Network
Pubblica i tuoi prodotti
Vai al prossimo articolo
Bonus idrico da 1000 euro per ridurre gli sprechi di acqua
RISPARMIO ENERGETICO Bonus idrico da 1000 euro per ridurre gli sprechi di acqua
NORMATIVA

Distanze tra edifici, i balconi vanno inclusi

di Paola Mammarella

Consiglio di Stato: nel computo devono essere considerate anche le sporgenze, non solo le pareti finestrate

Vedi Aggiornamento del 02/12/2014
Commenti 31616
29/11/2013 – La distanza tra edifici si deve calcolare tenendo in considerazione tutti i punti dei fabbricati. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato con la sentenza 5557/2013.
 
Il Cds ha ribadito che i limiti delle altezze massime e delle distanze minime stabiliti dal DM 1444/1968 sono inderogabili. Nelle distanze devono essere inclusi anche gli sporti, come ad esempio i balconi, mentre non possono essere prese come riferimento solo le pareti finestrate.
 
I giudici hanno precisato che non è necessario che entrambe le pareti poste una di fronte all’altra siano finestrate. È infatti sufficiente che lo sia una sola di esse. Allo stesso tempo, il CdS ha spiegato che per finestre non si intendono solo le vedute, ma qualunque apertura verso l’esterno.
 
Nel caso preso in esame dal Consiglio di Stato, un cittadino aveva fatto ricorso per l’annullamento dei permessi con cui era stata autorizzata la costruzione di un nuovo edificio e che consentivano di escludere i balconi dal calcolo delle distanze. Nelle autorizzazioni, per la stima delle distanze minime venivano infatti prese in considerazione solo le pareti finestrate poste una davanti all’altra.
 
I giudici hanno quindi stabilito l’illegittimità dei permessi, che non tenevano conto delle prescrizioni del DM 1444/1968.


Segui la nostra redazione anche su Facebook e Twitter

 

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui
Altri commenti
thumb profile
arch. alberto

IN OGNI CASO PRETENDO, IN VIRTU' DI QUESTA SENTENZA, CHE TUTTO IL "BOSCO VERTICALE" DI MILANO VENGA DEMOLITO!!!!!! I BALCONI VANNO OLTRE IL CIGLIO STRADALE!!!

thumb profile
arch. alberto

mi chiedo che c'entra un balcone di 1 metro con i problemi di igiene sicurezza e salubrità che tale sentenza vuole tutelare!!?? ecco perchè nei PGT e nelle norme di piano si precisa sempre che fino a 1,20 cm di aggetto, le gronde, il balconcino ( non tutto il fronte, ovvio), la tettoia, il pergolato o la casetta degli attrezzi di 6 mq non "fanno" distanza. Ma se i due proprietari confinanti sono d'accordo ( tant'è che le norme ammettono la deroga nei piani attuativi!!! alla faccia della salubrità "in astratto") perchè vietare questi " dannosissimi" balconcini a distanza di 8 metri uno dall'altro? Eh certo uno come Mike Powell ( 8,95 mt nel lungo) potrebbe anche saltarti dentro.....

thumb profile
arch. alberto

Ai fini del computo delle distanze assumono rilievo tutti gli elementi costruttivi, anche accessori, qualunque ne sia la funzione, aventi i caratteri della solidità, della stabilità e della immobilizzazione, salvo che non si tratti di sporti e di aggetti di modeste dimensioni con funzione meramente decorativa e di rifinitura, tali da potersi definire di entità trascurabile rispetto all’interesse tutelato dalla norma riguardata nel suo triplice aspetto della sicurezza, della salubrità e dell’igiene (Consiglio di Stato, Sez. V, 19 marzo 1996, n.268). Gli sporti, cioè le sporgenze da non computare ai fini delle distanze perché non attinenti alle caratteristiche del corpo di fabbrica che racchiude il volume che si vuol distanziare, sono i manufatti come le mensole, le lesene, i risalti verticali delle parti con funzione decorativa, gli elementi in oggetto di ridotte dimensioni, le canalizzazioni di gronde e i loro sostegni, non invece le sporgenze, anche dei generi ora indicati, ma di particolari dimensioni, che siano quindi destinate anche ad estendere ed ampliare per l'intero fronte dell'edificio la parte utilizzabile per l'uso abitativo (Consiglio Stato , Sez. IV, 5 dicembre 2005 , n. 6909).

thumb profile
Ing. Luigi P.

Capisco la posizione di riccardo, ma dissento per un semplice motivo ... ho ultimato un progetto in un comune del salernitano, normato da un REC in cui specifica quali siano gli sporti massimi affinchè non facciano distanza (sia dai confini che dai fronti) ... e da li allora mi sono messo a giusta distanza, ovviamente non derogando mai ed in nessun caso il DM 1444/68. Tuttavia vi posso assicurare che nel mio caso specifico il fabbricato l'ho inserito pelo pelo nel lotto, alternativa ??? Perdere volumetria ... peccato no ? Quindi dico io, rispettiamo tutto, facciamo bella edilizia, pregevole e ecologicamente compatibile, ma non limitiamo più del dovuto con nuove interpretazioni altrimenti qui già si costruisce poco ... per questa strada andremo sempre peggio ... e non è cosa buona per il comparto e per tutta l'economia nazionale ...

thumb profile
riccardo caramella

La distanza di 10 metri è una misura imposta per questioni igienico/sanitarie, al fine di garantire la salubrità degli edifici. Questa nuova interpretazione forse tende ad inserire un nuovo concetto fino ad ora non valutato, la riservatezza. Tuttavia non mi pare che nei limiti adottati in precedenza (1 / 1.5 m di sbalzo) si pregiuducasse più di tanto questo fattore. Sono curioso di vedere se e quando i Comuni si attiveranno per adeguare le loro norme urbanistiche e i regolamenti edilizi. Se vogliamo evitare contenziosi dobbiamo adeguarci e consigliare i nostri committenti.