la scarsa attenzione alla fase di gestione dell’opera, che può portare a forme di inefficienza e contenzioso dopo la fine dei lavori.
 
Da non sottovalutare, infine, si legge nel documento posto in consultazione, il disallineamento tra i finanziamenti bancari e le esigenze di lungo periodo dell’investimento, che può portare a sottovalutare gli oneri connessi con un rinnovo del finanziamento, e la durata delle procedure di realizzazione delle opere, a causa delle quali è stato proposto di anticipare a prima della pubblicazione del bando tutta una serie di fasi che attualmente sono svolte anche dopo l’aggiudicazione.
 
I contributi per la correzione delle problematiche segnalate dovranno essere inviati entro il 9 dicembre. A partire dai risultati ottenuti si potranno quindi redigere le linee guida per i nuovi bandi tipo.
 
© Riproduzione riservata

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Francesco

Buonasera a questa Redazione. In ordine agli appalti relativi all'Istituto del c.d. "P.F." concordo con questa Redazione circa una maggiore partecipazione del Privato a tali gare che dopo l'aggiudicazione definitiva e successiva sottoscrizione della convenzione, non hanno tempi ristretti per l'immediata realizzazione dell'opera. A titolo di esempio, qualora si arrivi alla aggiudicazione definitiva per la costruzione di una piscina coperta entro sei-otto mesi dalla presentazione della proposta del Promoter, gli adempimenti successivi sono: -acquisizione documentazione per stipula convenzione (minimo gg-30). -sottoscrizione convenzione e/o contratto nei successivi gg.35. -consegna dell'area da parte dell'Ente. -redazione progetto def/esecutivo (minimo gg-30/45). -acquisizione pareri (ASL+VV.FF.) -acquisizione deposito ex Genio Civile competente per territorio. -delibera approvazione progetto esecutivo- -inizio dei lavori. Tali adempimenti, eccezion fatta per "consegna area, delibera approvazione progetto e verbale inizio lavori) se espletati prima dal promoter, potrebbero comportare sicuramente un procedimento più celere, i cui oneri comunque dovrebbero essere riconosciuti allo stesso, trattandosi di una progettazione completa, anche se suscettibile di varianti. Un procedimento più snello, da codificare a norme di legge, a parere dello scrivente potrebbe incentivare le richieste di P.F.. Cordialità


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