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Rischio idrogeologico, chiesta deroga al patto di stabilità

Rischio idrogeologico, chiesta deroga al patto di stabilità

Legambiente, Inu, Ance, geologi e architetti: stanziare 500 milioni all’anno per la sicurezza

Vedi Aggiornamento del 10/06/2014
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 10/06/2014
04/12/2013 - Scelte coraggiose per la difesa del suolo. È la richiesta inviata al Presidente del Consiglio Enrico Letta da un raggruppamento di associazioni tra cui Ance, Associazione nazionale costruttori edili, Legambiente, Consiglio nazionale dei geologi, Cnappc, Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, e Inu, Istituto nazionale di urbanistica.
 
Secondo le associazioni è necessaria una puntuale opera di prevenzione e manutenzione del territorio mentre si assiste ad una crescente vulnerabilità dovuta al consumo di suolo, all’occupazione del suolo agricolo e alla presenza di pochi interventi organizzati secondo la logica dell’urgenza.
 
Per invertire questa tendenza, l’appello congiunto inviato al Presidente del Consiglio chiede di ampliare la portata degli interventi previsti dalla Legge di Stabilità 2014.
 
In primo luogo, sostengono le associazioni, dato che l’82% dei Comuni si trova in zone ad alto rischio idrogeologico, bisognerebbe introdurre una deroga al patto di stabilità per gli interventi di messa in sicurezza.
 
A questo si dovrebbe aggiungere uno stanziamento di 500 milioni di euro all’anno da destinare ad interventi per la tutela del suolo come la riqualificazione fluviale, la manutenzione ordinaria e la tutela del territorio come elementi strategici delle politiche di prevenzione, abbandonando la logica del ricorso a sole opere strutturali e di somma urgenza.
 
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