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NORMATIVA Superbonus 110%, Conte: ‘intendiamo estenderlo anche oltre il 2021’
URBANISTICA

Emilia, da Legambiente una proposta contro il consumo di suolo

di Giovanni Carbone

Aspettando la nuova legge nazionale, le Regioni riformano la disciplina urbanistica

Vedi Aggiornamento del 10/06/2014
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22/11/2013 - Un consumo netto di suolo pari a zero entro il 2030 è il principale obiettivo di una proposta normativa che Legambiente ha rivolto ai consiglieri della Regione Emilia-Romagna.
 
Nei giorni scorsi, Legambiente Emilia-Romagna ha chiesto ai consiglieri regionali di sottoscrivere un documento incardinato su sei punti da inserire nella normativa regionale sulla pianificazione territoriale.
 
Alla base della proposta, vi è uno studio dell’Associazione regionale da cui si evince come, in Emilia-Romagna, il ritmo di urbanizzazione a cui si è assistito negli ultimi 30 anni è di oltre 8 ettari al giorno; trend rimasto inalterato e senza efficaci interventi normativi, fino all’inizio della crisi economica.
 
Con il documento l’Associazione chiede al Consiglio regionale un provvedimento efficace per fermare la perdita di suolo agricolo entro il 2030 attraverso il recupero del patrimonio edilizio esistente.
 
Al fine di agevolare tale obiettivo, si propone ai consiglieri l’istituzione di un’anagrafe degli edifici in ogni Comune al fine di monitorarne in continuo lo stato di utilizzo, i consumi energetici e le necessità di adeguamento sismico ed energetico.
 
Un’ulteriore proposta riguarda interventi di compensazione ambientale nel caso di opere già previste o quando non si possa fare altro che utilizzare suolo vergine; gli interventi sarebbero strettamente legati alla ricostruzione delle aree naturali con funzionalità ambientali ed agricole.
 
Completano il quadro delle misure proposte: un sensibile aumento del costo del consumo di suolo attraverso adeguati meccanismi fiscali o di oneri di urbanizzazione; una limitazione del ricorso alle varianti urbanistiche ai soli casi di opere pubbliche o di rilevanza pubblica.
 
“Ricordiamo che il suolo agricolo è un bene finito che genera servizi di valore collettivo - ha sottolineto il presidente regionale di Legambiente, Lorenzo Frattini - e in Emilia Romagna si è abusato di questa risorsa; fino ad oggi nessun provvedimento normativo è stato preso per frenare questa corsa e l’unico limite lo ha posto la crisi del settore edilizio”.
 
“Riteniamo di massima urgenza - ha proseguito Frattini - che la Regione si doti di strumenti adeguati per arginare questa perdita di risorsa naturale, di paesaggio e di memoria collettiva; è un’esigenza che i cittadini avvertono in modo trasversale agli schieramenti politici e ci auguriamo che la politica sappia cogliere questa esigenza”.
 
 
L’impegno delle Regioni sul tema
Nell’ultimo anno, il quadro legislativo regionale in materia di urbanistica e contenimento del consumo di suolo ha visto numerosi cambiamenti con provvedimenti già in vigore o all’esame dei vari Consigli regionali.
 
Ultima in ordine di tempo è la Regione Marche che propone una revisione normativa generale sul governo del territorio affrontando il tema della sostenibilità ambientale nella pianificazione urbanistica con una forte attenzione alla conservazione delle risorse primarie, quali il territorio, il paesaggio, l’ambiente e il suolo. La proposta di legge è in Assemblea legislativa per l’approvazione (leggi tutto).

La Toscana, invece, è alle prese con la riforma della legge urbanistica 1/2005. Contrasto al consumo di suolo, recupero del patrimonio edilizio e semplificazione delle procedure di pianificazione sono i punti principali della riforma già approvato dalla Giunta regionale ed ora all’esame del Consiglio (leggi tutto).
 
L’Umbria ha approvato la legge sulla perequazione, premialità e compensazione in materia di governo del territorio con cui i Comuni possono attuare una pianificazione urbanistica più equa e sostenibile secondo una politica territoriale non di espansione, ma di trasformazione dell’esistente (leggi tutto).
 
Dopo 35 anni il Piemonte ha una nuova legge urbanistica che riforma la “storica” legge 56/77 in materia di tutela ed uso del suolo. Una legge, quella piemontese, incentrata sulla semplificazione normativa e tecnica degli strumenti operativi con obiettivi di recupero del patrimonio edilizio esistente e contenimento del consumo di suolo agricolo (leggi tutto).
 
Limitare il consumo di territorio, infine, è anche un obiettivo della Regione Veneto che è alle prese con studi tecnici e statistici sulla propria realtà territoriale per definire una proposta normativa (leggi tutto).
 
 
All’esame del Consiglio dei Ministri un disegno di legge nazionale
Nel frattempo, il disegno di legge nazionale sul contenimento del consumo di suolo è tornato all’esame del Consiglio dei Ministri per l’approvazione definitiva, dopo il parere favorevole delle Regioni che hanno chiesto di supportare i Comuni nella zonizzazione del territorio e nella scelta delle aree inutilizzate da rigenerare o riqualificare (leggi tutto).


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