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Rigenerazione urbana, formazione continua e norme semplici per non scomparire dal mercato

Rigenerazione urbana, formazione continua e norme semplici per non scomparire dal mercato

A Smart Village le sfide dell'edilizia alle prese con strategie, tecniche e materiali per il recupero del patrimonio esistente

Vedi Aggiornamento del 21/10/2013
di Valentina Ieva
02/10/2013 - Riqualificazione degli edifici come motore dello sviluppo. E' emerso durante il convegno "Re-Building Riuso Rigenerazione" organizzato da Edilportale e Agorà nell'area Smart Village del Made Expo.

Alfredo Martini, moderatore dell'incontro, ha puntato l'attenzione sul calo del 14,3% delle nuove abitazioni nel 2013, mentre cresce del 17,2% la manutenzione straordinaria, soprattutto quella residenziale, che segna un +37%.
Per il 2014 ci si aspetta invece una legge di stabilità in grado di favorire l'accesso al credito delle imprese e l'avvio dei lavori grazie agli incentivi del 50 e 65%.

Secondo Martini al momento ci sono due percorsi possibili: uno scenario senza intervento che genererebbe un +4,3% degli investimenti complessivi e uno con incentivi che farebbe ulteriormente aumentare la percentuale di manutenzione. Da valutare, inoltre, i consumi di energia insostenbili, che ammontano a 185 milioni di TEP (tonnellata equivalente di petrolio) e 45% delle emissioni di CO2 del nostro Paese.

Thomas Miorin, direttore di Habitech Distretto Tecnologico Trentino, ha definito una sorta di grandezza per le emissioni di anidride carbonica a New York, quantificabili in una sfera del diametro di 10 metri prodotta ogni dieci secondi. Secondo Miorin il mercato delle nuove costruzioni nel 2050 scenderà al 2%.
Miorin ha tracciato una panoramica del mercato edile italiano, caratterizzato per l'85% da edifici da riqualificare di oltre 40 anni e dal 90% di microimprese, con una bassa propensione alla collaborazione e una maggiore lentezza. In inghilterra, ad esempio, a gennaio 2016 sarà obbligatorio l'uso del BIM, mentre in Italia i processi di evoluzione culturale e tecnologica sono più lenti. Per la ripresa, sostiene Miorin, è importante vedere la crisi non come crollo di mercato, ma come cambiamento di orientamenti.

Scarica gli atti del convegno

Roberto Giannì, direttore dell'area Politiche urbane della Regione Puglia, ha spiegato come la Puglia sta orientando il mercato in questo momento, con un contributo della riqualificazione urbana e territoriale. Secondo Giannì la Puglia vive una fase molto contraddittoria dagli anni Settanta, ma da circa dieci anni si sta cercando di costruire uno scenario di nuove prospettive, soprattutto grazie al PPTR che consente di promuovere uno sviluppo più consapevole.
Il PPTR propone regole e scenari per il rilancio della riqulificazione urbana, il risparmio energetico, la tutela e la manutenzione del territorio, nonchè il rilancio della green economy anche a partire dal settore delle costruzioni.
Secondo Giannì riqualificazione significa combinare vincoli e scenari progettuali. Il PPTR prevede 5 progetti territoriali che riguardano il sistema infrastrutturale per la mobilità dolce, il patto città-campagna, la rete ecologica polivalente, la valorizzazione dei paesaggi costieri e la fruizione dei beni patrimoniali. In alcuni sistemi ambientali-culturali presenti in Puglia si cerca di andare a tutelare i beni culturali e si fanno programmi integrati per la valorizzazione del patrimonio agrario, puntando molto anche sulla mobilità. La Puglia, ha ricordato Giannì, ha investito circa un miliardo di euro per il sistema infrastrutturale con la riqualificazione di aree intorno alle stazioni (oltre 100) per farle tornare ad essere aree di qualità e scambio sul territorio. Il PPTR offre inoltre delle linee guida per indirizzare il sistema produttivo verso il rilancio.
La Puglia, ha concluso Giannì, ha ricevuto anche forti investimenti per quel che riguarda la produzione di energia da fonti rinnovabili e il sistema normativo regionale intende favorire questi processi e queste iniziative.
Con due strumenti come il piano da un lato e l'attività legislativa per la riqualificazione urbana, dall'altro, si potranno coinvolgere progettisti, produttori, privati per la fruizione di fondi europei. L'obiettivo è orientare le iniziative alla riqualificazione urbana in maniera integrata, facendo un lavoro differenziato sia sulla nuova edilizia sia sul recupero degli ambienti storici.

