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NORMATIVA

‘500 giovani per la cultura’, pubblicato il Bando del MiBACT

di Rossella Calabrese

Selezione per giovani under 35 laureati con 110/110; domande entro il 21 gennaio 2014. Non mancano le critiche

Vedi Aggiornamento del 15/09/2015
09/12/2013 - È stato pubblicato sabato scorso il bando del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo per la selezione di 500 giovani laureati da formare nelle attività di catalogazione e digitalizzazione del patrimonio culturale italiano.
 
Il Bando è previsto dal Decreto Valore Cultura (DL 91/2013 convertito nella Legge 112/2013) e avvia una procedura concorsuale pubblica per la selezione di 500 giovani laureati under 35 (al 9 agosto 2013) da formare, per la durata di 12 mesi, nelle attività di inventariazione e di digitalizzazione del patrimonio culturale italiano, presso gli istituti e i luoghi della cultura statali.
 
Il voto minimo di laurea richiesto dal bando è 110/110; è richiesta la certificazione delle competenze linguistiche per la lingua inglese.
 
Il termine per l’iscrizione è il 21 gennaio 2014 alle ore 14.00. La domanda deve essere inoltrata per via telematica attraverso l’applicazione informatica che sarà disponibile a questo indirizzo dal 14 dicembre 2013, scegliendo la regione per la quale si intende concorrere.
 
Dopo una preselezione sulla base dei titoli, è previsto un test con quiz a risposta multipla. I candidati ammessi saranno formati per un anno, presso gli istituti e i luoghi della cultura statali, nelle attività di catalogazione e digitalizzazione del patrimonio culturale.
 
Sarà richiesto un impegno tra le 30 e le 35 ore settimanali e sarà corrisposta una indennità di 5.000 euro lordi annui.


Le critiche al Bando
Sebbene l’intenzione del Ministero sia quella di offrire un’opportunità formativa nel campo dei beni culturali, in molti non sono d’accordo sul bando.
 
Sulla pagina Facebook del Ministro Massimo Bray c’è chi definisce il bando “un insulto a tutti i professionisti che, con lauree a pieni voti e specializzazioni si vedono proporre poco più di 2 euro lordi all’ora”; chi invece “un modo per reclutare manovalanza qualificata da sottopagare per un anno”.
 
“È davvero triste che questo sia il trattamento” - scrive un altro utente - se si considera che il bando richiede un voto minimo di 110/110 e livello B2 di lingua inglese. La retribuzione è definita “ridicola, neanche da rimborso spese a un apprendista con la scuola media. Per un orario tra le 30 e le 35 ore settimanali”. E c’è chi aggiunge “per l’ennesima volta non si fa altro che sfruttare professionalità elevate, sotto le spoglie della formazione, mentre si tratterà di fare il ‘lavoro sporco’ che nessuno per decenni si è preoccupato di fare”.
 
E al motto di ‘I professionisti della cultura dicono 500 volte: no!’, è stata lanciata una petizione contro il Bando del MiBACT. Anche qui vengono contestati: il limite di età; i requisiti di accesso, perchè si richiedono “voti di laurea eccessivamente selettivi” ma si permette l’accesso a percorsi di studio “non formanti ai fini del progetto”; il “contributo irrisorio” previsto, pari a 5000 euro annui.


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