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Ok al Durc se i crediti con la PA compensano i debiti contributivi

di Paola Mammarella

I crediti devono essere di importo superiore o uguale al debito, resta ferma la validità di 120 giorni

Vedi Aggiornamento del 21/01/2015
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24/10/2013 –Il Durc, Documento unico di regolarità contributiva, può essere ottenuto per compensazione quando l’azienda ha dei debiti contributivi, ma vanta crediti nei confronti della Pubblica Amministrazione. Lo ha chiarito con la circolare 40/2013 il Ministero del Lavoro, che spiega l’impatto delle novità introdotte con la Spending Review e col DM attuativo 13 marzo 2013.
 
Gli Istituti previdenziali e le Casse edili sono tenuti a rilasciare il DURC alle imprese che hanno ottenuto la certificazione di uno o più crediti nei confronti della pubblica amministrazione. I crediti devono essere certi, liquidi ed esigibili e di importo almeno pari agli oneri contributivi accertati e non ancora versati.
 
Dato che il Durc è rilasciato su richiesta del soggetto titolare dei crediti certificati, quando deve essere richiesto d’ufficio da parte di una Amministrazione, il soggetto interessato, nella fase di avvio del singolo procedimento, deve dichiarare di vantare crediti nei confronti della pubblica amministrazione per i quali ha ottenuto la certificazione tramite Piattaforma informatica.
 
Sia che il Durc sia utilizzato direttamente da chi lo richiede sia che venga acquisito d’ufficio, il titolare dei crediti certificati deve comunicare gli estremi delle certificazioni, cioè amministrazione che le ha rilasciate, data di rilascio della certificazione, numero di protocollo, importo a credito disponibile, eventuale data del pagamento e il codice attraverso il quale potrà essere verificata la certificazione nella Piattaforma informatica.
 
Fino all’entrata in esercizio di questo sistema, la verifica verrà effettuata sulla base delle certificazioni rilasciate dalla Piattaforma informatica e trasmesse via PEC o esibite.
 
Il Ministero chiarisce inoltre che la validità del Durc rilasciato “in compensazione” è di 120 giorni. Ciò significa che pur avendo un carattere di specialità rispetto alle disposizioni che regolano il rilascio del Durc, il “rilascio in compensazione” non rappresenta una deroga alle disposizioni introdotte con la Legge del Fare (Leggi Tutto).
 
Come indicato dalla circolare, il Durc rilasciato in compensazione dovrà esplicitamente i seguenti elementi:
- dicitura di emissione “ex art. 13 bis, comma 5, D.L. n. 52/2012”;
 
- importo dei debiti contributivi o assicurativi, con indicazione dell’Istituto o della Cassa nei cui confronti sussistono e del loro ammontare complessivo disponibile;
- gli estremi delle certificazioni comunicate al momento di richiesta del DURC, con indicazione di ciascun importo e dell’ammontare complessivo disponibile;
- eventuale data del pagamento dei crediti vantati nei confronti delle pubbliche amministrazioni.
 

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