Carrello 0
LAVORI PUBBLICI

Appalti, le imprese generali realizzeranno anche lavori specialistici

di Paola Mammarella

Non ci sarà più l’obbligo di subappalto o di costituire una Ati verticale con un’impresa specialistica

Vedi Aggiornamento del 12/05/2014
03/12/2013 – Alle imprese generali potranno essere affidati anche alcuni lavori specialistici. È stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il DPR 30 ottobre 2013, che ufficializza quanto stabilito dal Consiglio di Stato col parere 3014/2013.
 
Il decreto convalida l’abrogazione dell’articolo 109 comma 2 e 107 comma 2 del Regolamento attuativo del Codice Appalti, in base al quale le imprese generali non potevano eseguire direttamente le lavorazioni specialistiche a qualificazione obbligatoria nel caso in cui fossero sprovviste della certificazione Soa, ma dovevano subappaltare l’esecuzione ad un’impresa specialistica o creare con essa una Associazione temporanea di imprese verticale.
 
Da questo momento in poi, l’impresa che si aggiudica un appalto e che possiede la qualificazione nella categoria prevalente, cioè quella di importo più elevato tra tutte quelle che costituiscono il lavoro, potrà eseguire tutte le lavorazioni dell’appalto e non solo gli interventi relativi alle categorie per le quali dimostra di possedere la qualificazione.
 
Con la pubblicazione in Gazzetta del decreto, diventa ufficiale anche l’annullamento dell’articolo 85 comma 1b nn 2 e 3 del regolamento, che prevedeva limiti di qualificazione per le imprese che subappaltavano più del 30% dell’importo di una categoria scorporabile a qualificazione non obbligatoria, o più del 40 % nel caso di categoria scorporabile a qualificazione obbligatoria.

La norma avrebbe consentito all’impresa affidataria di utilizzare i lavori subappaltati non solo ai fini della qualificazione nella categoria prevalente, ma anche per la qualificazione nella categoria scorporabile. Oltrepassando il limite del 30 o 40%, la parte eccedente non avrebbe potuto essere sfruttata ai fini qualificatori. La stessa percentuale del 30 o 40% non avrebbe inoltre potuto essere interamente destinata ad ottenere la qualificazione nella categoria scorporabile, potendo al massimo essere ripartita tra la categoria prevalente e quella scorporabile.

 Segui la nostra redazione anche su Facebook e Twitter
 
 
© Riproduzione riservata

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui

x Sondaggi Edilportale
Quanto è equo il compenso dei professionisti? Leggi i risultati