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NORMATIVA

Con la TRISE possibili aumenti delle tasse sulla prima casa

di Paola Mammarella

Cgia Mestre: i proprietari potrebbero pagare imposte più alte del 2013 ma più basse rispetto al 2012, quando era in vigore l’Imu

Vedi Aggiornamento del 26/11/2013
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17/10/2013 - Sostituirà Imu e Tares e sta già destando le polemiche degli addetti ai lavori. È la Trise (Tassa sui rifiuti e sui servizi), la nuova Service Tax introdotta dalla bozza di Legge di Stabilità per il 2014 che, secondo le stime della Cgia Mestre (Associazione Artigiani e Piccole Imprese), comporterà qualche esborso in più rispetto al 2013, reintroducendo di fatto il peso eliminato con la cancellazione dell'Imu.
 
Come funziona la Trise
La Trise sarà composta dalla Tari e dalla Tasi. La prima servirà a coprire i costi del servizio di raccolta rifiuti, sarà calcolata in base ai metri quadrati o alla quantità di rifiuti prodotti e sarà versata da chi occupa o detiene l’immobile. Sono previstem, inoltre, tariffe ridotte nel caso in cui il servizio non sia pienamente efficiente.
 
La Tasi, tassa sui servizi indivisibili offerti dai Comuni, verrà calcolata sui metri quadrati o sul valore catastale dell'immobile e sarà pagata dai proprietari, ma anche dagli occupanti, che dovranno versare una quota compresa tra il 10% e il 30%. L’aliquota base sarà pari all’1 per mille, ma potrà essere ridotta dal Comune fino all’azzeramento (Leggi Tutto).
 
Il confronto della Cgia Mestre con Imu e Tares
Secondo i calcoli del centro studi di Cgia Mestre, un proprietario di prima casa subirà un aggravio di imposta rispetto al 2013, ma pagherà di meno rispetto al 2012. A fare la differenza è l’Imu, che nel 2012 ha pesato anche sulle tasche dei proprietari di prime case.

Nel 2012, infatti, i proprietari di prima casa hanno sostenuto sia l’Imu sia il servizio di asporto rifiuti, mentre per il 2013 è stato considerato solo l’importo della Tares, comprensivo della maggiorazione di 30 centesimi al metro quadrato. I calcoli per il 2014 hanno considerato la Tari e la Tasi con aliquota all’1 per mille.

Ipotizzando di trovarsi in presenza di un’abitazione di tipo civile in categoria A2, con una superficie di 114 metri quadrati, pari al valore medio nazionale, e una rendita catastale di 625 euro, nel 2014 il proprietario dovrebbe versare 369 euro, di cui 264 euro di rifiuti più 105 euro di Tasi. Si tratta di 71 euro in più rispetto al 2013, ma 147 euro in meno di quanto pagato nel 2012.

Secondo la Cgia Mestre, si ha inoltre un peggioramento dal punto di vista della composizione familiare, dal momento che l’Imu prevedeva una detrazione di 50 euro per ogni figlio convivente.
 
Analizzando il caso di una abitazione di tipo economico, in categoria A3, con una superficie di 80 metri quadrati e una rendita catastale di 423 euro, nel 2014 il proprietario potrebbe dover versare 257 euro ripartiti in 186 di rifiuti e 71 euro di Tasi. Ciò significa che pagherebbe 47 euro in più rispetto al 2013 e 35 euro in meno di quanto dovuto per il 2012.
 
Secondo il segretario della Cgia, Giuseppe Bertolussi, in questo modo si rischierebbe di tornare alla condizione di partenza, vanificando i risultati ottenuti con l’abolizione dell’Imu. Per Bertolussi ci si ritroverebbe in presenza di una nuova patrimoniale, che questa volta non colpirebbe solo i proprietari, ma anche gli inquilini.

Per la conferma dei contenuti della Legge di Stabilità per il 2014 si aspetta ora il passaggio in Parlamento.

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