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LAVORI PUBBLICI

Appalti, l’Antitrust spiega quando le offerte sono irregolari

di Paola Mammarella

Stilato un vademecum per individuare le pratiche che portano a violazioni della concorrenza

Vedi Aggiornamento del 12/12/2014
29/10/2013 – Individuare le irregolarità negli appalti e le anomalie che portano a violazioni della concorrenza. È l’obiettivo con cui l’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha elaborato un vademecum, studiato per semplificare l’attività delle Stazioni Appaltanti,
 
Grazie alle istruzioni presenti nel vademecum, le Stazioni Appaltanti potranno inviare segnalazioni all’Antitrust, che valuterà se avviare un procedimento istruttorio sulla base dei dati ricevuti.
 
Questi, in sintesi, i segnali che rivelano un comportamento anomalo.
 
Boicottaggio della gara
Gli obiettivi del boicottaggio sono prolungare il contratto con il fornitore abituale o di ripartire il lavoro tra tutte le imprese interessate. I segnali da cui si può evincere consistono in nessuna offerta presentata, presentazione di un'unica offerta o di un numero di offerte insufficiente per procedere all’assegnazione dell’appalto, presentazione di offerte dello stesso importo.
 
Offerte di comodo
Questo tipo di offerte vuole dare l’idea di regolarità concorrenziale presentando una serie di offerte troppo alte in modo che ad aggiudicarsi la gara sia un’impresa determinata, che presenta l’offerta ad un prezzo più basso, ritenuto adeguato. Gli indicatori sono offerte presentate dalle imprese che non si aggiudicano l’appalto caratterizzate da importi palesemente troppo elevati o comunque superiori a quanto le stesse imprese hanno offerto in analoghe procedure, offerte contenenti condizioni particolari e notoriamente inaccettabili e presentazione di offerte più elevate rispetto ai prezzi di listino.
 
Subappalti o Associazione Temporanea d’Imprese
L’obiettivo dei subappalti e delle Ati è ampliare la platea dei soggetti che possono partecipare a meccanismi di gara, dando spazio anche alle imprese più piccole. A volte, però, possono essere utilizzati dai partecipanti alla gara per spartirsi il mercato. Questa opzione emerge quando delle imprese, che singolarmente sarebbero in grado di partecipare a una gara, si astengono in vista di un successivo subappalto o optano per la costituzione di un’ATI, quando la costituzione di ATI o il subappalto sono perfezionati da imprese accomunate dalla stessa attività prevalente, se un’impresa che decide inizialmente di partecipare a una gara ritira l’offerta e risulta poi beneficiaria di un subappalto relativo alla medesima gara, o, infine, quando, nei casi di aggiudicazione basata sull’offerta economicamente più vantaggiosa, l’ATI può essere il frutto di una strategia escludente, tesa ad impedire a imprese minori di raggiungere il necessario punteggio qualitativo.
 
Rotazione delle offerte e ripartizione del mercato
Secondo l’Antitrust, la presenza di un cartello può emergere dall’analisi della sequenza delle aggiudicazioni. Il committente potrà scoprire eventuali irregolarità dalla successione temporale con cui le imprese si aggiudicano le gare o dalla ripartizione in lotti delle vincite. 
 
Altre modalità sospette
Altri casi che possono far emergere irregolarità sono comuni errori di battitura, stessa grafia, riferimento a domande di altri partecipanti alla medesima gara, analoghe stime o errori di calcolo, consegna contemporanea di più offerte per conto di differenti partecipanti alla medesima procedura di gara.
 
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Altri commenti
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Fabio

Gentile redazione, essendo l'elenco delle ditte invitate dalla Stazione Appaltante non pubblico, cioè segreto, a questo punto, pubblicato il bando, le imprese interessate si contattano vicendevolmente alla ricerca di un trust piuttosto che impegnarsi nel formulare la migliore offerta (in termini economici e qualitativi). E' uno scenario verosimile? Sì, ma allora come è pensabile l'obiettivo di ottenere una reale concorrenza dalle imprese, interessate pertanto più a far cartello che a concorrere? ... Nessuna norma potrà mai superare la (non) cultura anti codici, dell'anti concorrenza ... Auspicabile un salto culturale delle imprese! Auguri :-)

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Max

Per eliminare il subappalto e l'ATI di comodo basterebbe che i R.U.P. ed i Direttori dei lavori facessero il loro mestiere ed impedissero a certe imprese di fare quello che vogliono: loro sanno quando ad esempio è stato raggiunto il limite del 30% e sono in grado di stabilire quando una capogruppo od una mandante realizza più della percentuale di lavori con cui ha partecipato alla gara. Tutto senza bisogno di leggi e regole ad hoc, solo non girandosi dall'altra parte.

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Maria Lucia allerta

Ritengo che il nostro paese abbia il record nel fare leggi, regolamenti, circolari, vademecum etc...puntualmente disattese! Ma che senso ha fare un vademecum per segnalazioni da parte delle stazioni appaltanti, quando sono loro stesse che spesso canalizzano un appalto? Forse, se si desse la stessa possibilita' ai partecipanti, potrebbe funzionare. Ho perso un'aggiudicazione al Consiglio di Stato, dove 4 imprese avevano presentato un documento identico e riportante lo stesso errore, perche' questo non viene considerato dai giudici.

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Francesco

speriamo che funzioni


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