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TECNOLOGIE

Energia fotovoltaica anche di notte, con i sistemi di accumulo

di BTicino - Buildingblog

Questa tecnologia può consentire di superare i limiti delle fonti alternative

Vedi Aggiornamento del 12/02/2014
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21/11/2013 - Il principale limite delle energie alternative rimane legato alla variazione, nel tempo, della produzione. Tipico il caso dell’energia fotovoltaica, disponibile solo nelle ore del giorno e variabile in funzione delle condizioni atmosferiche.
 
Da qui la necessità di accumulare gli eccessi, anche per un uso domestico. Un argomento trattato dallo studio “Residential Electrical Storage Systems”, focalizzato sui benefici dei sistemi di accumulo elettrochimico.
 
Dal documento emerge che una diffusione massiva di questa tecnologia, finalizzata a trattenere l’energia in eccesso generata durante il giorno, permettendo di utilizzarla nella notte, incrementa l’autoconsumo dell’energia fotovoltaica dal 30% al 70%, determinando un notevole risparmio per i proprietari degli impianti e benefici rilevanti per il sistema elettrico. Un vantaggio che Anie Energia stima in oltre 500 milioni di euro annui.
 
In un momento delicato per il comparto del fotovoltaico come l’attuale, l’adozione dei sistemi di accumulo per gli impianti residenziali appare come una valida opportunità di far crescere ulteriormente il fotovoltaico domestico anche dopo la chiusura del Quinto Conto Energia e la fine delle tariffe incentivanti sull’energia prodotta, facilitando il raggiungimento della grid parity. Inoltre, il costo delle batterie scenderà del 50% nei prossimi 3/5 anni, permettendo una più capillare diffusione.
 
Nello studio, Anie Energia ha calcolato dettagliatamente i benefici di sistema, sulla base di uno scenario di penetrazione dei sistemi di accumulo del 20% (ovvero 5 milioni di impianti fotovoltaici a fronte dei 25 milioni di famiglie italiane).

Il risparmio maggiore deriverebbe dalla riduzione dell’energia tagliata a causa di overgeneration (eccesso di generazione sulla domanda), quantificata in 234,4 milioni di euro, subito seguito dai 147,1 milioni risparmiati dalla riduzione di capacità termoelettrica derivante dal livellamento del picco di domanda serale di energia.
 
Si aggira intorno a 72,8 milioni invece il taglio dei costi derivanti dall’investment deferral sulla rete di distribuzione dovuta alla riduzione della potenza richiesta, senza contare poi il risparmio generato dalla riduzione delle perdite di rete (quantificato in 17,4 milioni) e dalla diminuzione delle emissioni di CO2 (43,1 milioni).


Fonte: BTicino - www.buildingblog.it
 

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