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Aperto a Scandicci il nuovo Centro Civico a firma anglo-italiana
ARCHITETTURA

Aperto a Scandicci il nuovo Centro Civico a firma anglo-italiana

di Cecilia Di Marzo

Il progetto è di Rogers Stirk Harbour + Partners e DA.Studio

05/12/2013 - In posizione baricentrica tra Casellina e il centro storico di Scandicci, si trova il Nuovo Centro Civico progettato da Rogers Stirk Harbour + Partners e dallo studio fiorentino DA.Studio. Il progetto fa parte di un piano urbanistico di più ampio respiro commissionato nel 2003 dal Comune di Scandicci, che trasformerà l’area da città satellite in una “city” con un cuore pulsante rinnovato.

Una serie di edifici e la stazione della tranvia distribuiti attorno alla nuova linea tranviaria - che collega Scandicci con il centro di Firenze - sono stati costruiti intorno a una piazza pubblica, facendo convergere su di essa diverse attività pubbliche e private, destinate all’intera comunità.

Il nuovo sviluppo a Scandicci è caratterizzato da edifici che rispettano la scala del contesto in cui sorgono e creano un linguaggio architettonico contemporaneo, portando coerenza di linguaggio fra le diverse tipologie, pur rispondendo alle proprie funzioni individuali. Il risultato è un’estetica architettonica integrata che catalizza l’attenzione sull’ambientazione piuttosto che sugli edifici stessi. Fondamentale per il processo di creazione di un complesso assortito di edifici è stata la scelta dei materiali, selezionati da una tavolozza limitata, che comprende alluminio anodizzato naturale, calcestruzzo, vetro, acciaio inossidabile e terracotta, utilizzati trasversalmente per tutti gli edifici. In Toscana la terracotta è utilizzata da secoli come materiale per l’edilizia e così il nuovo progetto porta avanti questa tradizione in uno stile contemporaneo.

La tonalità rossa della terracotta, incorniciata da alluminio anodizzato naturale e incastonata in una struttura di calcestruzzo visibilmente espressa, crea un linguaggio che inserisce i materiali locali tradizionali in un’ambientazione innovativa e contemporanea. Il mix di edifici che sono stati ideati come parte del progetto include un centro culturale, un edificio direzionale e uno per residenze. Il centro culturale incornicia il lato orientale della piazza e offre uno spazio multifunzionale per seminari, conferenze, mostre e concerti. E` stato concepito per il Comune e sarà gestito dallo stesso; all’interno offre spazi completamente flessibili, consentendo adattamenti per future destinazioni. Può essere utilizzato sia in modo indipendente sia assieme alla piazza per stimolare idee e dare spazio alla cultura e alla creatività. Anche l’interno dell’edificio direzionale è completamente adattabile e può quindi essere usato come spazio per uffici a pianta aperta oppure essere diviso in unità cellulari più piccole.

Essendo la struttura più alta del nuovo complesso, l’edificio direzionale funge da punto di riferimento all’orizzonte, guidando le persone verso il centro della Scandicci rinnovata. Grazie all’adozione di un approccio modulare, la progettazione dell’edificio residenziale ha consentito modifi che alla confi gurazione della planimetria degli appartamenti persino in fase di edificazione, assorbendo pertanto le mutate condizioni del mercato.

La linea tranviaria, che collega Scandicci al centro di Firenze in solo poche fermate, rappresenta l’elemento chiave verso l’integrazione urbana. La creazione di tali collegamenti per la mobilità incoraggia lo sviluppo e la crescita, limitando allo stesso tempo la dipendenza dalle automobili e contrastando l’espansione incontrollata delle periferie. Il progetto adotta un approccio sostenibile, includendo l’installazione di elementi solari e fotovoltaici nonché un tetto verde sull’edificio culturale. Il concetto paesaggistico con la sua disposizione lineare di alberi e sedute lungo la linea tranviaria aiuta a creare un’idea di continuità progettuale, includendo la nuova area di parcheggio.

Richard Rogers: “Speriamo di avere segnato un cambiamento e indicato una nuova direzione per i prossimi 20 anni di sviluppo di Scandicci. Credo che abbiamo creato qualcosa di veramente speciale e spero che l’eredità di questo progetto continui a svilupparsi per molti anni a venire.”
Ivan Harbour: “Un’opera di questa portata costituisce un enorme catalizzatore e il Comune si sta già mostrando sensibile a quanto operato. Scandicci pone le persone al di sopra di ogni altra considerazione di design. Dovrebbe essere sempre questo l’obbiettivo di un grande progetto di rigenerazione urbana.”
Ernesto Bartolini: “Il successo di questo progetto è il risultato di una solida collaborazione fra la visione urbanistica di RSHP per il futuro di Scandici e l’orgoglio locale. Cittadini e politici hanno condiviso la visione presentata dai progettisti e contribuito a dare energia al progetto durante tutto il suo percorso durato 10 anni.”

 

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