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PROFESSIONE

Nel 2012 in Italia la domanda di ingegneri è calata del 27,3%

di Rossella Calabrese

Indagine del Consiglio Nazionale: lo scorso anno erano sul mercato del lavoro 16mila ingegneri in più di quanti richiesti dalle imprese

Vedi Aggiornamento del 27/08/2014
Commenti 12593
18/11/2013 - Nel 2012 la domanda di ingegneri da parte del sistema economico nazionale è calata del 27,3% rispetto all’anno precedente, il valore più basso degli ultimi 7 anni. Il tasso di disoccupazione ha raggiunto il valore record del 4,4%, superando il 10% tra i giovani laureati. In Italia vi sono nel 2012 circa 16mila ingegneri in più di quanti richiesti dalle imprese.
 
Sono i dati più eclatanti dell’annuale indagine “Occupazione e remunerazione degli ingegneri” effettuata dal Centro Studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri.
 
Nonostante i dati negativi però, l’appeal professionale degli ingegneri si conferma elevato: gli imprenditori interpellati dal CNI sulle assunzioni programmate nel 2012 continuano ad apprezzare gli ingegneri per le loro doti professionali e le spiccate capacità di lavorare in gruppo (apprezzata nel 71,2% dei casi) come pure di risolvere problemi (68%).
 
L’indagine del Centro Studi CNI
Nel 2012 il mercato del lavoro italiano è entrato in una profonda fase di difficoltà: operai e addetti dei comparti dell’industria più esposti alla concorrenza internazionale o nel settore delle costruzioni ormai praticamente fermo, sono stati falcidiati.

La recessione ha quindi cominciato a coinvolgere pesantemente anche quei segmenti del mercato del lavoro tradizionalmente considerati più forti e stabili, cioè le figure professionali che sembravano meno esposte alla ‘burrasca’ recessiva.
 
In particolare, il mercato del lavoro degli ingegneri subisce, nel corso del 2012, i primi pesanti riflessi negativi. Sino al 2011, la categoria professionale aveva dimostrato una forte capacità di adattamento alla crisi registrando, anche a fronte di una crescita della popolazione dei laureati in Ingegneria che ha toccato le 600 mila unità, addirittura una diminuzione del tasso di disoccupazione interno sceso al 3,4%, a livelli quindi pari a quelli degli anni antecedenti la crisi.
 
Nel 2012, invece, il tasso di disoccupazione tocca il massimo mai raggiunto negli ultimi anni (4,4%) e tra i giovani laureati, ad un anno dal conseguimento del titolo, supera addirittura il 10%. In Italia vi sono nel 2012 circa 16mila ingegneri in più di quanti richiesti dalle imprese.
 
Per la prima volta il saldo occupazionale è negativo in tutte le aree geografiche: anche le imprese del NordOvest, da sempre particolarmente ricche di possibilità occupazionali, risentono della crisi e nel 2012 registrano circa 3.000 posti in meno rispetto al numero di ingegneri disponibili.
 
Non meraviglia - prosegue il Contro Studi del CNI - che sia in aumento il numero di laureati che decide di trasferirsi all’estero (nel 2012 quasi un laureato su 10 del 2007 lavora all’estero), attratti soprattutto dalle retribuzioni, decisamente superiori di quelli percepite in Italia a parità di mansioni: in Gran Bretagna o in Francia lo stipendio medio è all’incirca il doppio di quello italiano e anche nei Paesi, come la Spagna, in cui il reddito lordo degli ingegneri è sui livelli italiani, godendo di un cuneo fiscale minore, essi guadagnano di più rispetto a coloro che lavorano in Italia.
 
In Italia, la laurea in ingegneria, pur rappresentando un ottimo antidoto contro la crisi in atto, con il perdurare della grave recessione che colpisce l’economia nazionale potrebbe subire contraccolpi anche forti.
 
E gli scenari potrebbero rapidamente peggiorare: crescita della disoccupazione anche ben al di sopra dei livelli frizionali attuali; allungamento dei tempi di inserimento lavorativo, ulteriore riduzione delle remunerazioni e della stabilità occupazionale, fiore all’occhiello di una professione che a cinque anni dalla laurea vede, nel 2012, il 75,6% degli assunti già avere un contratto a tempo indeterminato.
 
Ma una speranza proviene dai primi dati del 2013 che sembrano far intravedere un lieve miglioramento della situazione.


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Altri commenti
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Geom.

x Ing. E per fortuna che ci sono i geometri a sporcarsi le scarpe neio cantieri, visto che in ogni famiglia c'è un figlio di papà che si parcheggia all'Università (tanto paga pantalone) in attesa di titolarsi Ingegnere. Ma sempre la solita guerra tra poveri poi... perchè mai un geometra dovrebbe fare il lavoro dell'ingegnere sotto una gru? La frustrazione è una brutta bestia.

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Ing.

Luigi P. guarda che nel 90% dei casi quando vedi una gru sotto c'è un geometra che fa il tuo lavoro. Fra poco potranno fare anche i calcoli delle strutture in modo che l'università diventi superflua.

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Ing. Luigi P.

Piano piano ... non vi allarmate ... i tempi davvero duri non sono ancora arrivati ... quando non vedremo nemmeno più una gru in piedi ... allora si che ci porremo le giuste domande ... per ora si riesce ancora a non dire che siamo nel fallimento più totale ... ma i tempi del baratro sono vicini ... Vi parla un instancabile ottimista ... quindi non vedete le mie parole come una stonatura ... è proprio che io non ci credo più nel sistema ITALIA, con il nostro lessico, cosi variegato e complicato, riescono ad infinocchiarci da ormai 100 anni ... ma quando poi il nero arriva veramente ... li non basteranno le parole di conforto e le promesse ... la saranno @zzi amari ... Povera Italia !!!

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marco

ci sono 16mila ingegneri in più di quello richiesto dalle imprese però il CNI dice che "appeal professionale" è elevata quindi continuate a studiare e iscrivetevi perchè noi del CNI e tutte le migliaia di associazioni, cooperative e Conf in generale dobbiamo pur mangiare...........