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NORMATIVA

‘500 giovani per la cultura’, il MiBACT ha modificato il Bando

di Rossella Calabrese

Voto minimo di laurea 100/110 e impegno di 600 ore annue. Ma i professionisti confermano la mobilitazione

Vedi Aggiornamento del 13/10/2014
19/12/2013 - Abbassato da 110 a 100 il voto minimo di laurea richiesto, cancellato l’obbligo di certificare il possesso di un determinato livello di competenza linguistica per l’inglese; ridotto da 1400 a 600 ore annue l’impegno dei partecipanti per le attività di formazione.
 
Il Ministero dei Beni Culturali ha modificato il Bando ‘500 giovani per la cultura’, dopo la pioggia di critiche alla prima versione dell’avviso per la selezione di 500 giovani laureati da formare nelle attività di catalogazione e digitalizzazione del patrimonio culturale italiano.
 
Oltre alle modifiche ai requisiti, è stata introdotta, in aggiunta ai casi già previsti dal bando, la possibilità di un periodo di assenza di 15 giorni per motivi di studio, ed è stata prevista l’eventualità, nel caso di impegni di studio più lunghi, di sospendere il tirocinio fino a 3 mesi.
 
“Alcune critiche al bando erano giuste - ha detto il Ministro per i Beni Culturali Massimo Bray, sul suo blog - e ho chiesto gli uffici del MiBACT di apportare delle modifiche al suo testo, nell’ottica della maggiore apertura possibile”.
 
Qualche giorno fa il Ministro Bray ha pubblicato una lunga risposta, spiegando i motivi che avevano portato alla formulazione di un bando finalizzato alla formazione di 500 giovani. “In questo momento - ha scritto Bray - il Mibact, e tutta la Pubblica Amministrazione, non può assumere personale”. “Sto facendo una battaglia sulla necessità di sbloccare il turnover e i concorsi da quando sono arrivato al Ministero e non intendo fermarmi”.
 
“Nel frattempo abbiamo la possibilità di impegnare 2,5 milioni di euro in formazione: con il decreto ‘Valore Cultura’ abbiamo pensato di dedicarli a 500 giovani, per offrire a neolaureati l’opportunità di una specializzazione che li portasse dentro il patrimonio culturale. La retribuzione adottata è quella prevista per i tirocini, non c’è stata nessuna volontà di sfruttare il lavoro dei giovani laureati bensì di offrire loro un’opportunità unica di formazione”.
 
Tutto questo però non è bastato alle Associazioni e ai Sindacati di archeologi, restauratori e archivisti, che nei giorni scorsi hanno protestato duramente contro il MiBACT, e che confermano la manifestazione “500 No al MIBACT: per la buona occupazione nei Beni Culturali!” in programma l’11 Gennaio 2014.
 
“È un chiaro segnale - dichiarano i responsabili delle associazioni - che il bando era scritto male sul piano formale. Ma rimane ferma la nostra contrarietà all'assurda operazione di ‘formazione’. Il Presidente del Consiglio Letta e lo stesso Ministro Bray avevano infatti annunciato un Bando per dare lavoro nei Beni Culturali e non certo per concedere qualche euro a stagisti”. 
 
Le Associazioni confermano quindi la manifestazione dell’11 gennaio e chiedono al Governo “di invertire davvero la rotta e di prendere un impegno concreto per il rilancio vero del patrimonio culturale del Paese!”.
 

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