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APPALTI

Appalti e concessioni, ok del Parlamento Ue alle nuove direttive

di Rossella Calabrese

Le novità: migliore rapporto qualità-prezzo, criteri sociali e ambientali, più soluzioni innovative, risparmi per le imprese

Vedi Aggiornamento del 21/12/2015
17/01/2014 - Garantire una qualità e un rapporto qualità-prezzo migliori nei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture. È questo l’obiettivo delle norme UE in materia di appalti pubblici e concessioni approvate mercoledì dal Parlamento europeo, che modificano le attuali regole sugli appalti pubblici comunitari.
 
Per la prima volta, vengono stabilite norme comuni in materia di contratti di concessione, per promuovere una concorrenza leale e garantire il miglior rapporto qualità-prezzo, introducendo nuovi criteri di aggiudicazione che pongono maggiormente l’accento su considerazioni ambientali, aspetti sociali e sull’innovazione.
 
Con le nuove regole, inoltre, sarà più facile per le piccole e medie imprese presentare offerte e saranno rese più severe le regole in materia di subappalto.
 
Le autorità pubbliche - spiega una nota del Parlamento europeo - spendono circa il 18% del PIL per appalti di forniture, opere o servizi, rendendo l’appalto una leva decisiva per il raggiungimento di obiettivi sociali specifici.
 
“Le nuove regole inviano un segnale forte ai cittadini, che hanno il diritto di vedere il denaro pubblico utilizzato in modo efficace” ha dichiarato il relatore del Parlamento in materia di appalti, Marc Tarabella (S&D, BE).
 
“Anche le nuove norme in materia di contratti di concessione rappresentano un importante segnale in favore di un rafforzamento del mercato interno. Esse creano un ambiente economico sano, dal quale tutti gli attori, compresi le autorità pubbliche, gli operatori economici e, in ultima analisi, i cittadini dell’UE, potranno trarre beneficio. Adesso, le regole del gioco saranno rese note a tutti”, ha aggiunto Philippe Juvin (PPE, FR), relatore per i contratti di concessione.
 
Migliore rapporto qualità-prezzo
Grazie al nuovo criterio di ‘offerta economicamente più vantaggiosa’ (MEAT) nella procedura di aggiudicazione, le autorità pubbliche saranno in grado di mettere più enfasi su qualità, considerazioni ambientali, aspetti sociali o innovazione, pur tenendo conto del prezzo e dei costi del ciclo di vita dei prodotti o dei servizi. “I nuovi criteri porranno fine alla dittatura del prezzo più basso e, ancora una volta, la qualità sarà il punto focale”, ha spiegato il relatore Tarabella.
 
Più soluzioni innovative
I deputati si sono battuti con successo per l’introduzione di una procedura del tutto nuova, volta a rafforzare soluzioni innovative negli appalti pubblici. I nuovi ‘partenariati per l’innovazione’ consentiranno alle autorità pubbliche di indire bandi di gara per risolvere un problema specifico, senza pregiudicarne la soluzione, lasciando così spazio alle autorità pubbliche e all’offerente per trovare insieme soluzioni innovative.
 
Meno burocrazia per gli offerenti
La procedura di gara per le imprese sarà più semplice, grazie a un ‘documento unico europeo di gara’ standard, basato sull’autocertificazione. Solo il vincitore dovrà fornire la documentazione originale. La Commissione stima che l’onere amministrativo per le imprese sarà ridotto di oltre l’80%.
 
Accesso più facile per le piccole imprese
Per facilitare l’accesso delle piccole e medie imprese agli appalti pubblici, le nuove norme incoraggiano anche la suddivisione dei contratti in lotti.
 
Regole più severe in materia di subappalto
Per combattere il dumping sociale e garantire che i diritti dei lavoratori siano rispettati, le nuove leggi comprenderanno norme per il subappalto e disposizioni più severe sulle ‘offerte anormalmente basse’. I contraenti che non rispettano la normativa UE sul lavoro possono essere esclusi dalla presentazione di offerte.
 
Nessuna accelerazione per privatizzare i servizi pubblici
L’accordo sulle nuove norme UE per le concessioni ricorda che gli Stati membri restano liberi di decidere come desiderino siano eseguiti i lavori pubblici o erogati i servizi, in-house o esternalizzandoli a società private. La nuova direttiva non impone la privatizzazione delle imprese pubbliche che forniscono servizi al pubblico. Inoltre, i deputati hanno riconosciuto la particolare natura dell’acqua come un bene pubblico, accettandone l’esclusione dal campo di applicazione delle nuove regole.
 
Le prossime tappe
Le direttive entreranno in vigore 20 giorni dopo la loro pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea. A partire da tale data, gli Stati membri avranno 24 mesi per trasporre le disposizioni delle nuove norme nel diritto nazionale.


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