Carrello 0
AMBIENTE

Immobili abusivi in zone a rischio: 10 milioni di euro per demolirli

di Rossella Calabrese
Commenti 7437

Il Ministero presterà i soldi ai Comuni, che si rivarranno sui responsabili. Priorità agli abusi realizzati in aree ad alto rischio idrogeologico

Vedi Aggiornamento del 28/10/2016
Commenti 7437
14/11/2013 - Un Fondo da 10 milioni di euro per il 2014 destinato alla demolizione di immobili abusivi realizzati in aree ad alto rischio idrogeologico.
 
Lo istituisce il Collegato Ambiente al ddl di Stabilità 2014, che sarà all'esame del Consiglio dei Ministri di domani.
 
L’articolo 29 del provvedimento prevede l’istituzione presso il Ministero dell’Ambiente di un nuovo capitolo di spesa, con una dotazione iniziale di 10 milioni di euro per il 2014, che servirà ad anticipare ai Comuni le risorse per abbattere gli immobili realizzati abusivamente in aree a rischio idrogeologico elevato o molto elevato.
 
I 10 milioni saranno attinti da un Fondo da 140 milioni di euro annui, istituito nel 2005, per il miglioramento della qualità dell'aria e la riduzione delle emissioni di polveri sottili nei centri urbani (ex art. 1, comma 432, Legge 266/2005).
 
Si tratta quindi di risorse già destinate alla tutela dell’ambiente. La novità sta nella procedura con la quale esse saranno utilizzate: i Comuni presenteranno al Ministero dell’Ambiente una lista delle rimozioni e degli abbattimenti, che dovranno riguardare opere abusive già destinatarie di ordinanze di demolizione non ancora eseguite, dando priorità ai manufatti costruiti in aree classificate a rischio molto elevato (R3 e R4) dal Ministero dell’Ambiente (classificazione che il Ministero elaborerà trimestralmente).
 
Ottenuti i finanziamenti, il Comune procederà all’abbattimento e, contestualmente, si rivarrà sui responsabili degli abusi edilizi, recuperando le somme spese, più rivalutazioni e interessi, per restituirle al Fondo. Dal momento in cui ricevono il finanziamento, i Comuni avranno 120 giorni di tempo per eseguire gli abbattimenti, altrimenti dovranno restituirlo.
 
Si è scelto di introdurre questo meccanismo - spiega la relazione - per rendere più agevole per i Comuni la demolizione degli edifici abusivi in aree ad alto rischio, cioè in zone nelle quali le condizioni di fragilità del territorio rendono particolarmente urgente la necessità di interventi di messa in sicurezza, la cui attuazione deve spesso fare i conti con l’esistenza di manufatti abusivi di vario genere: la mancata rimozione di queste strutture impedisce, o rende più difficoltosa, la progettazione e la realizzazione degli interventi in questione.
 
Secondo il Cresme - continua la relazione -, sono 258mila gli immobili abusivi (tra nuove edificazioni e ampliamenti di rilevante entità) realizzati tra il 2003 e il 2011. A tale quadro fa da riscontro il deficit di attuazione delle ordinanze di demolizione: nella maggior parte dei casi, all’accertamento dell’abuso e all’adozione del relativo ordine di demolizione non consegue l'esecuzione; ad esempio, dal 2000 al 2011 in 72 Comuni capoluogo di provincia, su 46.760 ordinanze emesse, solo 4.956 sono state eseguite.
 
Ciò può essere attribuibile - spiega la relazione - al fatto che, secondo le attuali norme, i Comuni hanno l’obbligo di agire in sostituzione del soggetto inadempiente, per poi rivalersi economicamente su di esso per le spese sostenute. Ciò comporta per gli enti locali l’esigenza di rilevanti disponibilità finanziarie immediate, che spesso non ci sono.

Per ovviare a questo problema, si è deciso di introdurre questa procedura, secondo la quale, in estrema sintesi, il Ministero dell’Ambiente presterà al Comune le somme necessarie ai lavori di abbattimento degli edifici abusivi, il Comune eseguirà la demolizione e riscuoterà dai responsabili dell’abuso un importo pari alle somme ricevute dal Ministero, per restituirlo al Fondo.
 
Un provvedimento identico a questo era stato approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri nel luglio scorso, con uno stanziamento sempre di 10 milioni di euro, ma per il 2013. Quel disegno di legge non ha proseguito il suo iter ed è stato riversato nell’articolo 29 del Collegato Ambiente al disegno di legge di Stabilità per il 2014.


Per aggiornamenti in tempo reale su questo argomento segui la nostra redazione anche su Facebook e Twitter
 
© Riproduzione riservata

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui
Altri commenti
thumb profile
Adriana

Voglio proprio vedere!!!! E' un utopia, non ci riusciranno MAI!!!!


x Sondaggi Edilportale
Il programma del Governo Conte bis. Come realizzarlo? Partecipa