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NORMATIVA

Pubblicato il Decreto Scavi: le regole per la posa della fibra ottica

di Rossella Calabrese
Commenti 19972

Dal MiSE le specifiche tecniche per l’installazione dei cavi, importante tassello dell’Agenda digitale

Vedi Aggiornamento del 09/11/2015
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21/10/2013 - È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Scavi (DM 1° ottobre 2013), che semplifica la posa della fibra ottica, compiendo un importante passo in avanti verso la realizzazione degli obiettivi dell’Agenda digitale europea.
 
Il Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico fornisce le specifiche tecniche delle operazioni di scavo e ripristino per la posa di infrastrutture digitali nelle infrastrutture stradali. È diviso in sezioni, a seconda della tecnologia utilizzata (minitrincea, perforazione orizzontale e scavo tradizionale) e in base all’infrastruttura stradale: urbana, extraurbana e autostrade.
 
Per salvaguardare la sicurezza delle strade, le infrastrutture digitali dovranno essere installate prioritariamente all’esterno della carreggiata, in posizione tale da non inficiare il corretto funzionamento dei dispositivi di ritenuta eventualmente presenti e  salvaguardare tutte le altre opere strutturali.
 
Nel caso di impossibilità tecnica nell’utilizzo del marciapiede e della banchina è consentito lo scavo in carreggiata, che dovrà essere realizzato il più vicino possibile al margine. L’estetica della strada è salvaguardata visto che le modalità di ripristino dovranno essere fatte con i medesimi materiali.

A fine settembre, all’indomani del via libera definitivo al Decreto, il Vice Ministro Antonio Catricalà aveva dichiarato che “senza la nuova tecnologia, l’Italia non può sviluppare la propria economia digitale, non possono essere erogati i servizi della pubblica amministrazione e le nostre imprese saranno escluse dalla competizione internazionale che oggi si gioca in rete”.

“Sono molto soddisfatto del risultato ottenuto - aveva detto ancora Catricalà -. Il decreto è all’avanguardia non solo perché chiarisce la normativa in materia, ma anche perché ridurrà complessivamente i disagi alla circolazione stradale. Con questo provvedimento la programmazione dei lavori di installazione sarà massima con l’Ente gestore della strada. Il prossimo passo sarà il catasto delle infrastrutture del sottosuolo”.
 
L’Agenda digitale
La Commissione Europea - spiega una nota del MiSE - ha stimato in 270 miliardi di euro il costo dell’attuazione dell’agenda digitale, all’interno della quale l’implementazione delle infrastrutture digitali costituisce la quota maggiore.
 
Solo in Italia - prosegue la nota -, per la realizzazione di reti a banda ultralarga da 30 a 100 mbps è stato stimato un esborso che va da 7 a 15 miliardi di euro, a seconda della tecnologia utilizzata. Il 70% dei costi si riferisce agli investimenti per la realizzazione degli scavi.
 
Numeri che spiegano la necessità di favorire l’installazione delle infrastrutture digitali anche attraverso metodologie di scavo a limitato impatto ambientale, nel rispetto di quanto previsto dal Codice delle Comunicazioni elettroniche, dal comma 3 dell’articolo 231 del Codice della Strada, nonché dalla delibera n. 622/11/CONS dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni - conclude il MiSE.

Con la risoluzione 69/E del 16 ottobre, l’Agenzia delle Entrate ha spiegato inoltre che le infrastrutture destinate all’installazione di reti e impianti di comunicazione elettronica in fibra ottica sono assimilate alle opere di urbanizzazione primaria e pagano l'Iva al 10%.

 
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