Marco Castagna della Fondazione MUVITA ha spiegato che tra le attività svolte per il supporto ai comuni vi è la riqualificazione energetica degli edifici sul territorio ligure. Partendo da un'esigenza di carattere ambientale per ridurrre i consumi energetici residenziali e rilanciare il settore edile-impiantisco in chiave green, nasce il progetto 'Condomini intelligenti', caratterizzato da un 'approccio di sistema' in linea con le disposizioni dell'UE.
Il ruolo del pubblico è fondamentale in questo progetto perchè garantisce le performance certificando una filiera e accerta che quanto proposto sia corretto ed efficace. Proponendo un format ad hoc, il progetto prevede concretamente una diagnosi corretta, incentivi per la realizzazione delle diagnosi, oltre che la realizzazione dei lavori di efficientamento energetico. Si creano così nuove competenze delle imprese e nuove figure professionali nell'ambito dei cosiddetti 'green jobs' (amministratori di condominio che sappiano essere anche 'energy manager' delle perfomances energetiche, così come imprese che vadano oltre la frontiera tecnologica). Le azioni del progetto sono 13.  La regione Liguria entra in questo progetto con tre assessorati diversi. La fase di sperimentazione ha interessato 16 condomini (di differente data di costruzione e tipologia) in comuni diversi del territorio ligure, sottoposti a diagnosi energetiche e per cui sono state proposte diverse tipolgie di intervento per un risparmio complessivo dei costi del 46%. Il progetto ha ricevuto il premio 'Vivere a Costo Zero' ed è stato riconosciuto meritevole dall'Unione Europea.

Piero Torretta, vicepresidente ANCE, ha aperto il suo intervento con una considerazione sui dati macroeconomici, che ci dicono che la disoccupazione aumenterà del 12,4% nel prossimo anno e sul presupposto che non sempre bisogna guardare alle remunerazioni provenienti dall'estero. A suo avviso quello che va rivisto è l'approccio che non deve andare solo sulla qualità del prodotto, ma sulla qualità del processo. Per questo ci deve essere coordinamento fra chi legifera e chi realizza gli interventi. L'ANCE, infatti, con il Politecnico di Milano, il Politecnico di Torino, l'ENEA e altre istituzioni sta sviluppando 'InnovAnce' concui avviare una collaborazione in questa direzione.

La parola è passata quindi ai progettisti, con l'intervento del Presidente del Dipartimento Politiche Urbane e Territoriali del CNAPPC, Ferruccio Favaron, che affronta le questioni legate al sistema delle competenze. A suo parere la formazione deve essere quotidiana e obbligatoria perchè chi non si forma scompare dal mercato e perchè i processi sono totalmente cambiati così come le esigenze. La progettazione deve riguardare non solo il processo di costruzione dell'edificio, ma anche l'intero ciclo di vita. La quantità di suolo consumata negli ultimi anni deve portare a ragionare unicamente in termini di riuso. A Nantes, ad esempio, ci sono in corso 144 progetti di rigenerazione urbana sostenibile, cosa che dovrebbe accadere concretamente anche in Italia, altrimenti non si riuscirà ad attrarre gli investitori stranieri, poichè i nostri strumenti urbanisitci non lo consentono. Favaron ha concluso dicendo: "Poche norme, chiare, trasparenti, eguali per tutti e formazione continua per affrontare il mercato globale per restituire l'immagine dell'architettura italiana che ci ha resi tanto orgogliosi nel passato".
 
Carlo Luigi Ostorero del Politecnico di Torino - Dipartimento di Ingegneria Strutturale, Edile e Geotecnica ha fatto una carrellata di esempi di costruzioni riutilizzate: gli olandesi hanno riutilizzato gli edifici industriali restituendo vita meravigliosa a spazi comunemente noti come 'non luoghi', mentre in Italia si è arrivati al concetto di archeologia industriale molto più tardi. Gli inglesi allo stesso modo restituiscono edifici dismessi all'abitare e al 'coworking', quindi a tutte quelle funzioni afferenti al mondo dell'abitare. "l'Italia - ha concluso Ostorero - deve pensare in un modo diverso: o cambiamo noi o l'Italia non cambia".
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