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PROFESSIONE

Semplificazione: proposti più poteri per ingegneri e architetti

di Paola Mammarella

Confprofessioni: maggiore margine d’azione in ambito di permessi edilizi, Dia e Scia per snellire l’attività della Pubblica Amministrazione

Vedi Aggiornamento del 19/09/2014
Commenti 20781
05/11/2013 – Dare ai professionisti di area tecnica più potere nei procedimenti di autorizzazione per snellire le attività della Pubblica Amministrazione. È una delle proposte di semplificazione che il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella, ha discusso nei giorni scorsi con il Ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione, Gianpiero D'Alia, per agevolare il lavoro dei professionisti e valorizzare la loro attività a supporto della PA.
 
Funzione sussidiaria dei professionisti di area tecnica
Per velocizzare l’iter di autorizzazione dei lavori e la realizzazione delle opere, Confprofessioni propone di affidare ad ingegneri e architetti più poteri in materia di permessi edilizi, Dia e Scia. In questo modo verrebbe snellito il lavoro burocratico degli uffici comunali, che potrebbero così effettuare controlli più efficaci ex post.

Sulla necessità di semplificare il rapporto tra professionisti e Pubblica Amministrazione il mese scorso ha espresso delle proposte anche il Cnappc, Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori.
Sulla stessa falsariga di Confprofessioni, il Cnappc ha proposto l’istituzione di Agenzie di semplificazione degli architetti, con funzioni di natura istruttoria e di asseverazione nei procedimenti amministrativi, studiate per aiutare i professionisti a verificare i progetti e la compatibilità normativa.
 
Queste, in sintesi, le altre proposte avanzate dai professionisti.
 
Semplificazione normativa
Secondo Confprofessioni, non è sufficiente un’attività di abrogazione normativa e di delegificazione. Quello che ci vuole è invece un’opera di raccolta delle norme in testi unici di facile e agevole consultazione.
 
Semplificazioni amministrative per le imprese
L’attività di supporto, informazione e promozione dell’imprenditoria a livello territoriale dovrebbe essere basata sulle Agenzie per l’impresa, costituite da professionisti specializzati di diverse aree professionali, accreditati dalla pubblica amministrazione sulla base della verifica di requisiti e di controlli periodici.
 
Certificazioni tributarie
A detta di Confprofessioni, è necessario valorizzare le certificazioni tributarie attraverso le quali dei professionisti particolarmente qualificati possono concedere un “visto” ai contribuenti dei quali abbiano verificato la regolarità delle scritture contabili e la corretta applicazione delle norme tributarie. In questo modo si crea una semplificazione che avvantaggia sia i professionisti sia la Pubblica Amministrazione. L’amministrazione Finanziaria potrà infatti concentrare le sue risorse per il controllo dei contribuenti a più elevata pericolosità fiscale, esentando un gran numero di professionisti da una serie di procedure burocratiche.
 
Semplificazioni normative nell’area del lavoro
Un altro settore da coinvolgere nelle semplificazioni è, sostiene Confprofessioni, quello del lavoro, in cui dovrebbe essere valorizzato il ruolo delle parti sociali nell’incontro tra domanda e offerta di lavoro e nelle politiche di sostegno al reddito.
 
Agenda digitale
Per Confprofessioni l’iter verso la semplificazione non può prescindere dalla creazione di banche dati informatiche “Open Access”. Per la loro costituzione, la Pubblica Amministrazione potrebbe avvalersi del supporto di Società interprofessionali costituite nella forma di STP – Società tra professionisti.
 
Osservatorio sulle semplificazioni
Confprofessioni propone inoltre al Governo un monitoraggio partecipato per individuare, in modo condiviso, le criticità normative e burocratiche che non possono essere apprezzate soltanto dalla prospettiva interna della Pubblica Amministrazione.
 
Funzione sussidiaria delle professioni sanitarie
Confprofessioni ritiene infine che lo sviluppo del principio della sussidiarietà orizzontale in ambito socio-sanitario costituisca un elemento fondamentale per fronteggiare le necessità di assistenza.


