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AMBIENTE

Alluvione Sardegna, Cnappc: ‘tutto scritto, inutile scandalizzarsi’

di Rossella Calabrese

Geologi: ‘il fondo da 10 milioni di euro per demolire gli edifici abusivi è una grande opportunità’

Vedi Aggiornamento del 11/09/2017
21/11/2013 - “Era già tutto scritto e ora è inutile scandalizzarsi: almeno ci si risparmi la farsa di indicare nei cambiamenti climatici la responsabilità di questa ennesima, immane tragedia”.
 
È durissimo il commento di Leopoldo Freyrie, Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori sull’alluvione in Sardegna.
 
Urbanizzazione selvaggia, scellerato consumo del suolo, disprezzo e violazione di ogni norma di pianificazione” sono questi - secondo Freyrie - i tre fattori che, “uniti all’arroganza ed all’assoluta mancanza di una visione di lungo periodo di una classe politica sorda a tutti i suggerimenti, hanno portato alla conta dei morti di queste ore”.
 
“Sarebbe stato sufficiente - prosegue la nota del Cnappc - che politici e amministratori avessero ascoltato la voce di quanti, come gli architetti, ad esempio, da anni vanno gridando: fermare l’abusivismo; ascoltare le denunce sui rischi idrogeologici e sismici che incombono su un territorio fragile e delicato come l’Italia; pianificare il territorio pensando alle generazioni future e non alle elezioni future.

L’Abruzzo, le Cinque Terre, Genova, l’Emilia Romagna e il Mantovano, la Toscana: un rosario di tragedie e una litania di recriminazioni e, poi, di buoni propostiti subito dimenticati”.
 
“Naturalmente piove sul bagnato - dice ancora Freyrie - con una crisi economica devastante che ormai rende difficile anche solo pianificare gli interventi più urgenti: un’elemosina i 20 milioni di euro stanziati dal Governo per il disastro in Sardegna, ma soprattutto i 30 previsti dalla Legge di Stabilità 2014 per tutti gli interventi per l’anno prossimo per la messa in sicurezza del territorio italiano”.
 
“Quello che mi auguro - conclude la nota - è che ora sia chiaro all’Italia e all’Europa che il patto di stabilità non può e non deve impedire gli investimenti che salvano la vita delle persone; in caso contrario saremmo entrati non nell’era dell’economia globale ma in quello dell’inciviltà crudele.
 
Ci auguriamo anche che venga accelerato l’iter per l’approvazione della legge sulla riduzione del consumo del suolo”. 


Sul tema interviene anche il Consiglio Nazionale dei Geologi. “Quanto sta accadendo in Italia anche queste ore, richiama tutti ad una profonda riflessione - afferma il Presidente del CNG, Gian Vito Graziano-. La Legge di Stabilità prevede, per il prossimo anno, un fondo da 10 milioni di euro per la demolizione di immobili abusivi realizzati in aree ad alto rischio idrogeologico: è la prima volta che succede. Siamo dinanzi ad un segnale importante. È una grande opportunità”.
 
“Adesso aspettiamo - prosegue Graziano - di vedere all’opera i Comuni, che dovranno indicare le zone nelle quali le condizioni di fragilità del territorio rendono particolarmente urgente la necessità di interventi di messa in sicurezza, e individuare gli immobili da demolire”.
 
“Si tratta di un segnale importante - conclude Graziano - perché in Italia, nonostante le migliaia di terremoti, i continui eventi alluvionali e le migliaia di frane che ogni anno interessano il nostro territorio fortemente vulnerabile, si è stati colpevolmente inerti, continuando persino a proporre nuove leggi di condono edilizio, quando è risaputo che il malcostume dell’abusivismo edilizio ha prodotto effetti disastrosi sul territorio e sul paesaggio, senza contare quelli, più gravi sotto il profilo sociale e culturale, del mancato rispetto delle regole.
 
Ora dal Governo finalmente un segnale in direzione contraria, che potrebbe liberare risorse già destinate alla tutela dell’ambiente: un segnale di attenzione, che vede la priorità assoluta nella demolizione dei manufatti costruiti in aree classificate a rischio elevato (R3) e molto elevato (R4). Mi auguro che queste risorse vengano spese per intero”.

 
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Foto tratta da: youreporter.it
 
© Riproduzione riservata

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