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A Firenze il 'rifugio metropolitano' di Simone Micheli
CASE & INTERNI

A Firenze il 'rifugio metropolitano' di Simone Micheli

di Cecilia Di Marzo

Una casa permeata dalla luce che mostra le sue matrici storiche

18/11/2013 - Alle pendici delle colline di Settignano, frazione di Firenze, custodito dietro la facciata di una palazzina primi novecento, si trova il 'rifugio' di Simone Micheli. Il progetto architettonico “è nutrito dalle viste e dagli scorci prospettici di queste colline che entrano e si riflettono sulle molteplici superfici a specchio”.

Ho concepito questa casa come uno spazio libero, flessibile, sereno all’interno del quale vivere con semplicità la quotidianità, all’interno del quale ospitare amici in modo anti convenzionale. Ho pensato di realizzare un ambito volumetrico candido punteggiato da brillanti toni verdi e arancio che rappresentano la materializzazione del senso che io e Roberta diamo alla vita. Ho immaginato di costruire un luogo ospitale come una grotta-rifugio metropolitana dove potersi rilassare e ritrovare attraverso il rapporto con desiderati variabili vuoti. E’ una casa permeata dalla luce che, irradiata nelle diverse ore del giorno, mostra le matrici storiche attraverso la valorizzazione delle sue scabre superfici e dichiara il suo desiderio di avvicinamento alla nostra bolla temporale mediante la sua desiderata interattività spaziale, illuminotecnica e cromatica”.

Una ventata di fresca contemporaneità ha scardinato gli ordini prestabiliti di un secolo prima: due piccoli appartamenti con linguaggi e finiture assai diverse (“Blade runner” VS “Un the con Mussolini”) sono stati fusi insieme in superfici e volumi che si intrecciano con un vero e proprio “percement” demolendo gli intonaci, i pavimenti, i controsoffitti, parte di un solaio e alcune porzioni dei setti murari. 

Un ardito cesello di ingegneria strutturale costituita da travi ipe e pilastrini in c.a. gettati in opera ha superato i tanti limiti imposti dalla muratura piena dell’edificio e dalla recente normativa antisismica ed è riuscito a creare un ambiente aperto e luminoso collegando tutti gli ambienti in spaziose sequenze openspace.
L’appartamento si distribuisce ora su tre livelli: le generose altezze sotto le falde di copertura hanno permesso gli ampi sfondati a tutto volume della zona living e dei lunghi soppalchi a ballatoio che corrono al di sopra della zona notte.
La materia originaria delle murature è stata riportata a vista riscoprendo, tra le bozze di pietra, i vecchi mattoni di cotto e le profonde buche pontaie: una memoria delle tecniche costruttive ereditate dal medioevo.

 

 

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