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Altri commenti
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Antonio M

Qualcuno dei professionisti tecnici sa prima di tutto dire al cliente, qual'è la differenza tra un architetto, un geometra , un geometra laureato, un ingegnere meccanico , edile o chimico, un perito agrario, e si potrebbe continuare... ? A mio parere la confusione e la sovrapposizione delle competenze professionali nella progettazione e costruzione di opere edilizie da inserire nel territorio, unita all'abolizione di normative di riferimento in merito ai compensi minimi tariffari nelle commesse private sta creando una ingiusta omologazione dei tecnici. a scapito dei laureati e della stessa committenza pubblica e privata. Ma sopratutto, in Italia , stiamo ingannando, dando aspettative ad una intera generazione di giovani laureati magistrali e adesso anche Junior, e questo no lo trovo giusto... E se in italia ci sono sempre meno laureati edili forse è dovuto al fatto che i GIOVANI se ne sono accorti ... In ambito legale la committenza si rivolge ad un avvocato o a un Notaio, In ambito medico ad un medico o a un medico specializzato , ma anche qui la sovrapposizione delle competenze diventa un rebus. in ambito Commerciale esistono ancora delle sovrapposizioni delle competenze fra i Dott. Commercialisti e i ragionieri se riescono a fare la libera professione.. potrei continuare.. ma chi legge saprà trarne le conclusioni ..

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pippis

altro che semplificazione: questo sarebbe un regalo per migliaia di furbi che farebbero ogni tipo di scempio, sapendo bene che nessuno controllerà mai niente: una legge simile sarebbe la fine del nostro - già provato e disastrato - territorio nazionale: costruzioni in area PIME, ruderi ed annessi agricoli trasformati per magia in villette da 200 mq, costruzioni in parchi, aree boscate, aree archeologiche, soprelevazioni assurde, etc etc per tacere di costruzioni in fregio ai fossi... Sarebbe l'ennesimo premio ai furbi e ai cialtroni e preluderebbe poi all'inevitabile condono edilizio per sanare le cialtronate fatte da migliaia di professionisti furbetti, pronti a fare di tutto per quattro soldi ... gente che invece con rego9le più serie avrebbe la vita più difficile e magari potrebbe essere espulsa dal mercato a favore dei professionisti seri (Ie ce ne sono, perbacco!) che seguono le regole e non promettono mari e monti a clienti avidi e menefreghisti del rispetto del territorio!!!

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Daniele

Commenti interessanti, soprattutto l'astio verso i tecnici comunali (chissà se avete mai provato a farlo, anche solo a tempo determinato per qualche mese, per avere un'idea della situazione in cui si lavora nei piccoli comuni e cioè la maggior parte) e poi anche tra professionisti... peccato, invece della guerra tra poveri sarebbe da fare proposte costruttive per semplificare le norme stesse in modo da poter asseverare con meno dubbi, regolamenti edilizi unici almeno a livello regionale (per fare un esempio, ogni comune può decidere come calcolare la volumetria a modo suo!!), il ministero che dia indicazioni chiare in edilizia per tutti ed adeguata pubblicità, evitando contenzioso tra professionisti, pubblica amministrazione e utenti.

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Damiano

" ... asseverazione nei procedimenti amministrativi, studiate per aiutare i professionisti a verificare i progetti e la compatibilità normativa" ... SIGNIFICA MAGGIORI RESPONSABILITA' DEI TECNICI A FRONTE DELL'INESISTENZA DI MINIMI TARIFFARI E DELLA CERTAZZA DEI PAGAMENTI? MA FATEMI IL FAVORE ... A CHI VOLETE PRENDERE PER I FONDELLI? BASTA! SONO DACCORDO!!!!! Caro Collega La professionalità ha un Valore e quindi un COSTO!

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Antonio

Sempre la guerra tra poveri. Io sono un geometra, orgoglioso della mia professione e del successo avuto fino ad oggi. Collaboro fattivamente con architetti e ingegneri, soprattutto come progettista edile. Per la parte strutturale se ne occupa invece un bravo ingegnere, cosi' come dovrebbe esseresempre. Indipendentemente se uno e' diplomato o laureato, e' il mercato che sceglie i professionisti. A parte quei "professionisti" che lavorano solo perché sbavano dietro ai politici e che per la maggior parte delle volte quello che hanno progettato, fa pena. Purtroppo, percependo anche degli ottimi compensi. In quest'ultimo caso, quando il politico di turno non e' piu' tra loro, rimangono senza lavoro e cominciano a fare la guerra ai colleghi che lavorano con professionalita' (sia geometri che architetti e ingegneri). Penso che nella vita la collaborazione tra professionisti e' il meglio che si possa fare per migliorare. Non la guerra

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Matteo geometra

Poveretti, mi fate pietà Architetti. Il vostro ruolo ê arredare, di piu non sapete fare.... Ahhahahah

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Federico

Noto che tutti ne hanno per tutti. Bene da buon geometra, rivolto agli architetti, ma pensate solo voi di saper progettare? Pensate che ogni costruzione da noi sviluppata debba crollare da un momento all'altro? Vi chiedo, e pretenderei la massima sincerità, quanti di voi eseguono direttamente e sono preparati nella normativa antisismica? O quanti di voi, come noi, per tale aspetto si rivolgono all'ingegnere?... Ma smettiamola... Uniamoci per rivendicare piuttosto quello che ci hanno tolto, ovvero compensi adeguati alle nostre prestazioni e preparazioni, e quella sana voglia di progettare e non di compilare modulistica. Poi per un riordino delle norme quello sì, altre responsabilità NO!

