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PROFESSIONE

Assicurazione professionale, il Cni risponde ai dubbi

di Paola Mammarella

L’obbligo di stipula scatta quando il professionista assume l’incarico in prima persona

Vedi Aggiornamento del 07/03/2014
31/10/2013 – Collaboratori di società di ingegneria, liberi professionisti e dipendenti pubblici devono stipulare un’assicurazione professionale? Il Cni, Consiglio nazionale degli ingegneri, torna sull’argomento con nuove faq, cercando di chiarire i dubbi dei professionisti alle prese con le novità introdotte dalla riforma delle professioni.
 
Collaboratori di società di ingegneria, società tra professionisti e studi associati
Il Cni ha chiarito che le polizze possono coprire non solo le responsabilità del professionista che firma il progetto, ma anche quelle dell’associato verso lo studio di cui fa parte, anche se questi non assume l’incarico in prima persona.
Queste condizioni, così come quelle di retroattività delle polizze, non rispondono ad una prescrizione della nuova normativa in materia di assicurazione professionale e possono quindi essere differenziate in base alle offerte delle compagnie assicurative.
 
Il Cni ribadisce inoltre che l’obbligo di stipulare un’assicurazione scatta ogni qualvolta il professionista assume un incarico che implica l’assunzione della responsabilità verso il cliente. In questo caso non è importante se il professionista è dipendente di uno studio, per cui lavora abitualmente senza firmare i progetti, e se non ha Partita Iva.
 
L’obbligo di avere un’assicurazione e di comunicarne gli estremi al cliente resta anche quando l’incarico è svolto a titolo gratuito, ad esempio per un parente, purchè ci sia l’assunzione diretta della responsabilità.
 
Dipendenti, collaboratori e consulenti di imprese private
La copertura assicurativa, ha ribadito il Cni, è sempre obbligatoria, indipendentemente dalla frequenza con cui vengono effettuate le prestazioni libero-professionali. Anche i professionisti dipendenti o collaboratori di imprese private, che assumono incarichi solo occasionalmente, devono quindi dotarsi di un’assicurazione.
 
Il Cni ha inoltre chiarito che le imprese devono dotarsi di una assicurazione, ma possono chiedere ai propri dipendenti di stipulare una polizza personale nel caso in cui eventuali azioni di rivalsa dei clienti possano essere imputate alla negligenza o all’imperizia del professionista.
 
Dipendenti pubblici
I dipendenti pubblici non devono stipulare un’assicurazione professionale a meno che non svolgano in parallelo la libera professione, anche solo saltuariamente e per importi di modesta entità.
 
Soci di società di ingegneria, STP e studi associati
Nel caso in cui il legale rappresentante e i soci non siano iscritti a nessun ordine professionale mentre i direttori tecnici siano professionisti, l’obbligo di stipulare l’assicurazione è a carico dei direttori tecnici perché solo loro detengono il potere di firma sugli elaborati progettuali.
Nell’ambito dei rapporti interni, possono poi essere previste analoghe modalità di garanzia qualora un eventuale danno alla clientela sia riconducibile all’attività svolta da un socio diverso dal direttore tecnico.
 
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Altri commenti
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Ingegnere nuovo povero

Cari colleghi, non so voi come ve la passate. Vi dico soltanto che se tornassi indietro non rifarei più la stessa scelta di diventare inegegnere libero professionista... Oggi è diventato tutto un PUTTANAIO in senso fisico e morale ed, a tal riguardo, il mestiere più antico del mondo è l'unico che non conosce crisi!! In bocca al lupo a tutti!

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Gaetano

Salve sono un ingegnere dipendente pubblico. L'art. 270 del Regolamento di attuazione del Codice degli appalti cita testualmente: "Qualora la progettazione sia affidata a proprio dipendente, la stazione appaltante provvede, a fare data dal contratto, a contrarre garanzia assicurativa per la copertura dei rischi professionali, sostenendo l’onere del premio con i fondi appositamente accantonati nel quadro economico di ogni singolo intervento ovvero ricorrendo a stanziamenti di spesa all’uopo previsti dalla singole stazioni appaltanti. ...". Delle due l'una: o il CNI ha il potere di modificare il Regolamento oppure anche noi siamo obbligati ad essere coperti dalla Polizza: non possono esistere due pesi e due misure.

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Gaetano

Salve sono un ingegnere dipendente pubblico. L'art. 270 del Regolamento di attuazione del Codice degli appalti cita testualmente: "Qualora la progettazione sia affidata a proprio dipendente, la stazione appaltante provvede, a fare data dal contratto, a contrarre garanzia assicurativa per la copertura dei rischi professionali, sostenendo l’onere del premio con i fondi appositamente accantonati nel quadro economico di ogni singolo intervento ovvero ricorrendo a stanziamenti di spesa all’uopo previsti dalla singole stazioni appaltanti. ...". Delle due l'una: o il CNI ha il potere di modificare il Regolamento oppure anche noi siamo obbligati ad essere coperti dalla Polizza: non possono esistere due pesi e due misure.

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Chiara

..e cmq sì, in effetti parlando con gli assicuratori, non viene assicurata una mazza! A chi l'assicurazione serve realmente, già la stipula da anni senza che nessuno lo abbia mai obbligato.

