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MERCATI

L’industria del mobile: ‘Iva agevolata per le giovani coppie’

di Rossella Calabrese

FederlegnoArredo e Uil Cisl Cgil chiedono un intervento che aiuti i giovani che arredano la casa e le imprese

Vedi Aggiornamento del 10/04/2014
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13/12/2013 - In Italia la macro filiera del legno-arredo occupa 370mila addetti in 70mila imprese, con valori di produzione oltre i 27 miliardi di euro, un vero e proprio pilastro dell’industria italiana.
 
Il Governo Letta si è dimostrato fortemente attento alla promozione del settore dell’arredo. Grazie al Bonus Mobili è stata estesa la detrazione Irpef al 50% è per una spesa massima di 10mila euro per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici finalizzati all’arredo di immobili oggetto di ristrutturazione edilizia. Tale provvedimento porterà ad un recupero di spesa al consumo di circa 1,2 miliardi di euro nel periodo di applicazione 2013-2014.
 
Partono da questi dati FederlegnoArredo e Feneal-Uil Filca-Cisl Fillea-Cgil per chiedere al governo di proseguire in questa direzione e di intervenire in sede di riordino del sistema fiscale per rimodulare le aliquote Iva e le relative agevolazioni.
 
“È importante che l’Italia si allinei agli standard europei - affermano in un comunicato congiunto -: ricordiamo come in Spagna, Francia e Belgio l’aliquota Iva sugli arredi sia compresa tra il 6 e il 10%, mentre in Italia è al 22% per la maggioranza degli arredi”.
 
Nel caso in cui non fosse possibile applicare agevolazioni maggiori rispetto alla generalità dei consumatori, FederlegnoArredo e i sindacati suggeriscono di individuare una platea circoscritta di beneficiari.
 
Per aiutare una categoria sociale in difficoltà come quella delle giovani coppie, FederlegnoArredo ed i sindacati di categoria Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil propongono di diminuire l’aliquota Iva per l’acquisto di arredo per le giovani coppie (età inferiore a 35 anni) e i nuclei monogenitoriali con figli minori, individuate dal DM 103/2013.
 
In Italia - spiegano - le giovani coppie rappresentano circa il 10% delle famiglie e assorbono oltre il 15% dei consumi d’arredamento. Il sostegno a questa fascia debole della popolazione comporterebbe un vantaggio anche per le Pmi dell’industria italiana dell’arredamento.
 
Il provvedimento - aggiungono - rappresenterebbe il logico completamento del Pacchetto Casa varato dal governo Letta e “darebbe un ulteriore contributo al sostegno dei consumi nazionali di arredamento, che nonostante il Bonus Mobili sono attesi ancora in calo del 4,4% nel 2014”, spiega Giovanni Anzani, presidente Assarredo.
 
“La nostra proposta - aggiungono i segretari nazionali di Feneal, Filca e Fillea, Fabrizio Pascucci, Paolo Acciai e Marinella Meschieri - oltre a dare una boccata d’ossigeno alle imprese del settore, ha una indubbia valenza sociale perché si rivolge ad una platea importante e vasta come quella delle giovani coppie, permettendo loro di ottenere significativi benefici economici acquistando oggetti d’arredamento per la loro casa”.


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