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NORMATIVA

Ance: ‘il Patto di stabilità è incompatibile con la ripresa’

di Paola Mammarella

I vincoli contenuti nel ddl di Stabilità impediscono la realizzazione di infrastrutture coi fondi europei

Vedi Aggiornamento del 28/11/2013
22/11/2013 – Il patto di stabilità impedisce di spendere in modo tempestivo i fondi strutturali europei del Fondo per lo sviluppo e la coesione. È la denuncia lanciata nei giorni scorsi dall’Ance, Associazione nazionale costruttori edili.
 
Secondo lo studio messo a punto dagli edili, la stretta del patto di stabilità interno delle Regioni, previsto dalla bozza di Legge di Stabilità per il 2014 è incompatibile con la spesa dei fondi europei e Fas 2007-2013.
 
Questo avviene, sottolinea l’Ance, proprio in un momento di crisi in cui il rilancio della politica infrastrutturale per lo sviluppo del Paese passa per il rapido utilizzo dei fondi disponibili e la tempestiva realizzazione delle opere previste.
 
L’Ance sostiene che se i contenuti della legge fossero confermati (4,5 miliardi di euro di irrigidimento del Patto nel triennio 2014-2016) molte Regioni per riuscire a spendere i fondi europei dovrebbero sospendere il pagamento di ogni altra spesa, come gli stipendi dei dipendenti e il servizio di trasporto pubblico locale.
 
Per questi motivi, afferma l’associazione degli edili, dovrebbe essere escluso dal patto di stabilità il cofinanziamento nazionale dei fondi europei e del Fondo per lo sviluppo e la coesione per un importo pari ad almeno 8 miliardi di euro nel biennio 2014 – 2015.
 
In caso contrario, continua l’Ance, si verificherebbe il blocco dei pagamenti relativi al periodo 2007-2013, col rischio della perdita dei finanziamenti comunitari.
 
Lo studio Ance sostiene inoltre che bisognerebbe riformare strutturalmente il Patto di stabilità interno e rivedere le modalità di contabilizzazione della spesa pubblica.
 
Allo stesso tempo, conclude lo studio Ance, l’allentamento del patto di stabilità non dovrebbe essere utilizzato per aumentare la spesa corrente, ma per consentire agli enti di programmare l’aumento degli investimenti.
 
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