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Trento: il nuovo Palazzo della Ricerca e della conoscenza

di Cecilia Di Marzo

La Fondazione Edmund Mach sceglie SBV associati per la nuova sede

Commenti 1750

13/11/2013 - È nata lo scorso anno a San Michele all’ Adige (TN), il nuovo Palazzo della Ricerca e della conoscenza della Fondazione Edmund Much della Facoltà di Viticoltura, Enologia e Biotecnologie Verdi. A firmare il progetto lo studio genovese SBV associati di Giovanni Bertolotto e Luca Vacchelli, partiti dalla convinzione che il progetto dovesse essere il più idoneo sia per qualità che per 'discrezione' nel rapporto con il contesto naturale nel quale sarebbe stato costruito.

Il nuovo edificio doveva inserirsi e integrarsi nell'intorno urbano e doveva mantenere inalterata la vista suggestiva dei rilievi a monte. Un ulteriore elemento fondamentale per un buon rapporto con il luogo è stata la scelta di una facciata composta da una successione di cinque corpi aggettanti rispetto all’unità del corpo in linea, per evitare un fronte unico di quasi 90 metri.
“Abbiamo pensato così ad un edificio in legno” affermano i progettisti: “una struttura in cemento armato e acciaio, rivestita però di pannelli in legno e vetro, usando così un materiale tradizionale e naturale”.

Il nuovo Palazzo della Ricerca e della Conoscenza a San Michele all’Adige, si articola su quattro piani fuori terra, oltre a un piano seminterrato per una superficie complessiva di 7.700 mq., rispondendo così ai requisiti e alle necessità individuate dalla Fondazione Edmund Mach. Tre piani appoggiati su un basamento in pietra locale e un tetto in rame che 'nasconde' l’ultimo piano dell’edificio rappresentano l’architettura della nuova sede universitaria.

Un edificio, definito dai progettisti, leggero e suggestivo per la trasparenza delle grandi superfici vetrate e per un attento utilizzo del legno locale. Un edificio 'tradizionalmente innovativo'. Un 'ponte' in legno e acciaio collega l’edificio al viale pedonale antistante. L’ampia hall a tripla altezza invita studenti, professori e ricercatori all’interno dell’edificio e consente di spaziare con la vista verso le montagne e i vigneti a est. Uno scalone a tutt'altezza, in acciaio e vetro, distribuisce e collega lungo una navata tutti i piani. Corridoi affacciati su questo spazio interno distribuiscono agli uffici, laboratori di ricerca e aule didattiche.

Ai primi tre piani si trovano gli uffici, i 15 laboratori di ricerca altamente specializzati come quelli di biologia computazionale e analisi sensoriale e le 12 aule didattiche per ospitare i corsi universitari. All’ultimo piano sono ospitati gli spazi di studio e relazione per gli studenti e per i ricercatori, la Scuola di Dottorato di Ricerca e una sala conferenze per 100 persone. Il piano interrato è occupato dalla cantina di microvinificazione didattica e da locali tecnici. L’edificio ospita circa 500 persone tra studenti, personale docente e ricercatori italiani e stranieri. La Fondazione Mach è una realtà d’eccellenza che si occupa di agricoltura, viticoltura e ambiente. Tra le prime a livello internazionale nel campo della ricerca scientifica e della sperimentazione, ma anche riconosciuta e apprezzata nel panorama nazionale per quanto riguarda la formazione. Al suo interno il nuovo edificio ospita corsi di laurea e post-laurea, tra i quali uno di viticoltura ed enologia organizzato in collaborazione con gli atenei di Trento e Udine.


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Altri commenti
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Mauro

Un dramma che dura da un decennio!

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Mauro

Un dramma che dura da un decennio!

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Alessandro Cestele

Lungi da me criticare, solo un appunto nient'altro che personale. Un mastodontico colosso, che sembra calato nel contesto come un'astronave di "Odissea nello spazio". Se per fare architettura green e contemporanea bastasse l'uso del legno... Nel caso specifico vengo URLATI rimandi alla Parigi 600esca di Mansart e ad una scansione ritmica e simmetrica che farebbe impallidire gli esempi più pensantemente rigorosoi e marcati del ventennio. Ma qui siamo nelle campagne Trentine! In una terra che ha dato i natali tra gli alltri al grande Adalberto Libera forse ci sarebbe voluta più misura... peccato un'altra occasione persa! Ai posteri...

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renato melai

2^ parte...avrebbe dovuto prestare attenzione all'inserimento,non solo alla tecnologia del legno. in un borgo sarebbe più inserito.....

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renato melai

lo studio tipologico è molto antiquato,almeno da quanto si deduce dalle fotografie la cupola del Brunelleschi non avrebbe superato la compatibilità ambientale,moderna ma questo ....è molto lontano dall'architettura...


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