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Superbonus 110%, meno burocrazia per i lavori di efficientamento energetico e antisismici
RISTRUTTURAZIONE Superbonus 110%, meno burocrazia per i lavori di efficientamento energetico e antisismici
PROFESSIONE

Legge di Stabilità, gli ingegneri chiedono interventi ‘choc’

di Rossella Calabrese

Il CNI: ‘prorogare gli sgravi fiscali per ristrutturazioni, risparmio energetico e sismica’

Vedi Aggiornamento del 26/11/2013
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19/11/2013 - “Se vogliamo riattivare un reale percorso di investimenti e sviluppo per il Paese, non possiamo prescindere da misure specifiche come gli sgravi fiscali in materia di ristrutturazioni, risparmio energetico e sismica”.
 
Gli ingegneri italiani - “la terza forza professionale del Paese con i suoi circa 250mila iscritti”, come si definiscono nel comunicato - chiedono con determinazione che la Legge di Stabilità, in discussione al Senato, contempli nuovamente queste agevolazioni.
 
“Le azioni utili a sostenere il rilancio di settori strategici della nostra economia - afferma il Vice presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, Fabio Bonfà - passano inderogabilmente attraverso l'attuazione di tali provvedimenti”.
 
L’attenzione è rivolta anche ai giovani ed al fenomeno diffuso di inoccupazione che causa la fuga di capitale umano qualificato verso l’estero. “Le nuove leve - afferma Bonfà - sono attratti sia dalle maggiori possibilità lavorative che dalla possibilità di maggiori guadagni offerte dai paesi europei e non solo”.
 
“Dalle indagini condotte dal nostro Centro Studi - prosegue -, nel 2012 quasi il 10% dei laureati in ingegneria del 2007 risultava occupato all’estero. Occorre allora prevedere incentivi fiscali ed economici per tutelare il nostro patrimonio di competenze e professionalità e far sì che i nostri talenti restino in Italia”.
 
Quello che davvero occorre, secondo gli ingegneri italiani, sono interventi ‘choc’ in grado, da un lato, di riavviare la crescita e, dall’altro, di creare nuovi posti di lavoro.
 
“Dobbiamo assolutamente ridurre gli interessi del debito pubblico italiano, dando anche avvio alla dismissione del patrimonio pubblico che vale 500 miliardi di euro solo di immobili e partecipazioni. Potremmo così liberare risorse utili ad attuare tutti quegli interventi necessari ad investire in ricerca, innovazione ed infrastrutture, a partire da quelle prioritarie per il sud del Paese”.


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