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PROFESSIONE

Architetti in sciopero contro gli obblighi di POS e di assicurazione

di Rossella Calabrese

Federarchitetti: ‘l’edilizia è ferma e il Governo ci strizza con inutili balzelli. Siamo pronti all’astensione dall’attività professionale’

Vedi Aggiornamento del 05/05/2014
02/12/2013 - Gli Ordini professionali e i Sindacati degli ingegneri e degli architetti hanno dichiarato ormai in tutti i modi e in tutte le occasioni il loro totale disaccordo verso l’obbligo di installare il POS in tutti gli studi professionali, che entrerà in vigore il 1° gennaio 2014.
 
Al coro di no si aggiunge Federarchitetti, il Sindacato Nazionale Architetti Liberi Professionisti, secondo cui “il POS è il tributo di un Governo oggi prono alle banche come, solo ieri, prono alle compagnie assicurative con l’introduzione dell’obbligo indifferenziato dell’assicurazione obbligatoria per centinaia di migliaia di liberi professionisti ormai senza lavoro”.
 
“L’edilizia è ferma, l’economia è bloccata dai vincoli burocratici, i crediti sono sempre più insoluti - afferma il Sindacato - ed il Governo non trova altre soluzioni che strizzare i liberi professionisti con ulteriori ed inutili balzelli”.
 
E se l’Esecutivo non tornerà sui suoi passi, Federarchitetti si dichiara pronto “a prendere in considerazione, per la prima volta, la possibilità di una astensione dall’attività professionale insieme agli altri liberi professionisti per respingere fermamente i continui attacchi della politica al mondo delle professioni tecniche”.
 
L’obbligo, per i professionisti, di accettare, dal 1° gennaio 2014, pagamenti dai clienti anche per via elettronica è stato introdotto dal Decreto Sviluppo Bis. I primi a chiedere di essere esclusi dall’obbligo sono stati gli Architetti, i quali hanno spiegato che le attività professionali prevedono pagamenti normalmente superiori ai massimali delle carte di debito (leggi tutto).

Secondo il Consiglio Nazionale degli Ingegneri, con l’obbligo di POS “60 milioni di euro si trasformeranno da reddito dei professionisti a rendita per le banche” (leggi tutto). Anche InarSind, il Sindacato degli Architetti e degli Ingegneri liberi Professionisti, ritiene la nuova disposizione inadeguata ai professionisti, dal momento che il POS “poco si concilia con importi delle prestazioni professionali normalmente superiori ai 1.000 euro” (leggi tutto).

Pochi giorni fa la Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro ha calcolato che l’obbligo di Pos frutterà alle banche un utile di oltre due miliardi di euro all’anno, ma ha anche ricordato che ad oggi mancano i decreti attuativi che dovranno definire modalità, procedure e limiti per l’applicazione dell’obbligo di Pos e, soprattutto, le sanzioni per chi non si mette in regola (leggi tutto).

Invece, l’obbligo per tutti i professionisti di stipulare una polizza assicurativa che copra eventuali danni arrecati a terzi nell’esercizio della propria attività è in vigore dal 15 agosto 2013. Come stabilito dal DL 138/2011 e dal Regolamento di riforma delle Professioni (Dpr 137/2012), i professionisti sono tenuti a sottoscrivere l’assicurazione e, al momento dell’assunzione di un incarico, a renderne noti al cliente gli estremi e il massimale.


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Altri commenti
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Enrico

In Italia i professionisti sono una delle categorie sociali più bistrattate. A fronte di una evidente utilità sociale e di un carico di lavoro da sfruttamento, sempre più ineludibili per fare funzionare il sistema, prima ci hanno tolto le parcelle e poi ci mettono sempre nuove tasse a carico? Fossero almeno tasse! Queste sono tangenti pagate agli amici degli amici con i nostri soldi! Le banche ringraziano.


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