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PROFESSIONE

Ammortizzatori sociali anche per i dipendenti degli studi professionali

di Paola Mammarella

Agevolazioni per chi applica il contratto nazionale degli studi professionali ed è in regola coi versamenti

Vedi Aggiornamento del 28/02/2014
28/10/2013 – Potranno accedere alle misure di sostegno al reddito anche i dipendenti degli studi professionali e delle imprese a questi collegate. L’estensione degli ammortizzatori sociali è stata decisa nei giorni scorsi con un accordo siglato da Fisascat Cisl, Filcams Cgil, Uiltucs Uil e Confprofessioni.
 
Grazie all’intesa raggiunta, i lavoratori degli studi professionali, ma anche quelli di piccole società ed imprese ad essi collegate, con meno di 15 dipendenti, avranno accesso alle risorse accantonate dal sistema della bilateralità di settore composto dai tre organismi paritetici Fondoprofessioni (il fondo interprofessionale per la formazione continua), Cadiprof (la Cassa di assistenza sanitaria integrativa) ed Ebipro (l'ente bilaterale nazionale), senza alcun ulteriore aggravio a carico dei datori di lavoro professionisti.
 
Per il triennio 2013 -2015 è stato deciso di avviare, in via sperimentale, un sistema di integrazione al reddito che opererà in caso di sospensione dell’attività lavorativa e crisi aziendale.
 
Le misure integrative si applicheranno anche ai lavoratori che già percepiscono prestazioni di cassa integrazione in deroga e a quelli ai quali si applicano i contratti di solidarietà difensivi. Ai primi verrà erogato un intervento integrativo del 20% dell’indennità Aspi, mentre ai secondi sarà riconosciuto un anticipo del contributo ministeriale pari al 50% della retribuzione lorda persa.
 
Oltre a queste misure, i lavoratori potranno intraprendere percorsi di riqualificazione del fondo interprofessionale Fondoprofessioni, beneficiare della continuità della copertura sanitaria e sociale.
 
L’accordo specifica inoltre che le prestazioni saranno erogate alle strutture che applicano integralmente il contratto nazionale degli studi professionali, rinnovato nel 2011, e che da almeno 18 mesi risultano in regola con i versamenti alla bilateralità.
 
Poste le basi, resta ora da attendere solo la prossima riunione, che metterà in pratica i contenuti dell’accordo.
 
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