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Giovanni Sciuto

" ... asseverazione nei procedimenti amministrativi, studiate per aiutare i professionisti a verificare i progetti e la compatibilità normativa" ... SIGNIFICA MAGGIORI RESPONSABILITA' DEI TECNICI A FRONTE DELL'INESISTENZA DI MINIMI TARIFFARI E DELLA CERTAZZA DEI PAGAMENTI? MA FATEMI IL FAVORE ... A CHI VOLETE PRENDERE PER I FONDELLI? BASTA!

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Mario

Dato che nella mente malata del 90% dei dipendenti pubblici italiani, la difficoltà crea il potere, Il tecnico comunale sicuramente in sede di verifica cercherà di trovare qualsivoglia interpretazione per metterti in difficoltà e quindi tu povero tecnico con una Scia da 1.000 euro (che pagate tasse e balzelli e spese generali si ridurrà a 100 euro) ti troveresti in un ennesimo pasticcio con l'aggiunta di un'ennesima spesa da sostenere per mediare o rimediare la pratica in atto.

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Alexiej

Premesso che non sono un tecnico, ma di edilizia me ne capisco un po', ritengo che si continuino a fare proposte strampalate e totalmente contrarie alla semplificazione. Intanto, per opere di manutenzione ordinaria e pure straordinaria che non investano le strutture andrebbero distinti piccoli interventi per i quali non dovrebbe occorrere alcun elaborato tecnico ma una semplice indicazione dei lavori, eventualmente corredata da un disegno e fotografie, MA CON LA RESPONSABILITA' DIRETTA DEL PROPRIETARIO. La modulistica dovrebbe essere ridotta al minimo e non complicata come fanno i vari Comuni per sgravarsi di responsabilità e appesantire la semplificazione !!!!! Quindi per opere di modesta entità che non investano le strutture: NESSUNA AUTORIZZAZIONE PAESAGGISTICA della Sovrintendenza, con esclusiva competenza delle commissioni ambientali comunali. Termini di esame con silenzio assenso di trenta giorni. Autorizzazione della Sovrintendenza solo per nuove costruzioni, opere che incidano sulle strutture e edifici vincolati. Quanto alle eterne diatribe tra professionisti diplomati e laureati, ritengo che ai diplomati dovrebbero essere limitate le proprie competenze, distinguendole da quelle dei laureati. Ma tra questi, nemmeno libera professione in edilizia, per esempio, a Ingegneri meccanici o di diversa specializzazione che non sia propriamente edilizio-urbanistica. Favorire gli studi professionali associati, di modo che si abbiano diplomati e laureati che integrano le proprie attività e competenze, ivi comprese quelle in materia di risparmio energetico, sicurezza eccetera.

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Antonio

Pensaci bene arch. D'apolito pensare e gratis

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Alessandro Arch. D'Apolito

Ma questo è 1 idiota. Le responsabilità sono aumentate a dismisura, stiamo facendo il lavoro che normalmente facevano gli enti e viceversa lavoriamo anche gratis. L'unica cosa che noi architetti chiediamo è la chiusura degli ordini professionali e la cancellazione di tutte le sigle sindacali: questi cii stanno affossando!!!!

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Antonio

sono d'accordo sulla Semplificazione normativa Secondo Confprofessioni, non è sufficiente un’attività di abrogazione normativa e di delegificazione. Quello che ci vuole è invece un’opera di raccolta delle norme in testi unici di facile e agevole consultazione. E fino a quando l'equazione maggiori poteri = maggiori responsabilità, in ambito civile e penale per i professionisti sarà ancora = a compensi senza regole e da fame allora dico no Meglio prima la riforma delle professioni che chiarisca definitivamente le competenze dei professionisti tecnici . Voglio bene ai geometri, ai periti agrari, agli ingegneri meccanici, chimici agli agronomi, ma costruire un edificio dove abitano persone ed inserirlo in un contesto territoriale non è sempre legato al saper fare... In medicina un podologo non si azzarderebbe mai di intervenire al cuore di un paziente se non in casi di estremissima emergenza ..ma la ricostruzione post bellica è finita da un pezzo ... l'emergenza è finita...ognuno torni a fare quello che sa meglio fare. Infine rimpiango il minimo tariffario e le regole per stabilirlo... poi ognuno è libero di farsi progettare la propria abitazione dall'archistar di moda del momento.. dunque prima riforma e giuste tariffe poi maggiori poteri

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gabriele

se sono queste varie CONF che ci rappresentano ( elette non si sa quando e da chi ) allora siamo fegati. bisogna ridurre il numero di titoli abilitativi e mettere mano seriamente alle 241 del 90 e ridurre i tempi del procedimento amministrativo del 40 per cento !!!! ecco fatto

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MATTIA

MA ANDATE A ZAPPARE LA TERRA MAFIOSI.

