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Piano Casa Veneto, i Comuni non potranno porre limiti

di Paola Mammarella

Scadenza prorogata al 2018, interventi anche nei centri storici e bonus aggiuntivi con l’edilizia sostenibile

Vedi Aggiornamento del 22/05/2018
Commenti 13833
21/11/2013 – Si avvicina l’approvazione del nuovo Piano Casa in Veneto. La Commissione Urbanistica del Consiglio regionale ha approvato il ddl che riunisce le quattro proposte precedentemente presentate dalla Giunta e da tre consiglieri e che recepisce le osservazioni avanzate dagli esponenti del settore produttivo e delle associazioni di categoria.
 
La novità principale della norma è la sua applicazione in modo omogeneo su tutto il territorio regionale: i Comuni non avranno quindi la possibilità di interpretarla nè di porre ulteriori vincoli.

Altra importante novità è la durata quinquennale: sarà dunque possibile presentare le domande di intervento fino alla fine del 2018.

La norma approvata dalla commissione rende inoltre possibili gli interventi nei centri storici sugli edifici non tutelati.
 
Prevalentemente la legge mira alla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, all’uso delle fonti rinnovabili, all’adeguamento antisismico degli edifici, all’eliminazione delle barriere architettoniche, alla demolizione e ricostruzione in area idonea di edifici situati in aree ad alta pericolosità idraulica e alla bonifica delle coperture in amianto.
 
Come nelle versioni precedenti del Piano Casa, il nuovo testo riserva spazio agli ampliamenti e alle sostituzioni edilizie effettuate in deroga alle previsioni dei regolamenti comunali, degli strumenti urbanistici e territoriali comunali, provinciali e regionali e dei piani ambientali dei parchi. 
 
Ampliamenti volumetrici
La norma consente l’ampliamento degli edifici residenziali esistenti fino al 20% del loro volume o della superficie esistente. É comunque consentito un ampliamento fino a 150 metri cubi per gli edifici residenziali unifamiliari da destinarsi a prima casa di abitazione. Ciò significa che se sfruttando il 20% si arrivasse ad un volume inferiore a 150 metri cubi, questa situazione potrebbe essere bypassata, dando la possibilità di realizzare una volumetria maggiore.
 
Il premio volumetrico è incrementato del 10% se l’intervento di ampliamento prevede l’uso di qualsiasi fonte di energia rinnovabile con una potenza non inferiore a 3KW.
 
Con la messa in sicurezza antisismica, poi, gli edifici residenziali e quelli ad uso diverso guadagnano rispettivamente un ulteriore ampliamento del 5% e 10%.
 
Demolizioni e ricostruzioni
Nelle zone territoriali proprie, cioè dove è ammessa la destinazione d’uso degli edifici oggetto di intervento, le demolizioni e ricostruzioni degli edifici possono beneficiare di un premio di cubatura fino al 79% della superficie e del volume se la ricostruzione avviene con tecniche finalizzate al risparmio energetico. Se l’intervento comporta l’utilizzo delle tecniche costruttive previste dalla normativa regionale per l’edilizia sostenibile, la ricostruzione può essere effettuata con un bonus fino all’80%.
 
Nelle aree ad alta pericolosità idraulica è ammessa l’integrale demolizione e ricostruzione degli edifici residenziali con un aumento fino al 50% del loro volume o della superficie. La ricostruzione può avvenire anche in zona agricola.
 
I commenti
Secondo il presidente della Commissione Urbanistica, Andrea Bassi, le finalità del nuovo Piano Casa fanno compiere un salto di qualità al provvedimento verso la riqualificazione dei centri urbani e il sostegno al settore edilizio. A suo avviso si continua quindi sulla scia delle precedenti versioni, che non hanno provocato cementificazioni come invece si temeva.
 
Per gli esponenti del PdL, Dario Bond, Piergiorgio Cortelazzo, Costantino Toniolo e Carlo Alberto Tesserin, la norma rappresenta una risposta efficace alla crisi perché attiverà investimenti per oltre un miliardo di euro all’anno.
 
Alcuni consiglieri si sono invece detti contrari al “centralismo” della norma, che priva i Comuni “di ogni competenza programmatoria e di controllo”.
 
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Altri commenti
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gabriel

finalmente una regione che prende di petto la situazione, troppo spesso in tutta italia i comuni hanno ( senza capire nulla delle finalità della legge piano casa ) escluso intere aree dall'applicazione della norma, sfavorendo così l'esecuzione di interventi edilizi necessari al paese dove 9,9 case su 10 sono un buco nero energetico. inutile lamentarsi delle bollette alte. speriamo che questa regine sia di esempio per tutte le altre