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NORMATIVA

Atti di pianificazione, è giusto incentivare i dipendenti della PA?

di Paola Mammarella

Authority e Corte dei Conti chiedono se l’incentivo vale per tutti gli atti o solo in presenza di opere pubbliche

Vedi Aggiornamento del 04/05/2015
11/10/2013 – È giusto concedere un incentivo ai dipendenti delle amministrazioni aggiudicatrici che redigono gli atti di pianificazione? E se sì, quali sono gli atti di pianificazione per cui è possibile concedere l’incentivo? Lo chiede al Parlamento l’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici, che ritiene necessaria una revisione dell’articolo 92, comma 6 del Codice Appalti.
 
In base alla norma, il 30% del compenso complessivo per la redazione di un atto di pianificazione è ripartito tra i dipendenti  dell'amministrazione aggiudicatrice che lo hanno redatto.
 
Secondo l’Authority, il Codice Appalti prevede delle gratificazioni per valorizzare e incentivare il personale della Pubblica Amministrazione e allo stesso tempo risparmiare il 70% delle risorse che sarebbero necessarie per affidare l'incarico all'esterno. I compensi incentivanti sono infatti definiti in sede di contrattazione decentrata ed assunti in un regolamento adottato dall'amministrazione interessata e suddivisi tra il responsabile del procedimento, gli incaricati della redazione del progetto, del piano della sicurezza, della direzione dei lavori, del collaudo, nonché tra i loro collaboratori.
 
L’Autorità di Vigilanza sostiene però che la tipologia degli atti di pianificazione è definita in modo generico, tanto che le Amministrazioni interessate hanno campo libero nel definire quali atti danno diritto all’incentivo.
 
La dicitura utilizzata dal legislatore, sostiene l’Authority, fa propendere per un’interpretazione in senso lato e ritenere che negli atti di pianificazione da redigere dietro riconoscimento dell’incentivo ci siano anche gli atti a contenuto normativo, come i regolamenti edilizi, i piani di lottizzazione, i piani per insediamenti produttivi, i piani di zona, i piani particolareggiati, i piani regolatori, i piani urbani del traffico.
 
Di parere opposto il giudice contabile. La Corte dei Conti ha sottolineato il carattere eccezionale della norma del Codice Appalti, che costituisce una deroga al principio dell’onnicomprensività del trattamento economico dei dipendenti pubblici.
 
Per quanto riguarda gli atti di pianificazione, la Corte dei Conti ha affermato che l’incentivo spetta per gli atti collegati alla progettazione di opere pubbliche, come ad esempio la variante necessaria per la localizzazione di un’opera, e non per tutti gli atti di pianificazione territoriale.

Per risolvere questo dubbio bisognerà attendere ora un'azione da parte dell'organo legislativo.

Ricordiamo infine che il Codice Appalti riconosce un altro incentivo ai tecnici dipendenti della Pubblica Amministrazione. Si tratta dell’incentivo del 2% dell’importo, di un’opera o di un lavoro, posto a base di gara. La cifra viene ripartita tra il responsabile del procedimento, incaricati e collaboratori che partecipano alla redazione del progetto o del piano della  sicurezza, della direzione dei lavori e al collaudo. La ripartizione tiene conto delle responsabilità professionali connesse alle specifiche prestazioni da svolgere.

 
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Altri commenti
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felix

L'attuale disciplina, così come interpretata dalla Corte dei Conti, sarebbe una contraddizione logica, oltre che comportare un aggravio per le spese degli enti pubblici: infatti non si capisce perchè se si tratta di una opera pubblica è previsto l'incentivo alla progettazione interna all'ufficio (da effettuarsi FUORI dell'orario di lavoro) risparmiando il 70% sul costo del progetto affidato a professionisti esterni, mentre se si tratta di atti di pianificazione non è possibile per l'amministrazione conseguire questo risparmio, dunque si dovrebbe provvedere necessariamente all'incarico esterno, anche quando l'amministrazione dispone di tutte le professionalità che occorrono per quell'atto di pianificazione!! Dov'è la logica?? non vi pare che ci sia lo zampino delle lobby? Di rivoli come questo, dove ci si incarta in interpretazioni astruse e contra-ratio che creano sperpero e cattiva gestione di denaro pubblico, ce ne sono a migliaia!! Prima di aumentare l'IVA avrebbero dovuto con pazienza certosina e soprattutto con competenza fermare queste migliaia di emorragie!!

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Felix

L'attuale disciplina, così come interpretata dalla Corte dei Conti, sarebbe una contraddizione logica, oltre che comportare un aggravio per le spese degli enti pubblici: infatti non si capisce perchè se si tratta di una opera pubblica è previsto l'incentivo alla progettazione interna all'ufficio (da effettuarsi FUORI dell'orario di lavoro) risparmiando il 70% sul costo del progetto affidato a professionisti esterni, mentre se si tratta di atti di pianificazione non è possibile per l'amministrazione conseguire questo risparmio, dunque si dovrebbe provvedere necessariamente all'incarico esterno, anche quando l'amministrazione dispone di tutte le professionalità che occorrono per quell'atto di pianificazione!! Dov'è la logica?? non vi pare che ci sia lo zampino delle lobby? Di rivoli come questo, dove ci si incarta in interpretazioni astruse e contra-ratio che creano sperpero e cattiva gestione di denaro pubblico, ce ne sono a migliaia!! Prima di aumentare l'IVA avrebbero dovuto con pazienza certosina e soprattutto con competenza fermare queste migliaia di emorragie!!

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gabriele

è giusto perchè è una norma pensata per far risparmiare il 70% circa su ogni atto pianificatorio rispetto al costo che la pa dovrebbe affrontare se l'appalto fosse esterno. è un modo per far lavorare i sovradimensionati uffici urbanistici regionali e non far spendere soldi allo stato


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