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Lorenzo

Fra poco gli impiegati pubblici non faranno nulla tranne risquotere il 27.

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Lorenzo

Spesse volte, anzi sempre, le soluzioni ai problemi le devono trovare persone che nella loro vita non hanno fatto un giorno di vero lavoro e che si trovano in queste ConFcosì e ConFcolà. Tutta gente messa lì dalla politica che non sa nulla dei problemi che solo chi opera sul campo può conoscere.

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marco

vorrei sapere anche da Confprofessioni, che spara cosi tanto a favore dei professionisti, da dove prende i suoi stipendi oppure è una onlus?

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marco

caro Arbatax, sempre la solita lotta tra geometri, architetti e ingegneri, ma non legge l'articolo sulla "semplificazione"? si parla di dare più poteri ai, chiamiamoli in generale, professionisti, perchè anche i geometri, seppur nelle limitate loro competenze, firmano e asseverano i titoli abilitativi e non. qua ci vogliono sotterrare di responsabilità senza nessuna garanzia di compenso. impariamo a guardare più in la del nostro naso invece di fare sempre guerre tra poveri.

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Arbatax

Cari geometri, se volete gli stessi poteri e la stessa riconoscenza degli ingegneri o degli architetti, laureatevi!. Ci sono le università delle terze età, andate iscrivetevi, studiate e laureatevi, sostenete l'esame, e allora potete fare gli ingegneri e gli architetti. Altrimenti rimanere a fare i geometri, che è un bel mestiere.

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giovanni

CHI PUO' VADA VIA DALL' I T A L I A !!!!!! NON VEDO SOLUZIONI.

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Emanuele

Non mi è ben chiaro il ruolo che avrebbero i cari vecchi geometri in questo caso. Sarebbe una possibilità in più solo per ingegneri e architetti o avrebbero questa possibilità anche i geometri?

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Arch. Cosimo A.

Creare una agenzia con lo scopo di semplificare le procedure con "funzioni istruttorie (?)". La toppa è peggio del buco, Penso al complicatissimo sistema di "semplificazioni" che dobbiamo gestire (DIA SCIA CIL CILA PAS VIA VIEC PDC AUA varie conferenze dei servizi ecc. ecc. ecc. ecc.), magari cerchiamo di creare testi unici che risultano di maggiore chiarezza nella consultazione e riduciamo a max 2 o 3 le procedure autorizzative con elenchi chiari di cosa rientra nei vari casi. Non me ne vorranno gli amici istruttori dei vari enti coinvolti nelle più fantasiose procedure autorizzative ma 8 volte su 10 siamo noi tecnici a doverci sobbarcare l'onere di istruirli sulle procedure se non peggio di sottostare a richieste dettate dalla confusione e dalle errate interpretazioni date alle norme, se non peggio. La media reale è di 8 mesi di carteggi per l'intero iter autorizzativo a fronte di 3 mesi di cantiere....Troppe sono le voci in capitolo e troppi gli enti, uffici e dipartimenti ecc. che devono esprimersi su opere spesso insignificanti...e il 27 scatta il bonifico spesso non meritato. MORIREMO DI BUROCRAZIA

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Ing. Luigi P.

Leggo, leggo e leggo, e continuo a non capire in che direzione stiamo andando ... ora per togliere carico di lavoro ai dipendenti comunali dell'area tecnica, i quali, non me ne vogliano perchè ne ho molti che sono buoni amici, non è che si asciughino la fronte di sudore tutti i giorni (visti i tempi biblici per il rilascio di titoli edilizi in molti comuni d'Italia), cosa vogliono fare ??? Aumentare i "poteri" dei tecnici liberi professionisti facendogli asseverare l'impossibile, cosi qualsiasi cosa accade la responsabilità è loro, intanto però via le tariffe minime, che già non sono mai state osservate figuriamoci in questo periodo di supercrisi dove attorno ad un osso ci sono 1000 cani ... niente semplificazione burocratica che ci impedisce di iniziare lavori velocemente, nessun abbattimento dei costi come oneri concessori ecc ecc (basti pensare che per fare un sottotetto/deposito di circa 100 mq, nel mio paese se ne vanno diverse migliaia di euro in oneri concessori) ... EVVIVA L'ITALIA !!!


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