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TECNOLOGIE

Impianti domestici, necessario un piano per metterli in regola

di BTicino - Buildingblog

L’industria elettrica ed elettronica chiede l’adeguamento di 10 milioni di impianti esistenti

Vedi Aggiornamento del 19/12/2013
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31/10/2013 - In Italia il settore dell’industria elettrica ed elettronica ha perso il 12,1% nel 2012, a fronte di una stabilità dell’export. Lo ha stimato il Sole 24 Ore.
 
“Noi facciamo parte di una multinazionale che ha deciso di far rimanere qua una parte importante dell’attività di ricerca e sviluppo. Ma se il mercato domestico non sorregge la domanda, sarà difficile per l’industria italiana non abdicare a questa leadership” afferma Paolo Perino, Presidente e Consigliere Delegato di BTicino, parte del Gruppo Legrand.
 
Nel 2012 l’azienda ha chiuso con un valore della produzione di 857 milioni di euro (a fronte dei 927 del 2011), ma con utili per 156 milioni.
 
L’assemblea di luglio di Confindustria Anie ha lanciato un appello per l’adeguamento dei 10 milioni di case (stima Anie-Prosiel) oggi fuori standard, è necessario, infatti, un piano di messa in regola degli apparati elettrici a livello nazionale.
 
È un problema di sicurezza se pensiamo che il 13% delle abitazioni è a rischio di incendio per motivi elettrici, il 52% degli impianti è a rischio fulminazione per componenti danneggiati e il 18% del totale non dispone di un interruttore differenziale (dati Anie-Prosiel).
 
Ma, soprattutto, è un’opportunità lavorativa. Anie stima tra i 50 mila e i 100 mila posti di lavoro in più per gli installatori, con un impatto più che positivo per le aziende produttrici.
 
L’adeguamento degli impianti parte dal 1990 con la Legge 46/1990, per proseguire nel 2008 con il DM 37/2008 che prevedeva l’obbligo di allegazione ai contratti di compravendita della dichiarazione di conformità, ma che fu abrogato, lasciando solo la previsione dell’obbligo di verifiche, rinviando a un decreto mai pubblicato.


Fonte: BTicino - www.buildingblog.it
 

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