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AMBIENTE

Legge di Stabilità 2014, Forza Italia propone di vendere le spiagge

di Rossella Calabrese

NCD chiede invece di assegnare per 50 anni ai concessionari attuali le aree su cui sorgono gli stabilimenti balneari

Vedi Aggiornamento del 31/01/2017
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12/12/2013 - Inizia oggi alla Camera il dibattito sugli emendamenti al ddl di Stabilità 2014. Dopo la massiccia scrematura delle proposte di modifica, la Commissione Bilancio avvierà la votazione dei circa 450 emendamenti rimasti.
 
Si riapre la partita sulla sdemanializzazione delle spiagge, una questione già posta in Senato ma che si era conclusa con un nulla di fatto da parte di Palazzo Madama.
 
Forza Italia ha presentato un emendamento, a firma di Ignazio Abrignani, nel quale si propone che l’Agenzia del Demanio individui le aree del demanio marittimo “occupate da manufatti di qualsiasi genere connessi al suolo, ivi comprese le aree occupate da strutture e attrezzature alle medesime attività asservite”
 
Tali aree verrebbero escluse dal demanio marittimo “in quanto non più utilizzate per i pubblici usi del mare” e attribuite al concessionario attuale, il quale, entro 180 giorni, potrà esercitare il diritto di prelazione nell’acquisto. Il prezzo verrebbe concordato da Stato, Regioni e organizzazioni dei balneari.
 
Resterebbe l’obbligo, per il nuovo proprietario, di garantire l’accesso al mare a tutti e di mantenere la destinazione turistico-ricreativa delle aree e delle strutture. L’emendamento esclude dalla possibilità di vendita gli immobili abusivi.
 
Questa procedura è giustificata - secondo il testo - da “ragioni di oggettiva trasformazione di queste aree, che hanno ormai perso l’originale caratteristica” e dalla necessità di “un rapido risanamento dei conti pubblici”.
 
Almeno la metà delle risorse derivanti dalla vendita confluiranno, secondo l’emendamento, in un Fondo di garanzia per i mutui contratti per investimenti nel settore turistico.
 
Simile la proposta di Sergio Pizzolante, Nuovo Centro Destra, che prevede il passaggio dal demanio marittimo al patrimonio disponibile delle aree su cui sorgono gli stabilimenti balneari. Aree ed edifici verrebbero assegnati con diritto di superficie per 50 anni, con diritto di opzione a favore del concessionario attuale, da esercitarsi entro 180 giorni.
 
Anche secondo questa proposta sarebbero esclusi gli immobili abusivi e il concessionario avrebbe l’obbligo di garantire l’accesso al mare e di mantenere la destinazione turistico-ricreativa delle aree e delle strutture.
 
Almeno la metà delle risorse derivanti dalla cessione dei diritti di superficie confluiranno, secondo l’emendamento, in un Fondo destinato a garantire i mutui per investimenti nel settore turistico e ambientale.
 
All’accusa di voler ‘vendere le spiagge’, mossagli da Angelo Bonelli dei Verdi, Pizzolante ha risposto che l’emendamento “non prevede alcuna vendita, ma il riconoscimento di un diritto di superficie per le sole aree degli immobili. La spiaggia rimane demanio pubblico”.
 
“Stiamo cercando di salvare 30.000 aziende italiane ed il nostro turismo balneare che è un eccellenza che tutto il mondo ci riconosce - ha proseguito -. Inoltre, si crea nuovo gettito con gli introiti del diritto di superficie, circa 1 miliardo di euro, da destinare ad una grande operazione di riqualificazione delle strutture turistiche italiane”.


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