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Chiara

"I dipendenti pubblici non devono stipulare un’assicurazione professionale a meno che non svolgano in parallelo la libera professione, anche solo saltuariamente e per importi di modesta entità." Fino adesso tutte le assicurazioni mi hanno detto che non avendo la p.i.v.a. non sono soggetta alla sottoscrizione della polizza...

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Giorgio

L'assicurazione ha senso solo verso le pubbliche Amministrazioni e per importi di almeno 50.000 euro di parcella ma chi ci garantisce la parcella ora che le tariffe sono abrogate ?

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Rosario

Sicuramente l'assicurazione dovrebbe essere una tutela per il professionista ed il cliente; ma sono realmente utili? coprono quanto promettono? credo che la maggioranza vendono solo del fumo, in riferimento al fatto che anche se il giudice più volte condanna le stesse al risarcimento continuano a non sentirici, nonstante che gli assicurati provvedano a pagare gli esosi premi

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DISPERAZIONE

SI FA FATICA AD ARRIVARE A FINE MESE....MEGLIO LA GALERA! IL CNI E GLI ORDINI PENSINO INVECE A TUTELARE UNA PROFESSIONE CHE ORMAI HA PERSO OGNI DIGNITA', UNA PROFESSIONE CHE NON HA PIU' ALCUN PRESTIGIO, UNA PROFESSIONE SENZA VALORE..... VERGOGNA!!!!!

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Ing. Salvatore R.

…… Non potevo fare l'assicuratore?

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Ing. strutturale

Le assicurazioni professionali, così come sono attualmente proposte, non assicurano un bel niente. L’automobile assicurata per un anno è coperta da danni causati nel periodo assicurato. Trascorso tale periodo, si è generalmente certi che negli anni successivi non vi sarà nessuna richiesta di risarcimenti per sinistri avvenuti e non denunciati/evidenziati durante il periodo assicurato. Se un professionista è assicurato in un anno con una società e l’anno successivo non rinnova l’assicurazione (nell’ipotesi che sia possibile non essere assicurati), la società non risponde dopo anni di quanto progettato dal professionista durante l’anno assicurato, invece il professionista ne risponde a vita! E’ da considerare che la progettazione, specialmente quella strutturale, manifesta eventuali carenze solo dopo che la struttura è stata realizzata. Ossia, generalmente, dopo diversi anni. Pertanto l’assicurazione migliore è quella di aggiornarsi culturalmente e strumentalmente.

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Steven

Evviva i costi in più! Per i cliento che sperano di essere risarciti dalle assicurazioni: auguri! In uno Stato ove è fondamentale abbassare i costi per rilanciare il sistema economico, specie nell'edilizia, la peggiore classe politica di questo pianeta sta facendo di tutto per andare nella direzione contraria: negli ultimi anni nell'edilizia sono state introdotte leggi che nel giro di 8 anni hanno fatto aumentare i costi di produzione di almeno il 50%. Gli esempi non mancano (aumentano molto i costi ma ben poco i benefici). Mi piace, ad esempio, citare in modo particolare la nuova normativa sugli impianti elettrici: per un impianto a norma che 5 anni fa costava 4.000 Euro, oggi non ne bastano 7.000. In più l'assicurazione professionale (provate a contare quanti professionisti servono per costruire anche solo una casetta!), in più la certificazione energetica, in più gli aumenti contributivi professionali, in più l'obbligo dell'energia sostenibile ... Capisco il progresso, ma quando le tasche lo permettono. Imporre il progresso quando milioni di persone devono farsi i conti in tasca per comprare il pane, è da dementi inguaribili. D'altronde, per mettere un Paese come questo in ginocchio, di dementi alle alte sfere dobbiamo averne davvero tanti e da molto tempo.

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Bruno Marzi

Le assicurazioni sono la cassaforte dei forti poteri!Incassano denaro e restituiscono poco o niente.Se incappi in un sinistro ti fanno morire al sanatorio prima di surrogarsi a te per pagare i danni che hai causato.Clausole vessatorie scritte in modo da sfuggire all'attenzione (già poco impiegata) di chi firma il contratto.Sono peggio delle banche!Almeno codeste , se lasci una somma per un anno, quattro soldi te li restituisco oltre il capite depositato.Le compagnie di assicurazione , per un premio versato,dopo un anno ti restituiscono l'aumento della polizza (colpa della svalutazione dicono loro) oltre, naturalmente, al premio che dovrai pagare di nuovo.Leggete bene prima di firmare........se non ti tuteli da solo non ci pensa certo il nostro stato.Meditate GENTE!.

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ing. Salvatore S.

sono perfettamente d'accordo con il collega Luigi P. Del resto è evidente che ancora una volta a guadagnare sul serio sono i soliti in tal caso le Assicurazioni!

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Ing. Luigi P.

Ma per quanto mi riguarda, l'assicurazione la farò solo quando sarà finita la crisi, e non come dicono i politici, ma quando sarà finita per me ... ovvero quando davvero inizierò a guadagnare qualcosa per stare tranquillo, altrimenti con quei soldi compro il latte a mio figlio ... questo è poco ma sicuro.

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luigi

dies ira

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luigi

ora era

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luigi

era ora