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NORMATIVA

Rinnovabili, il piano Destinazione Italia rimodula gli incentivi

di Paola Mammarella

Via libera del Governo ad un pacchetto di misure per il riutilizzo produttivo dei siti da bonificare e il sostegno agli investimenti delle imprese

Vedi Aggiornamento del 23/12/2014
16/12/2013 – Sistema incentivante alternativo per le fonti di energia rinnovabile, misure a sostegno delle imprese e per la realizzazione delle opere pubbliche. Con questi obiettivi il Consiglio dei Ministri venerdì ha dato il via libera al piano “Destinazione Italia”.
 
Incentivi alle rinnovabili
Ai produttori di energia elettrica rinnovabile, sia eolica che fotovoltaica, sarà offerto un sistema incentivante alternativo, in grado di diluire nel tempo gli oneri sulla componente A3 della bolletta elettrica. In sostanza, come già proposto con la bozza di Decreto del Fare 2, i produttori dovrebbero scegliere se continuare a godere del regime incentivante spettante per il periodo di diritto residuo o optare per una diminuzione dell’incentivo, che durerebbe sette anni in più.
 
Allo stesso tempo saranno rivisti il ritiro dedicato e la tariffa bioraria. Al momento, infatti, il ritiro dedicato prevede che, su richiesta del produttore, l’energia sia ritirata dal Gse a un prezzo determinato dall’Aeeg, Autorità per l’energia elettrica e il gas, con riferimento alle condizioni di mercato, e collocata sul mercato. Per alcune produzioni il prezzo è superiore a quello ricavato dal GSE (perché comprensivo dell’incentivo) e la differenza viene posta a carico della componente A3
Il risparmio che ne deriverà per imprese e consumatori è stimato sugli 850 milioni di euro.
 
Tutela ambientale e distribuzione di carburanti
La norma mira ad accrescere le conoscenze del sottosuolo, favorendo l’acquisizione dei dati relativi ai rilievi geologici, geofisici e alle perforazioni, ma anche a rafforzare la sicurezza della rete di distribuzione dei carburanti e quella per lo stoccaggio del gas naturale.
 
Agevolazioni per il riutilizzo di siti inquinati da bonificare
Per promuovere il riutilizzo produttivo dei siti inquinati da bonificare, la legge introduce facilitazioni procedurali e benefici fiscali per gli interessati a sottoscrivere gli accordi di programma. Dalle misure potrebbero essere generati investimenti pari a 1,3 miliardi di euro.
 
Agevolazioni per le imprese
Per contrastare le crisi industriale, saranno attivati mutui a tasso zero che consentiranno di attivare 300 milioni di nuovi investimenti con 3 mila nuovi occupati.
 
Le operazioni di credito a medio e lungo termine delle piccole e medie imprese sono sottratte al trattamento fiscale ordinario e assoggettate al pagamento di un’imposta sostitutiva più bassa.
 
Allo stesso tempo la legge favorisce la nascita e l’avvio di attività delle nuove S.r.l., attraverso modalità semplificate di pagamento dei diritti dovuti.
 
Alle Pmi che vogliono dotarsi di una connessione digitale veloce è riconosciuta una detrazione di imposta del 65% per un massimo di 20 mila euro.
 
La norma punta inoltre sull’innovazione con un credito d’imposta sul 50% delle spese incrementali in ricerca e sviluppo negli anni 2014-2016. L’agevolazione massima per impresa è di 2,5 milioni di euro. Il budget totale sarà pari a 200 milioni di euro annui. La misura potrebbe attivare nuovi investimenti in ricerca e sviluppo per oltre 600 milioni di euro annui.
 
Ricordiamo che lo scorso settembre il Governo ha approvato un altro pacchetto di misure che sotto il cappello di “Destinazione Italia” ha dato l’ok alla semplificazione dei cambi di destinazione d’uso e alla revisione delle norme sulla conferenza di servizi.

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Altri commenti
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MARCO

le agevolazioni fiscali per i siti inquinati da bonificare sono peggio del condono.... saranno felici quelli che mangiano con le discariche abusive un po meno gli altri che lavorano onestamente. i


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